La bellezza della città antica di Benevento si percepisce dalla trama urbana, dalla gerarchia dell'epoca tra pieni e vuoti, tra i numerosi slarghi, piazze, orti e soprattutto palazzi e giardini pensili

La bellezza della città antica di Benevento si percepisce dalla trama urbana, dalla gerarchia dell'epoca tra pieni e vuoti, tra i numerosi slarghi, piazze, orti e soprattutto palazzi e giardini pensili

La domanda che ci poniamo è la seguente, perché il verde alberato, il fogliame e le piazze sono importanti per la vita delle persone? si chiede Vincenzo Carbone, architetto

Vincenzo Carbone, architetto, ha inviato una riflessione partendo da un'intervista su "Artribune" di Elena Granata, del Politecnico di Milano, in cui ha affermato che "la natura non è un arredo urbano. E' un'infrastruttura di sopravvivenza e l'urbanistica deve imparare a collaborare con i processi ecologici invece di combatterli".
Carbone, dicendosi d'accordo, ha spiegato che "oggi bisogna imparare a collegare il bisogno di affiliazione con la natura al costruito.
In questo senso l'urbanistica, come scrive Maurizio Carta, deve trasmettere un messaggio nuovo.
Invece di considerare "come si deve fare una cosa", si deve partire dal punto di come risolvere un problema urbano ed ecologico e trasmettere le possibili soluzioni".
"Gentile direttore - si legge - la bellezza della città antica di Benevento si percepisce dalla trama urbana, dalla gerarchia dell'epoca tra pieni e vuoti, tra i numerosi slarghi, piazze, orti e soprattutto palazzi e giardini pensili.
Le forme dei giardini pensili seguono le forme dei palazzi a cui sono legati.
E' un sistema complesso del verde dell’epoca che era gran parte privato.
Grazie alle istituzioni, parte di questo patrimonio importante di giardini è diventato pubblico, accessibile e fruibile, a partire dai giardini della Rocca recentemente restaurati, quelli del Palazzo Casiello su piazza Santa Sofia (nella foto di apertura), del Teatro de La Salle e del Complesso Monumentale di Sant'Agostino.
I giardini pensili più affascinanti sono quelli che si affacciano sulla cinta muraria.
Il fascino deriva dal cannocchiale prospettico e dalla vicinanza agli slarghi pubblici che permettevano (e permettono) accessibilità al reticolo di vicoli e palazzi.
L'insieme di questi giardini sembra comporre un palcoscenico naturale sospeso, un sistema cioè di terrazze fiorite e animate che idealmente scavalca vicoli e collega le tante piazze.
Un tempo, anche la Torre Biffa era inglobata nel giardino del Palazzo Pedicini-Polvere su corso Dante dov'era la Porta di San Lorenzo.
La domanda che ci poniamo è la seguente, perché i giardini pensili, il verde alberato, il fogliame e le piazze sono importanti per la vita delle persone?
La prima cosa che viene in mente è che i giardini pensili ricordano quelli di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico, avvolti dal mistero sulla loro reale esistenza, forse nell'antica Mesopotamia, oggi Iraq, forse tra i fiumi Tigri ed Eufrate.
Poi ricordiamo volentieri i giardini del palazzo dell'Alhambra di Granada in Spagna per il trionfo di colori, i giochi d'acqua e l'architettura moresca.
Realisticamente l'importanza dei giardini, degli alberi, del fogliame multicolore e dei profumi della terra, va oltre questa narrazione.
Il vero ingrediente segreto è un altro, è il benessere fisico e psicologico che la natura trasmette all'uomo attraverso il contatto con il mondo della terra e delle piante.
Il contatto con la natura, o curare le piante o fare jogging nel verde per avere cura di sé stessi, sono punti da non trascurare nella definizione di una città inclusiva ed ecosostenibile.
La novità è collegare il bisogno di affiliazione con la natura al costruito, agli spazi della residenza, del lavoro o della prossimità per comporre complessi insediativi che incorporano la natura, come nella città antica con i "giardini pensili", oggi accessibili e diffusi.
Da ciò nasce una moderna esigenza per la vivibilità, fare in modo che l'urbanistica collabori con l'ecologia trasmettendo un nuovo messaggio.
Invece di considerare "come si deve fare una cosa", bisogna partire da una prospettiva diversa: Come si risolve un problema
urbano con vantaggi per la collettività e come si trasmette ai cittadini la soluzione?
La trasformazione ecologica è un processo che apporta benefici ma coinvolge il nostro modo di collaborare con natura e costruito, e la disponibilità a modificare le abitudini dannose.
Collaborare fa apprezzare gli sforzi delle città e rafforza la consapevolezza delle implicazioni che l’ecologia ha con la mobilità, i parcheggi, la flessibilità e gli spazi aperti; fa comprendere i tanti interventi che le città realizzano, specie le città verticali e soprattutto i giardini sospesi perché queste città hanno poca disponibilità di suolo.
Un esempio emblematico e molto amato è quello di Manhattan che decide di realizzare un’impresa ingegneristica non banale: giardini pensili su una ferrovia soprelevata e dismessa in mezzo ai grattacieli.
Per far in modo che i newyorkesi possano avere vivibilità, sicurezza, natura.
Il tema delle piazze è anch’esso legato al benessere e alla bellezza.
La loro composizione è sin dall'antichità un gioco di equilibrio geometrie, facciate, fontane, statue, monumenti.
L’integrità, la visuale prospettica di una piazza sono punti fondamentali; la bellezza di una piazza tende a superare le diseguaglianze, perché il decoro dei luoghi della quotidianità appartiene a tutti.
Cosicché, per queste ragioni, nessuno proporrebbe una "foresta urbana" a piazza Navona a Roma o in altre piazze.
Si racconta a proposito di piazza Navona che la statua del Rio de la Plata della fontana dei "Quattro fiumi" del Bernini si protegga gli occhi con la mano per non vedere la vicina chiesa di Sant'Agnese del Borromini temendo che crollasse.
Naturalmente non è una cosa vera, tiene viva la rivalità tra i due architetti.
Oggi, chi va a piazza Navona ascolta questa diceria e per un po' ci crede, ci ride e la racconta.
Questa diceria conferma l'importanza dell'integrità degli spazi urbani.
L'integrità vale più di ogni cosa e la riforestazione urbana va realizzata aumentando semplicemente i parchi urbani che generano raffrescamento e benessere".

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