| Benevento, 27-03-2026 18:46 |
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Il Tribunale di Benevento ha condannato l'Azienda Ospedaliera San Pio al risarcimento di oltre 600 mila euro in favore dei familiari di un defunto
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Redazione |
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Il Tribunale di Benevento ha condannato l'Azienda Ospedaliera San Pio al risarcimento di oltre 600mila euro in favore dei familiari di C.M., deceduto nel 2013 a seguito di un'infezione contratta durante un ricovero al Presidio Ospedaliero "Rummo".
La vittima era stata operata il 2 agosto 2013 per un intervento di macroadenoma ipofisario, ma pochi giorni dopo le sue condizioni si erano rapidamente aggravate a causa di un'infezione della ferita chirurgica, fino al decesso, sopraggiunto il 27 agosto 2013.
Nonostante la presenza di alcune patologie pregresse, i consulenti nominati dal Tribunale hanno riconosciuto che l'infezione nosocomiale risultava la seconda causa determinante del decesso, rigettando l'ipotesi, avanzata dalla difesa sanitaria, secondo cui il paziente avrebbe contratto l'infezione altrove.
Secondo il giudice, l'Ospedale non ha fornito alcuna prova dell'adozione di misure igienico-sanitarie adeguate né ha depositato protocolli interni di prevenzione, ritenendo così pienamente raggiunta la prova dell'origine ospedaliera dell’infezione ed evidenziando le responsabilità della struttura sia sotto il profilo medico che sotto quello organizzativo e gestionale.
Per ottenere giustizia, la famiglia di C.M. si era inizialmente rivolta a Francesca Maio (foto), responsabile di una struttura specializzata in assistenza e consulenza in materia di risarcimento danni, che ha curato la presa in carico del caso sin dalle prime fasi.
Il lavoro è stato condotto in sinergia con Massimo Quezel, con l'obiettivo d'istruire nel dettaglio la pratica, sia dal punto di vista medico-legale che probatorio.
"La complessa attività istruttoria si è rivelata determinante - è spiegato nella nota inviata alla Stampa . per l'accoglimento delle istanze risarcitorie, soprattutto per quanto concerne l'origine nosocomiale dell'infezione, inizialmente contestata dalla struttura sanitaria.
Infatti, nonostante gli elementi a supporto delle richieste formulate in via stragiudiziale, l'Ospedale si era rifiutato di riconoscere le proprie responsabilità, costringendo i familiari ad agire in giudizio, con il patrocinio di Francesco Carraro, avvocato del Foro di Padova.
La causa, durata quasi dieci anni, si è conclusa con la sentenza di seguito riportata, che condanna l'Ente ospedaliero al pagamento complessivo di 600mila euro ai sei fratelli della vittima, proporzionalmente all'intensità del legame affettivo e alla convivenza con il defunto. Tra gli importi più rilevanti, quelli riconosciuti ai fratelli conviventi: il Tribunale ha assegnato 156mila euro ciascuno.
Questa sentenza, arrivata dopo un periodo lungo e complesso, è un segnale chiaro: quando emergono responsabilità così gravi, fare luce è il primo passo per restituire dignità al dolore dei familiari".
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