La lodevole iniziativa di Francesco Morante su "Gazzetta" di estrarre dall'oblio le sculture cittadine merita di sicuro continuità
Carmine Meoli ci ha inviato una nota in merito agli scritti di Francesco Morante sulla storia di alcune sculture cittadine.
"Gentile direttore - si legge - la lodevole iniziativa di Morante su "Gazzetta" di estrarre dall’oblio le sculture cittadine merita di sicuro continuità (ed infatti Morante ne ha promesse sei, per il momento, di rievocazioni storiche ndr) pensando non solo al bronzo in cima al monumento ai Caduti e alla statua dell'Imperatore di fronte alla Rocca o ancora alla opere metafisiche dell'Hortus Conclusus.
Vorrei evitare di formulare, io che tanto ignoro dei tesori cittadini, un inventario ma come trascurare Mastronunzio nei giardini della Provincia o i mostri del Giardino dei maghi o la Statua di Orsini o quella di Bianchi o il busto di Rummo nell'area del civico nosocomio?
Scrivo dopo aver letto il ricordo delle facezie di Mario Pedicini in voga tra i liceali del "Giannone" per chiedere contributi sulla "Testa di Benevento" esposta al Louvre e mi pare in copia nell'entrata del Museo del Sannio.
Si tratta, vedi foto, di un bronzo del quinto secolo a.C. che raffigura la testa di una atleta vittorioso incoronato con ramo di olivo.
Non sembra sia stato rinvenuto in città ma viene denominato proprio "Testa di Benevento".
Da studenti in cerca dei tesori civici ci veniva detto che fosse la "testa di un sannita!" se pure non avevamo altre evidenze di sculture bronzee locali.
Ci veniva anche detto che fosse parte di trafugamenti napoleonici o dello stesso principe di Benevento, Charles Maurice de Talleyrand.
Spero che, nel continuare l'opera intrapresa, vengano da "Gazzetta" altre interessanti ed utili informazioni.