Calcio, Serie B: Un calcio di rigore di Brunori a dieci minuti dal termine ad Ascoli condanna il Benevento alla seconda sconfitta stagionale
Ascoli (4-2-3-1): Vitale; Milanese (88' Gattoni), Curado, Rizzo, Guiébré; Corradini, Damiani (73' Acampora); Silipo (53' De Pieri), Perciun (53' Brunori), D'Uffizi; Gori (53' Chakir). A disposizione (Crespi, Nicoletti, Olivieri, Russo, Lo Scalzo, Ricci, Bolsius) Allenatore Francesco Tomei
Benevento (4-2-3-1): Vannucchi; Sernicola, Scognamillo, Saio (85' Okereke), Beruatto (68' Pierozzi); Maita, Prisco; Lamesta (63' Siatounis), Tumminello (46' Dalle Mura), Cherubini (46' Kouan); Salvemini. A disposizione (Esposito, Sylla, Caldirola, Mannini, Schimmenti, Mignani, Talia) Allenatore Antonio Floro Flores
Arbitro: Giovanni Ayroldi di Molfetta
Assistenti: Daisuke Emanuele Yoshikawa di Roma 1 e Giovanni Boato di Padova
IV Uomo: Gianluca Guitaldi di Rimini
Var: Alessandro Prontera di Bologna
Assistente Var: Luca Massimi di Termoli
Rete: 83' rigore Brunori
Ammoniti: Rizzo, Curado (A); Beruatto, Maita, Kouan (B)
Espulso: 42' Prisco (B) per doppia ammonizione
Angoli: 7-5
Recupero: 4' pt; 8' st
Spettatori: 12.997 di cui 9.286 abbonati e 3.711 paganti.
E ci risiamo ancora errori, ancora ingenuità condannano il Benevento Calcio alla seconda sconfitta in campionato, la terza considerando anche la Coppa Italia.
Al "Del Duca" ad esultare è l'Ascoli che ha portato a casa l'intera posta in palio grazie a un calcio di rigore realizzato da Brunori e concesso per una trattenuta in area di Kouan su Corradini.
Dopo tre partite, di cui due in casa, i giallorossi hanno conquistato un solo punto, per giunta con un penalty assegnato e realizzato in pieno recupero.
Troppo poco per una squadra che, è vero, non deve vincere il campionato ma deve, lo stesso, salvarsi.
La B è un torneo molto difficile dove ogni anno c'è un turn-over pazzesco con ben sette squadre, tra promozioni e retrocessioni, che cambiano.
Pochi punti fanno la differenza tra una salvezza diretta e l'accesso ai play-off allargati fino al decimo posto.
Siamo ad inizio stagione e c'è tutto il tempo per recuperare ma fa male perdere punti in questo modo.
Nell'analisi del mercato che i direttori, Marcello Carli ed Emanuele Padella, hanno fornito nel corso di una conferenza stampa è stato detto che tutti gli obiettivi erano stati raggiunti, che i calciatori tesserati erano quelli che si volevano prendere che non c'erano rimpianti e che si era sicuri che la salvezza sarebbe stata raggiunta.
Noi non siamo di questa idea, tante sono le perplessità che questa campagna acquisti ci ha portato, abbiamo la sensazione che si sarebbe potuto e dovuto fare di più.
Alcuni dei calciatori che, giustamente, la società ha voluto trattenere dopo la trionfale cavalcata dello scorso anno dovranno essere valutati nella categoria superiore ma ci saremmo aspettati che accanto a loro venissero presi elementi di maggiore spessore.
Non ci sembra che i vari Sernicola, Beruatto, Dalle Mura, per non parlare di Verdi, Okereke alle prese con infortuni e ritardi di condizione, stiano dando quel quid in più per far salire il livello complessivo del gruppo.
A questo si aggiungono gli acquisti di ulteriori scommesse come Siatounis e Schimmenti che, speriamo alla fine di sbagliarci, al momento non offrono le giuste garanzie.
Cosa ne viene fuori? Una squadra non pronta per la categoria, che soffre appena l'avversario affonda il colpo, che spreca in fase offensiva e sbaglia molto (contro il Modena Vannucchi, contro il Sudtirol Saio, questa sera contro l'Ascoli prima Prisco con una ingenua e diciamo anche stupida espulsione e poi Kouan con una trattenuta in area che poteva davvero evitare e che ha prodotto il calcio di rigore decisivo).
Siamo alle terza partita, quindi bisogna aspettare ancora per trarre giudizi definitivi ma se il buongiorno si vede dal mattino ci sarà da soffrire e anche molto per raggiungere l'obiettivo.
Per ora bisogna solo lavorare, impegnarsi e casomai rivedere anche qualche convinzione tecnica per raddrizzare una barca che sta iniziando a incamerare acqua.
Venendo alla cronaca, Floro Flores nel suo 4-2-3-1 conferma l'undici schierato con il Sudtirol con Saio preferito nuovamente a Caldirola, l'ex Sernicola a Pierozzi a destra e con Lamesta, Tumminello e Cherubini alle spalle di Salvemini.
Nell'Ascoli, Tomei sceglie anche lui lo stesso modulo con lo scuola Roma Milanese nell'isolito ruolo di terzino destro, l'ottimo Guiebre a sinistra.
Corradini e Damiani sulla mediana con Silipo, Perciun e D'Uffizi dietro la punta che è Gori.
Solo panchina per il bomber Brunori e gli ex Acampora e Bolsius.
L'avvio di partita delle due squadre è forte con le due squadre che si affrontano a viso aperto.
Al 6' D'Uffizi, tra i migliori dei suoi, serve al limite Gori con il suo diagonale che finisce di poco sul fondo.
Ancora Ascoli in avanti con Corradini che serve in profondità Silipo il quale trova, a sua volta, Gori con la conclusione dell'ex Avellino che finisce sopra la traversa.
Al 21' Silipo riesce a far arrivare il pallone a Guiébré che calcia di prima intenzione ma Scognamillo, riesce a salvare i suoi.
Al 27′ D’Uffizi penetra in area dalla sinistra e calcia in porta ma Vannucchi, quest'oggi impeccabile, respinge con un piede.
Al 38' sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Lamesta, Beruatto prova un colpo da biliardo con il pallone che, però, pecca di precisione e finisce sul fondo.
Un contropiede dell'Ascoli sulla fascia sinistra porta Guibrè al tiro ma Vannucchi è attento e respinge.
Al 42' c'è la prima svolta della partita con Prisco che, già ammonito, cade nel tranello architettato da Rizzo reagendo alle sue provocazioni e per questo viene ammonito insieme al difensore.
Se per l'ex Genoa era il primo cartellino di giornata, per il centrocampista giallorosso è stato il secondo e quindi espulsione.
Decisione giusta del direttore di gara, davvero ingenuo il calciatore del Benevento che speriamo abbia compreso la grossa stupidaggine fatta e se lo ricordi per il futuro.
La ripresa vede Floro Flores essere costretto a ridisegnare la squadra con gli innesti di Dalle Mura, al suo esordio stagionale, per Tumminello e Kouan, la sua partita sarà un disastro peggio di quella di Prisco, per Cherubini passando ad una sorta di 3-4-2.
Anche Tomei poco dopo cambia il proprio schieramento inserendo Brunori, il giovane scuola Inter De Pieri e Chakir per Perciun, Silipo e Gori.
Al 9' proprio i marchigiani hanno una ghiotta opportunità per segnare proprio con Chakir che di testa impegna Vannucchi che in tuffo respinge mettendo il pallone in corner.
Sugli sviluppi si crea un grosso parapiglia in area di rigore con il direttore di gara che assegna un penalty per un fallo su De Pieri.
Richiamato alla on field review dal Var, rivede la propria decisione per un precedente fallo di Chakir su Scognamillo e così fa ribattare il calcio d'angolo.
Nuovi ingressi in campo con Siatounis e Pierozzi per Lamesta e Beruatto (entrambi in ombra) mentre nell'Ascoli c'è Acampora per Damiani.
Al 37' nuova ingenuità di giornata in casa Benevento, questa vola la commetta Kouan che trattiene nettamente in area Corradini.
Calcio di rigore senza alcun dubbio, della battuta se ne incarica Brunori che spiazza Vannucchi.
L'ingresso di Okereke per Saio a cinque minuti dal termine serve a ben poco la frittata era già stata fatta e la sua presenza non è servita a fornire qualche spunto in fase offensiva alla ricerca del pareggio. Si vede che è in ritardo di condizione.
Poco da raccontare nel finale se si esclude la sostituzione nell'Ascoli di Milanese con l'argentino Gattoni per serrare ancora di più le fila dei suoi.
Ci vuole ben altro per salvare la categoria.
Le voci dagli spogliatoi
Antonio Floro Flores, allenatore Benevento
"La partita nel primo tempo è stata molto equlibrata tra le due squadre.
Continuiamo a commettere degli errori evitabili che ci costano punti preziosi.
Prisco deve capire che, essendo ammonito, non avrebbe dovuto commettere un errore del genere così come, nella ripresa, Kouan non deve assolutamente commettere quel fallo in area.
E' un peccato, perché nel secondo tempo abbiamo gestito bene la partita e la squadra ha dato tutto per ottenere un risultato importante.
In termini agonistici, il problema non risiede nella mancanza d'impegno.
Se un giocatore percepisce la necessità di maggior determinazione, è una sensazione che va rispettata.
E' fondamentale mantenere l'umiltà: chi è arrivato quest’anno e chi c’era già deve mettere da parte il passato, concentrarsi sul collettivo e dare un contributo extra, perché l'attuale livello non è sufficiente.
Ho scelto Dalle Mura perché in quel momento era utile per la nostra strategia.
Ogni giocatore in "rosa" è valido e non dobbiamo puntare al titolo ma alla salvezza, mettendo il Benevento al centro, piuttosto che i singoli nomi. Chi è entrato in campo oggi non ha impattato come sperato; l'ho detto ai ragazzi nello spogliatoio.
Ho optato per una difesa a tre perché gli avversari cercavano spazio sulle fasce e volevo impedirglielo.
Tuttavia, credo che le ingenuità e non queste scelte abbiano determinato la nostra sconfitta.
Fino al loro gol, avevamo la partita sotto controllo, ad eccezione di un solo intervento decisivo di Vannucchi.
Abbiamo avuto opportunità in contropiede che avremmo dovuto sfruttare meglio.
Se pensiamo di essere già arrivati per aver vinto un campionato, sbagliamo: non possiamo vivere sugli allori.
Non sono preoccupato, ma stiamo perdendo punti per strada che potrebbero costarci caro.
La squadra gioca bene, crea occasioni e sa restare unita.
Dobbiamo ripartire dall'atteggiamento del secondo tempo, quando abbiamo giocato con uno in meno e tutti hanno dato qualcosa in più.
Le sconfitte possono essere occasioni di crescita, è essenziale mantenere la motivazione alta e reagire rapidamente".
Francesco Tomei, allenatore Ascoli
"Sapevamo che era una partita molto difficile per le condizioni climatiche e l'entusiasmo era notevole da tutte e due le parti.
Mi è piaciuto molto che abbiamo limitato al massimo gli avversari cercando di dominare il gioco.
Il secondo tempo è stato più difficile con l'uomo in meno.
Dobbiamo lavorare ancora su questo, a volte abbiamo forzato alcune giocate.
Siamo stati bravi a creare le condizioni per fare gol.
Posso dire solo bravi ai ragazzi e di continuare così perché la strada è ancora lunga.
Di De Pieri, conosciamo le sue qualità e lo stiamo inserendo pian piano.
E' un ragazzo d'oro che sa stare in gruppo. Entra sempre con grande positività.
Ci lavoro tanto con i ragazzi su questo aspetto.
Dico sempre loro che chi fa vincere le partite è quello che entra e deve fare la differenza.
Milanese è un esempio per questo gruppo, ha un'umiltà davvero importante, si mette a disposizione con la testa giusta.
Lavora in un ruolo non suo e si comporta bene.
Sa fare quello che gli chiediamo, ma aspettiamo anche Oliveri che sta recuperando e in quel ruolo ci darà una grande mano.
Nella ripresa c'era da capire come si erano messi loro.
Noi avevamo l'uomo in più ed è normale che dovessimo essere più propositivi.
Tutti hanno fatto un gran lavoro, poi è normale che chi entra sia fresco e debba dare qualcosa in più.
Sono molto contento, perché quello che rimane è il nostro Dna.
Rizzo è un giocatore molto fisico e sta crescendo anche a livello di personalità quando abbiamo il pallone.
Non ha paura del duello, lo regge bene. Faccio un applauso anche a Curado che sta facendo un grande lavoro.
Ogni partita dobbiamo dare il massimo per restare in B.
Conosco il calcio e il campionato, so che si possono avere delle difficoltà.
Sono punti che serviranno per consolidare la categoria.
Sull'espulsione di Prisco, non so cosa sia successo perché ero lontano.
Chiaramente l'uomo in meno incide sulla partita ma anche in parità numerica ero molto contento, stavamo facendo quello che dovevamo fare".