Alessandro Preziosi molto compiaciuto ma non del tutto meravigliato quando gli abbiamo parlato della sua "Elisa di Rivombrosa", il suo esordio, che venti anni fa il mercoledì faceva fermare Benevento. Neanche le riunioni di condominio si tenevano più...
Si avvia alla fine la XVIII edizione di Beneveno Social Film Festival.
Quest'oggi è stata una giornata particolarmente importante segnata dalla presenza di due importanti attori.
Nella mattinata Stefano Fresi che ha dibattuto con i tanti giovani presenti in teatro al termine dei cortometraggi in concorso ed in serata Alessandro Preziosi che, "Tra pagine e palcoscenico", ha letto e commentato pagine riferite a San Francesco.
Un impeccabile Ufficio Stampa, per Preziosi, ma anche per Fresi, ha organizzato uno spazio Stampa dove sia la conduttrice, Antonella Vitelli, che i colleghi intervenuti, hanno rivolto all'ospite Preziosi domande adeguate al suo livello.
Quando è toccato a noi abbiamo rotto l'incantesimo.
Gli abbiamo detto che una ventina di anni fa, grosso modo, avevamo assistito ad una cosa che non si è verificata più.
Il mercoledì sera la città si fermava, neanche le riunioni di condominio si tenevano perché erano tutti impegnati a seguire la puntata di "Elisa di Rivombrosa " (2003).
Ci vediamo a quella riunione? No, facciamo domani, stasera c'è "Elisa di Rivombrosa"...
La prima edizione della fiction era diretta da Cinzia Th Torrini ed aveva come interpreti Alessando Preziosi e Vittoria Puccini, che poi diventerà la sua compagna, entrambi alle primissime armi.
Siamo stati bravi però a distruggere la "favola" già con la seconda edizione che non attirava più come la prima...
Le cose belle che produciamo non sappiamo tenercele e riproporre...
Perché? Beautiful, l'americana soap opera, continua ad andare in onda dal 1987, in Italia dal1990?
Comunque sia, dopo "Elisa di Rivombrosa" Benevento non si è fermata più in maniera così decisa, neanche con "I Cesaroni"...
Preziosi ci ha risposto dicendo che la vicenda delle riunioni di condominio che non si tevevano il mercoledì, è bellissima.
Ne ho sentite altre, ma questa le supera tutte.
Non le so dare una risposta decisa alla sua domanda perché credo che si tratti di episodi legati a dei format molto familiari.
Essi sono legati alla letteratura.
Quella serie si ispirava ad un romanzo di un autore inglese ed a delle storie che danno l'idea, con molta eleganza, in una bellissima ambientazione, con una grandissima regista Cinzia Th Torrini ed una immensa interprete molto giovane, Vittoria Puccini, davano l'idea, dicevo, del riscatto sociale che all'epoca risuonava ancora di più.
Oggi dal riscatto sociale si esce solo con la violenza, con il rifiuto di ciò che è meglio di te. Invece quella serie lì aveva tutt'altro.
Pensi che da quella serie lì è nata mia figlia e dunque quante cose belle possono essere state ispirate da quella fiction.
Sin qui Preziosi che poi sul palco, a commento di un breve filmato proprio su Elisa di Rivombrosa, ha ricordato che è stato quello il suo primo lavoro ed ha ripetuto una battuta scherzosa che fa con sua figlia, quella di non ricordare cioè il nome della mamma di sua figlia, di Vittoria Puccini.
In mattinata, come abbiamo scritto è stata la volta di Stefano Fresi (dalla undicesima foto in basso ed a seguire) a cui abbiamo chiesto del messaggio da dare a questi giovani che seguono il Festival e quale eventualmente la strada da indicare loro anche se, è opinione prevalente, indicare la strada è ancora peggio...
Anche perché quando a noi ce le hanno indicate all'età loro, ci ha risposto Fresi, non ci piaceva quella strada ed oggi noi siamo interpreti di quella realtà che era la nostra e sappiamo che avevamo ragione noi e quindi su alcune cose potrebbero avere ragione anche i nostri giovani.
La cosa che possiamo loro dire ed insegnare loro è che la noia non è questa cosa brutta.
Essa forse va un po' recuperata perchè è dalla noia che nasce la creatività. E' quando pensi di romperti le scatole che decidi di fare qualcosa che prima non esisteva e ti metti a scrivere o a comporre.
E questo è fondamentale.
Poi bisogna recuperare anche il tempo perché se siamo abituati a dei contenuti immediati dove se non accade qualcosa in dieci secondi si scrolla e si va al prossimo video.
Questo però ci sta rovinando.
Mi ricordo di quando eravamo giovani, c'erano le introduzioni di un minuto e mezzo prima di cominciare a cantare.
Oggi non lo puoi più fare perché altrimenti ti scrollano e via.
E quindi ci mettono addosso una fretta di arrivare subito al nocciolo della questione al punto che quando poi arrivi, al nocciolo, c'è solo il nocciolo perché non c'è stata nessuna preparazione per arrivare ad esso e te lo godi di meno.
E dunque, bisogna andar piano, ha concluso Fresi.