| Benevento, 24-02-2026 17:11 |
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I Sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl sono a supporto del territorio e sopratutto delle famiglie che ogni giorno affrontano le disabilita' dei figli
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Redazione |
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Le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, intervengono in merito alla grave criticità che sta interessando diverse famiglie campane con figli affetti da disabilità intellettiva grave, disturbo dello spettro autistico e Dsa.
La rigida applicazione del vincolo amministrativo 80-20 nella ripartizione dei posti tra province, secondo i sindacati, sta determinando il concreto rischio di interruzione di percorsi terapeutici fondamentali, con pesanti ricadute sociali e assistenziali sui minori coinvolti e sulle loro famiglie.
"A supporto del territorio e soprattutto delle famiglie che ogni giorno affrontano gravi problematiche legate alla disabilità dei propri figli, intendiamo richiamare con forza - si legge nella nota inviata alla Stampa - l'attenzione delle istituzioni regionali su una situazione divenuta ormai insostenibile.
In Campania, centinaia di bambini e ragazzi con disabilità intellettiva grave, disturbo dello spettro autistico e Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Dsa) rischiano di interrompere percorsi terapeutici fondamentali per il loro sviluppo a causa del vincolo amministrativo della ripartizione 80-20 dei posti tra province.
Un criterio meramente numerico che, di fatto, sta prevalendo sui reali bisogni di cura.
Il problema è di natura burocratica e finanziaria: i fondi destinati ai centri terapeutici sono stanziati su base provinciale e i posti disponibili devono rispettare percentuali rigide.
I centri che accolgono minori provenienti da altre province rischiano di perdere convenzioni o finanziamenti, con la conseguenza che molti bambini, nonostante i progressi ottenuti in anni di terapia, si vedono improvvisamente negata la continuità assistenziale.
Emblematico è il caso delle famiglie della provincia di Caserta che da anni si affidano alle cure del centro Cmr di Sant'Agata dei Goti nel Sannio, dove i propri figli hanno raggiunto risultati significativi sul piano dell'autonomia e delle abilità quotidiane.
Oggi, a causa della rigida applicazione del vincolo 80-20 e di contratti semestrali che aggravano ulteriormente l'incertezza, tali percorsi rischiano di interrompersi bruscamente.
La problematica non riguarda esclusivamente il territorio casertano, ma coinvolge in maniera significativa anche le province di Benevento e Avellino, dove numerose famiglie si trovano nella medesima condizione di precarietà e incertezza rispetto alla continuità dei percorsi terapeutici già avviati.
E' inaccettabile che ragazzi con Dsa, seguiti per oltre un decennio, vengano privati del supporto terapeutico proprio nel momento in cui la continuità rappresenta un elemento essenziale.
La dislessia e i disturbi specifici dell'apprendimento non "guariscono": richiedono accompagnamento costante, strumenti adeguati e sostegno qualificato nel tempo.
Chiediamo con urgenza un incontro al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, con delega alla Sanità, affinché si apra un tavolo istituzionale finalizzato alla revisione del vincolo 80-20 e alla definizione di soluzioni che garantiscano: continuità terapeutica; pari opportunità di accesso alle cure indipendentemente dalla provincia di residenza; tutela dei percorsi già avviati e dei progressi raggiunti; stabilità contrattuale per i centri accreditati.
Non si tratta di numeri o percentuali ma del diritto alla salute e al futuro di bambini e ragazzi fragili.
Le istituzioni regionali sono chiamate a intervenire con tempestività e responsabilità, ponendo fine a una rigidità amministrativa che sta generando disuguaglianze e gravi ricadute sociali sulle famiglie campane".
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