| Benevento, 06-02-2026 22:50 |
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Daniela Ioia, la magnifica interprete di Giuliana 'a vesuviana nella fiction di Rai1 "La preside", ad "Obiettivo T" con "Mare di ruggine"
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Nostro servizio |
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Un altro spettacolo di pregio è stato presentato al Mulino Pacifico nell'ambito della rassegna teatrale "Obiettivo T".
Si è trattato di "Mare di ruggine. La favola dell'Ilva 2.0", uno spettacolo con testo e regia di Antimo Casertano che ha in pratica riscritto per il teatro la sua storia familiare lunga cinque generazioni e letta attraverso la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli.
Interpreti dello spettacolo Daniela Ioia (nella foto di apertura, nella seconda in basso e nella prima in basso con il marito, Antimo Casertano), Luigi Credendino, Francesca De Nicolais ed Antimo Casertano.
Prima che le luci si spegnessero abbiamo fatto una breve chiacchierata con Daniela Ioia, moglie di Casertano quest'ultimo già intervistato, con ottimo successo di lettori, agli inizi dello scorso anno, Daniela ioia che è giunta qui al Mulino Pacifico dopo l'ottimo successo ottenuto con la fiction andata recentemente in onda su Rai 1, "La preside", in cui ha interpretatio Giuliana 'a vesuviana, la camorrista, ma in precedenza era stata anche protagonista in "Gomorra" ed "Un posto al sole", per citare le fiction televisive più note.
In un teatro, piccolo gioiellino della nostra città, gestito da attori professionisti del territorio, portate stasera una favola che poi favola non è... abbiamo chiesto a Ioia.
E' una favola nera, ci ha risposto l'attrice, noi la chiamiamo così.
E' la storia familiare di Antimo Casertano che è anche l'autore e regista dello spettacolo, ma in realtà è solo un pretesto, nel senso che noi raccontiamo la storia della sua famiglia perché per cinque generazioni hanno lavorato tutti all'interno dell'Italsider di Bagnoli ma raccontiamo anche l'Italia di quegli anni, come è cambiata la fabbrica, in base al cambiamento del Paese e sopratutto il significato stesso della fabbrica, uno stabilimento che è partito come simbolo di benessere, di lavoro, di speranza per poi finire ad essere anche simbolo di morte e di inquinamento.
Uno spettacolo molto sentito da lei e da suo marito, abbiamo proseguto noi, in quanto il racconto ci riporta anche la perdita di un familiare di Casertano proprio in ragione dell'inquinamento della fabbrica...
Si parla sì di lavoro, di classe operaia e di fabbrica, ci ha risposto, ma fondamentalmente ti colpisce in maniera trasversale perché chiunque ha avuto un parente, un amico, un conoscente che ha lavorato in una fabbrica X ha anche qualcuno che magari ha subito la malattia e dunque se non ti prende da un punto di vista sociale, politico, comunque ti prende da un punto di vista emotivo perché racconta una storia che purtroppo è familiare a tanta gente.
Portate questo spettacolo, che è tutto esaurito quanto alla presenza di spettatopri, in una struttura che è nel cuore dei beneventani. Avvertite questo tipo di responsabilità nel proporvi, abbiamo chiesto a Ioia?
Guardi, ci ha risposto l'attrice, sentiamo sempre molto la vicinanza del pubblico anche perché essendo una storia familiare, quando saliamo sul palco, oltre ad avere la responsabilità di raccontare la vita di persone veramente vissute, la famiglia di Antimo Casertano, hai la responsabilità di toccare delle corde che sicuramente interessano anche il pubblico e nervi un po' scoperti.
Con questo spettacolo avvertiamo ovunque andiamo, questa grande empatia con il pubblico.
L'anno in corso, abbiamo ancora chiesto all'attrice, è cominciato per lei in maniera eccezionale con la partecipazione alla fiction di Ra1 "La preside" interpetata da Luisa Ranieri.
Parliamo del racconto di un territorio del napoletano e di un momento difficile.
Pensa ci sia bisogno di più presidi come quello rappresentato nella fiction per cercare di cambiare le cose?
Abbiamo certamente bisogno, ci ha risposto Daniela Ioia (nella quarta foto in basso è con Gennaro Del Piano), di più cuori impavidi, di più gente coraggiosa che voglia combattere.
Ovviamente la fiction non deve essere vista come un insegnamento.
Non dobbiamo dare all'arte la responsabilità di educare, a questo devono pensare la famiglia e la scuola, che sono i principali canali.
L'arte deve poter essere libera di dimostrare al pubblico nuovi punti di vista, via alternative, di accendere fari.
Ecco, in questo caso con "La preside" questo è stato lo scopo, quello di accendere un riflettore sulle periferie.
Lo sappiamo, non ci prendiamo in giro, le periferie sono un po' lasciate a se stesse e dunque ben venga che ci siano dei prodotti culturali dove invece si evidenzia la periferia come un concentrato di passione e di voglia di farle le cose.
Basta solo trovarle le persone giuste che ci credono. Come nel caso.
La preside ha trovato terreno fertile.
E' entrata che la scuola era un disastro però si è accorta che i ragazzi avevano voglia di cambiare e quindi non ha fatto altro che riaccendere quella voglia di cambiare dei ragazzi che avevano già.
Questo a simboleggiare anche che non è vero che in quei luoghi non si ha il coraggio...
Michelangiolescamente potremmo dire che l'anima del personaggio era già in quelle "pietra"... abbiamo ancora detto a Daniela Ioia.
Esatto, ci ha risposto. Bisogna solo trovare chi la tira fuori ed in questo caso la preside è stata veramente una grande che è riuscita a prendere questi ragazzi ed riportarli sulla retta via.
Un'ultima battuta: Ci sarà una seconda serie per questa fiction, abbiamo chiesto all'attrice?
In verità lo speriamo un po' tutti,m ci ha risposto, perché peraltro è andata benissimo, è piaciuta tanto ed i commenti sono stati tutti positivi.
Luisa Ranieri è meravigliosa e noi ci siamo divertiti tanto.
Speriamo tutti in una seconda serie certamente con lo sviluppo dei personaggi e con nuovi intrighi e sfide...
Sin qui la piacevole chiacchierata con Daniela Ioia ma il nostro racconto non è ancora finito qui.
Manca ancora un pezzetto.
Infatti, da questa sera al Mulino Pacifico c'è stata una novità e cioè il dopo teatro, "Light dinner".
In un'ampia zona del Mulino Pacifico (nelle ultime due foto in basso) è stata allestita un'accattivante sala che ha proposto un menù di tutto rispetto ad un prezzo veramente conveniente, 10.00 euro.
Anche qui, come nella sala teatro, tutto esaurito.
Bene così.
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