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Benevento, 11-03-2026 14:25 ____
Tutto questo clamore intorno ad una proposta dovuta perche' i magistrati sono preoccupati che le loro carriere non saranno piu' stabilite da correnti
La separazione delle carriere la propose anche il ministro di Giustizia Clemente Mastella che oggi e' per il No ed il nonno di Elly Schlein. il pianto greco dei magistrati lo fanno perche' temono il sorteggio ha detto Bobo Craxi a Palazzo Mosti. Luigi Diego Perifano ha precisato che il Psi e' distante dal Centrodestra e che non e' sceso in campo per delegittimare la magistratura
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Man mano che la data si avvicina, i toni si alzano ed ogni occasione è buona per distogliere l'attenzione dal merito della riforma costituzionale e buttarla in caciara, come spesso si dice.
Quel caciara sta a significare che la questione assume le vesti della contesa politica al punto che anche amici importanti quando gli abbiamo chiesto se il loro giudizio negativo fosse motivato da concreti dubbi, preoccupazioni e perplessità, tutte legittime, sul testo all'esame referendario e se quel testo lo avessero almeno letto, ci hanno risposto: Non abbiamo letto nulla e non ci interessa, ma votiamo No per mandare a casa Meloni.
Peccato.
Occasione persa perché Meloni può essere legittimamente mandata a casa tra qualche mese allorquando ci saranno le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento mentre la riforma Costituzionale difficilmente sarà più riproposta all'esame del popolo italiano.
Lo stesso accadde qualche anno fa quando il governo guidato da Matteo Renzi propose una riforma costituzionale con larghi tratti condivisibili.
Fu caricata però di peso politico anche per l'errore di Renzi di intestarsi personalmente la vittoria o la sconfitta al referendum.
Non ebbe i numeri per far passare la riforma e dovette dimettersi.
Qui è un po' diverso perché il Governo ha già detto a chiare lettere che se dovesse vincere il No non si dimetterebbe.
Se il popolo questa riforma non la vuole, potremmo dire: Peccato, ma ce ne facciamo tutti una ragione.
Con la determinazione necessaria, ma senza ricorrere alla polemica, tutt'altro, di questo si è parlato nel corso di un incontro voluto dai socialisti di "Avanti Psi" con Luigi Diego Perifano ed Angelo Miceli che, come è noto, sostengono la causa del Sì a questa riforma costituzionale, non una battaglia politica ma una battaglia di buonsenso.
Ospite della mattinata, Bobo Craxi che si è goduto la bellezza del nostro corso Garibaldi e dei suoi storici palazzi, bevendo un caffé ed assaggiando qualche tarallino del territorio prima che l'incontro con i giornalisti a Palazzo Mosti avesse inizio.
L'incontro, svoltosi nella nuova "Sala conferenze" a Palazzo Mosti, inaugurata proprio da questo evento, è stato aperto da Angelo Miceli che ha parlato di un Sì ragionato che va letto al netto della propaganda.
Questo è un quesito che affonda le radici nel passato e che si riporta in asse il rapporto tra cittadino e Stato.
La parola è stata quindi subito passata all'ospite, Bobo Craxi, che ha esordtito lodando, come abbiamo detto innanzi, la nostra città anche per i suoi bellissimi palazzi.
Non avevo avuto modo di visitarla Benevento quando sono venuto per la intitolazione dello slargo che il sindaco Mastella ha voluto dedicare alla memoria di mio padre Bettino, ed oggi ho riparato, anche se in parte, alla mancanza (a pranzo è poi andato a via Manciotti e quindi ha avuto modo di ammirare anche l'Arco di Traiano).
Son qui con Luigi Diego Perifano, il capo dell'opposizione qui a Palazzo Mosti e debbo dire che a livello nazionale (Perifano è il responsabile nazionale del Dipartimento della Giustizia del Psi ndr) ha fatto un grande lavoro di ricucitura nei rapporti all'interno del mondo della giustizia quando si è trattato di organizzare la campagna referendaria che è stata di ottimo spessore.
La nostra è stata una scelta compiuta nel dovere della liturgia laica e con l'intento di garantire la terzietà del giudice.
Non deve in alcun modo esserci correlazione tra chi inquisisce e tra chi poi giudica.
Tutto questo clamore intorno ad una proposta saggia, ha proseguitio Craxi, è dato dal fatto che i magistrati sono preoccupati dal fatto che le loro carriere non saranno più stabilite dal sistema correntizio.
Occorre che però qualcuno si faccia anche una domanda sul perché di questa riforma visto che le cose non nascono quasi mai per caso.
Cosa di grave è accaduto per arrivare a tanto?
Per chi è amante degli scacchi dico che il rischio dello scacco matto non c'è.
C'è solo bisogno di rimettere le pedine al loro posto ed è quello che questa riforma fa.
Su questa riforma costituzionale è calata la inevitabile dialettica politica che ha una radice storica qui da noi ma debbo dire, ha proseguito Craxi, che insigni personalità della Sinistra italiana si spendono oramai per il Sì alla riforma e lo fanno per amore della verità e della storia.
In realtà questa riforma completa quella avviata dal socialista ministro di Grazia e Giustizia, Giuliano Vassalli ma non fu il solo a parlare della necessità di proseguire nella riforma.
Lo stesso sentenziò la Commissione presieduta da Massimo D'Alema che si epresse per la separazione delle carriere.
Poi lo stesso fece il minstro di Giustizia del Governo Prodi e qui con un sorrisino Craxi ha pensato al nome da dire che era quello di Clemente Mastella che oggi osteggia la riforma essendo schierato per il No, che presentò il Disegno di Legge per la separazione delle carriere, un disegno di legge che venne anche approvato dalla Camera dei Deputati ma che si fermò prima di giungere all'esame del Senato perché il Governo Prodi cadde anche e proprio per le gravi accuse, risultate poi infondate, mosse a Mastella, alla sua famiglia ed al suo movimento politico.
Dopo Mastella ci fu il ministro Andrea Orlando nei governi Renzi e Gentiloni, che fece lo stesso.
Separate le funzioni bisognava separare le carriere.
Il mio auspicio, ha detto Craxi è che ora si giunga finalmente alla separazione delle carriere dei magistrati ed a questo si è giunti anche per porre un freno ai tanti pubblici ministeri che hanno abusato del loro ruolo come ha scritto Palamara.
Ricordo che un altro grande sostenitore della separazione delle carriere, è stato Agostino Viviani, grande giurista, figura di spicco del socialismo garantista milanese. Membro del Comitato di LIberazione Nazionale durante la seconda guerra mondiale, senatore Psi, presidente della Commissione Giustizia del Senato e membro del Consiglio Superiore della Magistratrura, noto per le battaglie sulla responsabilità civile dei magistrati.
Quest'uomo era il nonno di Elly Schlein, segretario nazionale del Partito Democratico.
Ed allora, ai cittadini bisogna dire la verità.
Questa riforma contiene tutte le cose che sono state da sempre e quasi da tutti auspicate.
Non si notano perché ci si rifiuta di entrare nel merito, ha concluso Bobo Craxi.
A prendere la parola è stato quindi Luigi Diego Perifano il quale ha voluto innanzitutto ringraziare la presenza numerosa della Stampa.
Poi ha precisato che il consenso del Psi non è al Govero Meloni e che è distante dal Centrodestra e sopratutto non siamo scesi in campo per delegittimare la magistratura.
Nella giustizia amministrativa c'è già il giusto processo con un giudice che è terzo ed imparziale.
A maggior ragione ciò dovrebbe accadere nella giustizia penale.
Riguardo il Governo, poi, non certamente esso va giudicato con lo strumento referendario.
Il prossimo anno ci sono le elezioni e diremo se ha fatto bene o se ha fatto male.
Perifano ha anche voluto confutare delle bugie da campagna elettorale che vengono dette ad arte e cioè che i componenti dell'Alta Corte li sceglie il Governo e che il sorteggio viene fatto a casaccio sui circa 8mila magistrati attualmente in servizio.
Non è così perché ci sarà una lista corta fatta da magistrati che avranno determinati requisiti ed assolutamente non saranno scelti dal Governo.
C'è il Parlamento, si è inserito Craxi, fatto da eletti dal popolo che decide, proprio quel Palamento tanto discusso ed osteggiato ma al quale poi tanti magistrati aspirano ad entrare e ci riescono pure perché ben posizionati.
Riguardo la eventuale difficoltà a sorreggere una riforma che è stata voluta del Centrodestra, Craxi ha detto che su questioni che sono di interesse nazionale bisognerà pure convergere.
Certo se a Sinistra chiedono di stare in coalizione con chi vuole andare con Putin, sarà difficile starci.
Peraltro su questa riforma confluiscono anche i voti di Più Europa, di Italia Viva, dell'erea Liberal e forse il 25% degli elettori del movimento 5 Stelle.
Non siamo i soli che dalla Sinistra appoggiano la riforma costituzionale.
Il principio della Costituzione sull'autonomie ed indipendenza della magistratura, resta ed è inviolabile e dunque se il Sì dovesse prevalere, come ci auguriamo, non ci sarà alcun colpo di Stato e dunque non occorre portare avanti una campagna elettorale ansiogena perché il sistema di bilanciamento dei poteri dello Stato, rimane inalterato.
Certo, c'è il pianto greco dei magistrati, ma lo fanno perché temono il sorteggio e si preoccupano dei cretini, così hanno detto, che potrebbero stare tra di loro (come in qualunque altro consesso ndr) e che potrebbero essere sorteggiati.
Perifano ha anche detto che nel 2022, a proposito del sorteggio come metodo da usare per le scelte, in un sondaggio fatto dall'Associazione Nazionale Magistrati, ben il 42% dei giudici si dichiarò favorevole.
Evidentemente c'era una maggioranza silenziosa che viveva o aveva vissuto su di sé le storture del sistema così come denunciato da Palamara.

  

  

  

comunicato n.176637



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