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Benevento, 12-02-2026 09:40 ____
Quando ho letto il libro di Nico De Vincentiis mi sono venuti alla mente i furori degli anni giovanili della scuola e dell'universita'
O quando quelli che oggi sfiorano i 70 anni come me partecipavano agli scioperi, ai sit-in a difesa degli operai della Lancione, odierna Asia, o per quelli della Metalplex a rischio licenziamento. Poi improvvisamente abbiamo messo su famiglia e ci siamo calmati e passivamente siamo diventati ostaggio delle brutture della storia...
di Mena Martini
  

Partecipazione questa sconosciuta.
Forse non tutti sanno che al rione Libertà da sette anni, in seno all'Associazione Nazionale San Paolo Italia (Anspi) e su idea di Zaira Minella, è nata una modesta biblioteca di quartiere ma con specifiche sezioni letterarie per tutti i gusti.
Un nutrito gruppo di signore legge, commenta, si scambia le ultime novità editoriali, si confronta su temi attualissimi ed infine di tanto in tanto si cimenta in scrittura creativa a tema.
Pertanto non potevamo farci sfugire l'occasione di andare tutte assieme alla presentazione dell’ultimo libro di Nico De Vincentiis, "La città del "pensaci tu". Condominio Benevento nel tempo globale", tenutasi al Mulino Pacifico  il 24 ottobre dell'anno scorso.
Nico De Vincentiis è venuto nella nostra sede ed abbiamo potuto godere di una lunga chiacchierata.
De Vincentiis, giornalista e scrittore, da sempre  attento ai fenomeni e ai  comportamenti sociali nonché ai cambiamenti politici della nostra città, con la pacatezza e la gentilezza che da sempre lo contraddistinguono, ha analizzato le nostre faccende locali degli ultimi sessant'anni dando però un robusto e graffiante scossone al costume generale che caratterizza da sempre la nostra comunità che, per le decisioni importanti, non entra direttamente in gioco ma delega ad altri, salvo poi mostrare sdegno e disapprovazione quando i giochi sono ormai fatti.
E’ innegabile che la stragrande maggioranza di noi beneventani, vuoi per pigrizia, vuoi per disinformazione, vuoi per stare tranquilli, spera che altri partecipino, si battano, si spendano per faccende che però riguardano tutti noi.
Come dargli torto quando asserisce che la nostra coscienza civile risulta dormiente se non addirittura anestetizzata?
E se questo è il nostro discutibile atteggiamento cosa stiamo insegnando ai nostri giovani?
Quando ho letto il libro di De Vincentiis mi sono venuti alla mente i furori degli anni giovanili della scuola e dell’università quando quelli che oggi sfiorano i 70 anni come me partecipavano agli scioperi, ai sit-in a difesa degli operai della Lancione (odierna Asia) o per quelli della Metalplex a rischio licenziamento, o per le vittime di piazza Fontana, o per le varie stragi di matrice nera o anche rossa che hanno insanguinato il nostro paese, o per le battaglie per l'aborto e per il divorzio.
Poi improvvisamente abbiamo messo su famiglia e ci siamo calmati e passivamente siamo diventati ostaggio delle brutture della storia.
Sapete mentre scrivevo questo articolo cosa mi risuonava nella testa come se avessi una radiolina accesa che faceva da sottofondo?
Quel bellissimo pezzo di Giorgio Gaber "La Libertà" soprattutto la strofa "La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, Libertà è partecipazione".
Infatti, la libertà non è un concetto astratto ma si realizza attraverso la partecipazione attiva e consapevole alla vita sociale e politica utilizzando il proprio pensiero critico per costruire insieme agli altri il bene comune.

  

comunicato n.176094



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