| Benevento, 28-03-2026 12:36 |
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La lunga e miope stagione dei veti assoluti e degli insulti nei confronti di "Noi di Centro" e' tramontata. Ne prendiamo atto commentano i mastelliani
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Redazione |
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Il Coordinamento Provinciale di Noi di Centro (Ndc), torna sulla questione del campo largo nel centrosinistra.
"Guardiamo con rispetto - si legge nella nota inviata alla Stampa - al dibattito interno al Partito Democratico.
Al loro Congresso provinciale abbiamo manifestato la volontà politica d'inaugurare una nuova stagione.
Prendiamo atto, anche dai resoconti apparsi sui media, che la lunga e miope, stagione dei veti assoluti e degli insulti è tramontata.
Ne hanno preso atto anche i più testardamente riottosi in questa direzione, non certo efficace per il Pd.
Altra cosa è il ragionamento sulle cariche politiche future.
Avendo partecipato, da cinquant'anni a questa parte, a innumerevoli coalizioni politiche, a tutti i livelli, il nostro leader Clemente Mastella ha contezza diremo perfetta e completa delle dinamiche e delle logiche che fondano e fanno vivere le coalizioni tra più soggetti politici. E' certo che nel Sannio è "Noi di Centro" il traino politico della coalizione ed esprime un primato aritmetico certificato.
In una logica di coalizione, avremmo la piena e disponibile consapevolezza di essere leali da un canto e generosi dall'altro con gli alleati.
Per anni è stato diverso.
Ricordiamo sommessamente, il Pd ha espresso il sindaco del capoluogo (allora Fausto Pepe) e il presidente della Rocca (prima Cimitile, poi Claudio Ricci con le elezioni indirette) e controllava le società partecipate più guardando ai gruppi interni del Pd che agli alleati: Asi, Gesesa, Asia e agenzie comunali e provinciali erano in quell'epoca appannaggio del Pd o di personalità vicine al Partito Democratico.
Era un'altra stagione, chiusa nel 2016 dalla vittoria del nostro segretario nazionale a Benevento.
Così come, oggi, in Irpinia (Ariano e Avellino) il Pd rivendica il timone della coalizione, quale primo partito e a Salerno esprimerà egualmente sindaco e presidente della Provincia.
Se occorre avviare nel Sannio un'altra era politica, occorre avere la piena consapevolezza politica e il rispetto dei rapporti di forza.
La maturità di non fare il primo passo, dettando regole e condizioni. Sarebbe un passo falso.
E' lapalissiano poi che non era il Sannio la Repubblica di San Marino, alleanze e equilibri politici dovranno essere discussi con i vertici regionali e nazionali, specie nell'anno, il 2027, in cui elezioni politiche ed amministrative coincideranno".
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