| Benevento, 12-04-2026 15:47 |
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La potatura degli alberi lungo viale Mellusi e' stata da poco conclusa e dunque un commento, tra il prima ed il dopo, ora lo possiamo fare
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Nostro servizio |
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La potatura degli alberi lungo viale Mellusi è stata da poco conclusa e dunque un commento, tra il prima ed il dopo, ora lo possiamo fare.
La premessa è d'obbligo: Non abbiamo titoli specifici, non siamo botanici, né agronomi.
Ma non lo sono nemmeno i contadini che anno dopo anno, egregiamente, portano avanti le potature dei propri alberi affinché essi diano frutti abbondanti.
Beh, contadini, dilettanti ma con piglio professionale, per qualche decina di anni, lo siamo stati e dunque qualcosina la possiamo dire, da osservatore.
Abbiamo più volte scritto, negli anni, che, sempre secondo il nostro modo di pensare e di intendere l'estetica degli alberi da arredo urbano, per la gestione di quei licustri, alberelli meno imponenti dei lecci di viale degli Atlantici, bisognava attingere alla documentazione degli anni Sessanta ed a seguire, dataci dalle cartoline dell'epoca (nelle foto tre, quattro e cinque, le immagini degli anni Settanta).
In quegli anni, quando viale Mellusi e l'intero rione nasceva, furono messi a dimora i licustri e da allora non sono mai stati sostituiti con altre essenze arboree.
Essi venivano potati ogni anno e portati a calice, così come si conviene e non si consentiva che i rami corressero senza regole superando addirittura i balconi del primo piano degli edifici posti lungo il viale intitolato alla memoria del parlamentare e poeta di Torrecuso.
Poi d'un tratto, 6 o 7 anni fa, cambiò il regime di gestione di questi alberi ed i rami principali furono lasciati correre fino ad irribustirsi in maniera inadeguata ed inopportuna
Ricordiamo che quelle piante devono abbellire il viale rendendo una immagine ordinata ed uniforme della presenza di quelle essenze.
Proprio come vollero i "padri fondatori" anche con la scelta di quella verietà.
Assieme all'incoraggiemento a correre in alto, negli ultimi tre anni non è stata fatta nemmeno la potatura (nella prima e seconda foto in basso prima dell'intervento dei giorni scorsi).
Questo ha fatto sì che il licustro perdesse la sua immagine di albero delicato e portato a calice per divenire una essenza enorme e senza più controllo.
Insomma brutta, veramente brutta alla vista.
Avevamo scritto che prima o poi questi alberi avrebbero dovuto essere abbattuti e rimessi dei nuovi da cui ricominciare.
Impossibile riportarli alla forma desiderata.
Non siamo stati ascoltati ed oggi per alcuni di essi (nella foto di apertura) si è dovuto propendere per una potatura severa (che forse, secondo noi, non servirà allo scopo, ma speriamo di sbagliarci).
Per quelle piante messe a dimora di recente al posto di quelle sostituite perché morte, la potatura è stata invece corretta ed efficace ed ora viale Mellusi sembra essere tornato al suo antico aspetto.
Con la vegetazione primaverile l'albero cercherà di riprendere la sua forma che dovrà essere confermata nella potatura del prossimo inverno (che non va fatta in primavera...) e così a seguire.
Non è uno scempio quello che è stato compiuto per taluni alberi dove la potatura severa è più evidente.
Lo scempio è stato perpetrato negli anni e sopratutto negli ultimi tre che non hanno previsto la potatura così come si conviene.
Bentornati licustri di viale Mellusi (nell'ultima foto in basso dopo la potatura di quest'anno).
Per chiudere: Quando da ragazzi assistevamo alla potatura, i residui, la sera, venivano lasciati sui marciapiedi ed il ritiro avveniva di solito nei giorni seguenti ed era in questi momenti che per noi ragazzi dell'epoca si presentata una miniera inesauribile di legni con i quali costruire le micidiali fionde, con le quali lanciavamo i frutti stessi dei licustri, piccoli pallini sul marrone scuro, pasto ambito dai piccioni, sopratutto sulle natiche degli amici e delle amiche e per la realizzazione di "armi" più "letali", come archi e frecce con la differenza che le frecce, grosso modo, riuscivano bene e diritte ma quello che non andava era la realizzazione dell'arco.
Troppo morbido quel legno ed allora ogni volta che si tendeva, non di rado, anzi spesso, si spezzava giusto al centro.
E noi si ricominciava la costruzione, il materiale non mancava...
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