| Benevento, 18-04-2026 09:44 |
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Dal 26 aprile al 3 maggio prossimi, Morcone ospitera' la Tammaro Rural Design Week
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Redazione |
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Dal 26 aprile al 3 maggio prossimi, Morcone ospiterà la Tammaro Rural Design Week, una settimana di esposizione diffusa e attività dedicate al Rural Design che trasformerà il paese in un laboratorio aperto di sperimentazione tra progettazione, ambiente e comunità.
La manifestazione si svolge all'interno del progetto Tam - la Cultura è un fiume, progetto del Comune di Morcone, finanziato, nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), da Next Generation Eu e gestito dal Ministero della Cultura.
L'azione è a cura di Rural Design per la Rigenerazione dei Territori (Ruderi), associazione del terzo settore impegnata nella rigenerazione dei contesti rurali, promuovendo la valorizzazione delle risorse locali attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità e la ridefinizione di concetti centrali come territorio, identità e paesaggio.
Al centro dell'edizione 2026, il tema del Metabolismo rurale, inteso come chiave per leggere e ripensare le relazioni tra risorse, produzione e vita dei territori.
Per una settimana Morcone diventa così uno spazio di confronto che si nutre del contesto che lo ospita, mettendo in relazione designer, ricercatori, artisti e artigiani con abitanti, imprese e amministrazioni, e proponendo un approccio ecosistemico alla progettazione.
"La Rural Design Week non è solo una manifestazione, ma l'espressione di una visione ecosistemica verso un obiettivo concreto: creare le condizioni per favorire processi di innovazione territoriale e l'attivazione di relazioni generative.
In un'epoca in cui tutto corre veloce è un pretesto per fermarsi, immergersi in un tempo ricco, utile ad attivare un confronto vivo su nuove forme dell’abitare e sulla cura degli ecosistemi di cui siamo parte", ha spiegato Valentina Anzoise dell'associazione Ruderi.
Il tema del metabolismo rurale, al centro di questa edizione, pone una domanda urgente: come possono le attività produttive e trasformative, spesso responsabili di effetti dissipativi, diventare generative?
Come possono contribuire a valorizzare il patrimonio naturale e culturale, rimettendo in circolo competenze e valori immateriali?
In una prospettiva multispecie e non estrattiva, ciò implica immaginare modelli di vita e produzione basati su rigenerazione, cooperazione, coevoluzione e capacitazione degli attori locali.
"Questo è, per noi, il rural design - ha aggiunto Anzoise - un approccio al progetto, che ci riguarda tutti, centrato sulle relazioni e sulle interconnessioni tra le parti di un sistema.
In questo senso, Morcone e il Parco del Matese sono già il luogo in cui sperimentare pratiche che concepiscono il territorio come un ecosistema vivente".
L'edizione 2026 presenta oltre venti opere selezionate attraverso l'open call internazionale che nei mesi scorsi ha coinvolto progettisti da diversi contesti, anche locali.
Francesco Battaglia (Italia-Olanda), è stato il vincitore della sezione Prodotti con il progetto "Tra transumanza e memoria collettiva", che esplora il rapporto con la pastorizia attraverso la costruzione di un archivio e di una mappa condivisa.
Davide Viggiano (Italia), è stato selezionato per la categoria Materiali con "Olea Mucrae", un progetto che valorizza gli scarti dell'ulivo trasformandoli in un biopolimero sostenibile.
Filippo Clemente e Davide De Carli (Italia), sono stati premiati per la categoria Processi con "In-Thèrra: Infrastruttura Thèmporanea tessile di Rigenerazione Rurale Attivante", che reintegra la lana ovina nei cicli del suolo trasformandola in fertilizzante e ammendante biodegradabile.
Infine, a Karl Logge e Marta Romani, per l'opera The Flock (Il gregge), è stata assegnata la menzione speciale, che prevede una residenza di sviluppo del progetto sul territorio.
La premiazione si terrà il 26 aprile, alle 17.00, all'Auditorium San Bernardino, in occasione dell'inaugurazione ufficiale della manifestazione.
Nel corso della settimana, il programma propone un calendario ricco di attività distribuite tra spazi pubblici, luoghi rigenerati e aziende del territorio.
Tra gli appuntamenti, momenti di approfondimento dedicati all'approccio ecosistemico alla progettazione, laboratori sulla trasformazione dei materiali e attività pensate per conoscere da vicino le opere esposte e i loro autori, anche attraverso la sperimentazione diretta nella realizzazione di nuovi materiali e processi.
Il programma include inoltre proiezioni alla Casa del Cinema Ambientale e dei Territori (ex Cinema Vittoria), insieme a itinerari a piedi sul territorio, pensati per offrire ai partecipanti la possibilità d'immergersi nel patrimonio naturale e culturale locale della Valle del Tammaro e del Matese.
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