Arretrati, retorici e inutili i comizi di coloro che ancora indicano nel vecchio fascismo mussoliniano un pericolo e non sono consapevoli dell'estrema pericolosità di quello attuale.

Arretrati, retorici e inutili i comizi di coloro che ancora indicano nel vecchio fascismo mussoliniano un pericolo e non sono consapevoli dell'estrema pericolosità di quello attuale.

Non sono capaci di capirlo e vederlo i nostalgici dirigenti dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi), gli opportunisti della Cgil, subalterni al Pd neoliberista e dei sedicenti partiti di progressisti, che utilizzano in modo propagandistico l’antifascismo di ieri solo per cercare consenso, commenta Piero Mancini. Il fascismo tecnologico è un pericolo real

Il fascismo tecnologico è un pericolo reale è il titolo della riflessione inviataci da Piero Mancini (foto).
"Caro direttore - scrive - da anni non partecipo al corteo del 25 aprile.
Ritengo arretrati, retorici e inutili i comizi di coloro che ancora indicano nel vecchio fascismo mussoliniano un pericolo e non sono consapevoli dell’estrema pericolosità di quello attuale.                                                                                       
Non sono capaci di capirlo e vederlo i nostalgici dirigenti dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi), gli opportunisti della Cgil, subalterni al Pd neoliberista e dei sedicenti partiti di progressisti, che utilizzano in modo propagandistico l’antifascismo di ieri solo per cercare consenso.

La loro analisi e la posizione politica è tremendamente arretrata. Quindi, perdente.
Eppure, basterebbe leggere le analisi di studiosi contemporanei  capaci di decodificare i messaggi e le tesi dei fascisti odierni per prendere coscienza del gravissimo pericolo che corre la nostra libertà individuale e collettiva.
Il 20 aprile Palantir, la potentissima azienda di Peter Thiel, che ha teorizzato e persegue, la fine della democrazia, dei partiti, dei sindacai e della libertà di stampa, ha pubblicato un manifesto in 22 punti, dal titolo The Technological Republic, indirizzato alle élite ingegneristiche della Silicon Valley.
Il manifesto è il sunto del libro The Technological Republic: Hard Power. Soft Power. Soft Belief and the Future of the West.
In poche ore è stato letto da ben 32 milioni di persone, suscitando molto allarme internazionale per i contenuti programmatici.
Esperti di diritto internazionale e tecnologia hanno denunciato i chiari contenuti tecno-fascisti. Bisognerebbe studiare a fondo questi 22 punti e farli conoscere, in lungo e in largo anche a Benevento, perché rappresentano un progetto politico tremendo, tutto incentrato sulla promozione  e gestione della guerra, per farla diventare permanente, che, da tempo, incontrastato, ha iniziato il drammatico percorso che ha, come target finale, la dittatura tecnologica generalizzata.
Un fascismo perseguito da pochissimi privati detentori, in forma di monopolio, non soggetti a limiti e leggi, delle nuove tecnologie.
Mentre si festeggia il 25 aprile che ha segnato la vittoria sui vecchi fascisti, i nuovi fascisti tecnologici fanno a tutti noi la loro festa.
Questo tragico e drammatico manifesto nei grandi media del nostro paese, purtroppo, non ha avuto la risonanza che merita.

L’intelligenza artificiale è un potentissimo strumento tecnologico utilizzato come arma definitiva dai neoliberisti per diffondere e imporre il loro tragico potere economico e culturale, quindi  politico, non solo sulle popolazioni ma perfino sugli stati.
Un fascismo digitale, subdolo perché invisibile: non si manifesta con la violenta e brutale repressione delle camicie nere o di uno stato autoritario in cui detta legge un solo partito e un solo uomo.

L’incubo fantascientifico preconizzato con centinaia di libri da tanti ridicolizzati visionari. 
Quindi, solo coloro che si oppongono al disumano sistema economico neoliberista sono coscienti e consapevoli antifascisti.
Una minoranza colta, ma emarginata, destinata a estinguersi.
Per tutti gli altri il destino non sarà migliore: non più essere umani ma degradati a ebeti alienati consumatori, per far ingrassare sempre più i dittatori tecno-fascisti.                          
Solo la Chiesa è cosciente del grande pericolo: Ha compreso che anche la sua fine si avvicina.
Da anni sostengo sul suo giornale che il tragico e disumano neoliberismo, fase suprema del capitalismo finanziario, come un minaccioso fiume in piena che, esondando, travolgerà tutto e tutti.
Anche coloro che, illusi, pensano di salvarsi servendolo".

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