Cavalié! Si vuole capire o no che un'idea di sviluppo economico non si afferma semplicemente perché la pensi o l'annunci?
Luigi De Nigris, già assessore e consigliere comunale e funzionario della Camera di Commercio, ha inviato una nota in occasione del trigesimo di Roberto Costanzo (foto).
"Gentile direttore - si legge - ho scritto un personale ricordo che affido alle sue "colonne".
Ci sono persone che continuano a esserci anche quando lasciano questa vita: Nell'impegno che hanno profuso, nella memoria dei loro valori e in chi hanno incontrato. Roberto Costanzo appartiene a questa categoria.
A trenta giorni dalla sua scomparsa sento il bisogno di ricordarlo a partire dall'esperienza che ebbi nel conoscerlo da vicino durante la sua presidenza alla Camera di Commercio di Benevento, quando compresi la sua capacità di guardare al lungo periodo interrogandosi sul futuro del Sannio.
Il Centenario dell'Ente, celebrato nel 2002, racchiude forse al meglio la sua lungimirante visione.
Per lui non doveva essere una cerimonia formale, ma un'opportunità per analizzare e valorizzare il territorio.
Promosse studi sulla storia economica, sulle filiere, sul marketing e sul turismo, istituendo un Albo d'oro per le tesi di laurea dedicate alla nostra provincia, così da mettere a sistema le conoscenze prodotte a livello locale.
Ed è qui che il ricordo si fa confronto con la realtà.
L'Ente camerale che Costanzo aveva immaginato, un luogo capace di pensare, collegare e dare slancio alla struttura produttiva sannita, appare oggi più debole e meno incisivo, soprattutto per il lungo e discutibile commissariamento che da oltre quattro anni priva il territorio della rappresentanza imprenditoriale e socio‑economica locale.
Anche gli sforzi di continuità dei suoi successori sembrano essersi dispersi, visto che oggi la governance e la struttura apicale esprimono una guida "costiera", con dinamiche lontane dal tessuto delle aree interne.
Non è una questione di qualità personali, ma di prossimità: chi non vive quotidianamente queste realtà fatica a comprenderne bisogni e potenzialità, ben noti invece a chi rappresenta i singoli settori.
Se l'amministrazione Costanzo, insieme agli esponenti delle categorie economiche, cercava di interpretare le reali esigenze del territorio, oggi prevale invece l'adempimento amministrativo alla guida dei processi e la difficoltà di trasformare i problemi in strategia.
Ricordo, su questo tema, una delle nostre ultime conversazioni, quando, con l'autorevole tono che lo contraddistingueva, mi disse: "Cavalié! Si vuole capire o no che un'idea di sviluppo economico non si afferma semplicemente perché la pensi o l’annunci?
Il vero lavoro, quello più difficile, consiste nel sostenerla quotidianamente, nel darle condivisione e continuità organizzativa, responsabilità e forza per farla resistere al tempo e agli uomini che si avvicendano".
In queste parole si riflette il senso autentico dell’eredità di Roberto Costanzo.
Onorarlo, oggi, significa ribadire che la vera azione politico‑istituzionale si misura nella capacità di trasformare una visione in governo, una diagnosi in opportunità e un’idea in bene comune, attraverso la costante condivisione e il raccordo con tutti i soggetti del territorio.
Immagino sia questo, più di qualsiasi altro riconoscimento, che lo renderebbe soddisfatto: la certezza che il suo percorso continui grazie a chi ha saputo comprenderne e custodirne il valore".