Danni alle colture, aumento della presenza della fauna selvatica e difficoltà nella gestione delle carcasse

Danni alle colture, aumento della presenza della fauna selvatica e difficoltà nella gestione delle carcasse

Sono le principali criticità emerse nel confronto sul contenimento della specie, rilanciate dal presidente dell'Ambito Territoriale Caccia di Benevento, Carmine Fusco, intervenuto ad un incontro a Cusano Mutri

Danni alle colture, aumento della presenza della fauna selvatica e difficoltà nella gestione delle carcasse.
Sono le principali criticità emerse nel confronto sul contenimento della specie, rilanciate dal presidente dell'Ambito Territoriale Caccia (Atc) di Benevento, Carmine Fusco (foto), intervenuto a Cusano Mutri all'incontro "Cinghiali in Italia: 25 anni di contenimento", al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico e istituzionale della Campania e di numerose altre regioni italiane.
Fusco ha posto l'accento soprattutto sul ruolo dei cacciatori nella gestione della popolazione, evidenziando però come nel Sannio l'attività rischi di rallentare nel corso della stagione a causa delle difficoltà successive all'abbattimento.
"I cacciatori - ha detto - rappresentano una componente fondamentale per il contenimento ma non possiamo chiedere loro d'intervenire e poi lasciarli soli davanti a una macchina burocratica complessa.
Nel corso della stagione, le difficoltà legate all’utilizzo della carne e allo smaltimento delle carcasse finiscono per scoraggiare molti operatori, con il rischio di fermare l’attività proprio quando sarebbe maggiormente necessaria.
Dobbiamo creare le condizioni affinché i cacciatori possano svolgere il proprio ruolo senza inutili ostacoli.
La carne, attraverso i necessari controlli sanitari e veterinari, può essere valorizzata nella trasformazione, nella conservazione e nella ristorazione delle aree interne.
Servono, inoltre, incentivi alle aziende che decidono di utilizzarla.
In questo modo, possiamo affrontare con maggiore efficacia il problema, tutelare gli agricoltori dai danni alle colture e trasformare una criticità in una possibile risorsa economica per le aree interne".

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