Il consigliere regionale della Campania, Pellegrino Mastella interviene sull'incendio di immani proporzioni che ha interessando il massiccio del Taburno e il Monte San Michele
Il consigliere regionale della Campania, Pellegrino Mastella (foto), è intervenuto sull'incendio di immani proporzioni che ha interessando il massiccio del Taburno e il Monte San Michele.
"Fa male - scrive - vedere il nostro Taburno, la nostra Dormiente del Sannio, avvolto dalle fiamme.
Fa male per quello che rappresenta questa montagna per le nostre comunità e fa ancora più male pensare alla quantità di patrimonio naturale, ambientale e agricolo che rischia di andare perduto.
Siamo davanti a immagini che impressionano e preoccupano: il fuoco ha interessato vaste aree di vegetazione e, in alcuni punti, si è avvicinato pericolosamente alle abitazioni.
In queste ore la priorità assoluta è mettere in sicurezza le persone, le case e il territorio e per questo voglio rivolgere un ringraziamento sincero ai Vigili del Fuoco, agli operatori antincendio, alla Protezione Civile, agli uomini della forestazione, ai volontari e a tutte le forze impegnate senza sosta per contrastare le fiamme.
Dobbiamo già pensare, però, a quello che accadrà dopo.
Perché quando il fuoco sarà spento, resterà una ferita enorme.
Ci saranno da valutare i danni al patrimonio boschivo, alla flora e alla fauna, alle coltivazioni, ai vigneti, agli uliveti, alle piantagioni, ai pascoli e alle attività agricole che vivono di questo territorio.
Annuncio la richiesta di una convocazione urgente e congiunta delle Commissioni regionali Ambiente e Agricoltura, con il coinvolgimento delle assessore Claudia Pecoraro e Maria Carmela Serluca e, per i profili legati alla Protezione civile e alla riforestazione, dell'assessore Fiorella Zabatta.
Credo sia necessario convocare rapidamente le Commissioni per audire i sindaci dei Comuni coinvolti e avere un quadro preciso di quello che sta accadendo, delle aree interessate e dei danni già accertati e per capire quali interventi la Regione può mettere in campo nell'immediato. Non possiamo aspettare che passino settimane prima di cominciare a programmare la fase successiva all'emergenza.
Dobbiamo ragionare anche sulla prevenzione.
Se dagli accertamenti emergerà, come purtroppo viene ipotizzato, una matrice dolosa, ci troveremmo davanti a un atto ancora più grave contro una comunità intera e contro un patrimonio che appartiene a tutti.
Ma sarà naturalmente compito degli organi investigativi stabilire l’origine e le eventuali responsabilità.
A noi, invece, spetta il dovere di fare in modo che territori così preziosi siano controllati e protetti meglio.
Il Taburno è paesaggio, biodiversità, agricoltura, viticoltura, turismo, identità.
E' una parte dell'anima del Sannio.
Vederlo bruciare provoca una tristezza difficile da spiegare.
Proprio per questo non possiamo limitarci a contare i danni quando l'incendio sarà finito: dobbiamo intervenire subito, per sostenere chi ha subito perdite e per cominciare a ricostruire quello che il fuoco ha distrutto".