| Benevento, 13-04-2026 17:45 |
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Il Comune di Castelpoto ammette implicitamente che una parte dei 351.599 euro riguarda crediti ormai deteriorati o prescritti
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Redazione |
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Gentile direttore, scrive Pompeo Nuzzolo (foto), analizzando la nota tecnica allegata al bilancio 2026 di Castelpoto, emerge il cuore della "creatività" contabile che avevo intuito: il Comune ammette implicitamente che una parte dei 351.599 euro riguarda crediti ormai deteriorati o prescritti, ma giustifica il pagamento con una motivazione di "ordine superiore”.
Nella nota redatta dal responsabile della contabilità si legge che la cifra comprende "partite creditorie di difficile riscossione" risalenti al periodo Cabib (pre-2015).
Invece di dichiararle prescritte, cosa che obbligherebbe a individuare i responsabili della mancata riscossione, vengono trasformate in "oneri di transizione".
Il documento sostiene che il pagamento al Cabib è necessario per ottenere il "nulla osta" al trasferimento delle reti verso Sannio Acque. Se il Comune non sanasse questa pendenza, il Consorzio non potrebbe chiudere la sua liquidazione, bloccando l'intero processo provinciale.
Il salto nel subentro.
La nota conferma il "gioco del tempo": I 351.599 euro pagati oggi dal Comune (con l'avanzo di amministrazione) sono scritti tra i crediti che l'ente vanta nei confronti del valore di subentro. Ma è un subentro? Di fatto, si ammette che si sta finanziando una perdita passata con la promessa di una tariffa futura. In pratica andando in tariffa al gioco del tempo,partecipano solo gli utenti. L’analisi è stata fatta sul comune di Castelpoto, ma riguarda anche gli altri comuni soci del Cabib.
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