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Benevento, 12-02-2026 16:15 ____
I mancati pagamenti alla Comunita' Montana del Fortore non sono un semplice ritardo tecnico o amministrativo
Sono una ferita aperta in un'area interna gia' fragile, gia' colpita dallo spopolamento e dalla mancanza di opportunita'. Ogni mensilita' non pagata non e' un numero su un bilancio, e' una rata del mutuo, una bolletta, la spesa di una famiglia, commenta Filippo Coduti, operaio a tempo indeterminato
Redazione
  

Sulla situazione degli operatori della Comunità Montana del Fortore, interviene Filippo Coduti, operaio a tempo indeterminato.
"Nel Fortore - scrive - c'è chi lavora ogni giorno sul territorio e aspetta lo stipendio da mesi.
E poi c'è chi amministra e continua a cercare un responsabile a cui attribuire la colpa.
Nel mezzo restano operai e famiglie, lasciati soli.
I mancati pagamenti alla Comunità Montana del Fortore non sono un semplice ritardo tecnico o amministrativo.
Sono una ferita aperta in un'area interna già fragile, già colpita dallo spopolamento e dalla mancanza di opportunità.
Ogni mensilità non pagata non è un numero su un bilancio, è una rata del mutuo, una bolletta, la spesa di una famiglia.
Parlo anche per me. Sono un operaio a tempo indeterminato (Oti).
Non scrivo per sentito dire, ma per esperienza diretta.
Sto vivendo questa situazione sulla mia pelle, come tanti colleghi che continuano a garantire servizi essenziali, manutenzione del territorio, tutela ambientale, presidio delle aree interne.
Senza questo lavoro quotidiano il Fortore si spegne ancora più in fretta.
Eppure assistiamo al solito spettacolo.
Da una parte la Comunità Montana che indica la Regione Campania come responsabile dei ritardi.
Dall'altra la Regione che rimanda ogni responsabilità all'Ente. Uno scaricabarile continuo, che si consuma sulla pelle di chi aspetta lo stipendio per vivere.
Ma c'è un altro elemento che pesa quanto i ritardi, il silenzio dei sindacati.
Dove sono le prese di posizione forti?
Dove sono le azioni concrete?
Difendere i lavoratori non può ridursi a comunicati formali o a incontri riservati.
Se per mesi non arrivano stipendi, il silenzio non è prudenza, è assenza. E l'assenza, in questi casi, fa male quanto il mancato pagamento.
Il problema non nasce oggi. Le risposte chiare non mancano da mesi, ma da anni.
Anni di promesse, tavoli tecnici, rassicurazioni, impegni annunciati.
Nel frattempo, però, gli stipendi continuano ad arrivare in ritardo o non arrivano affatto. E chi paga le conseguenze non sono le istituzioni, ma le famiglie.
Il Fortore non può continuare a essere periferia politica oltre che geografica.
Rappresentare un territorio significa difenderlo con determinazione, non usarlo come terreno di scontro istituzionale.
E il paradosso è che, dopo mesi senza retribuzione, c'è persino chi guarda con fastidio alla possibilità che i lavoratori ricorrano a un decreto ingiuntivo.
Come se pretendere ciò che spetta fosse un atto di ostilità. Come se chiedere giustizia fosse una colpa.
Quando uno stipendio non arriva per mesi, rivolgersi alla legge non è una provocazione. E' l'ultima difesa rimasta.
Qui non è in gioco un equilibrio amministrativo.
E' in gioco la dignità delle persone. E la dignità non si chiede per favore. Si pretende".

comunicato n.176106



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