| Benevento, 30-01-2026 10:22 |
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Manifestazione di protesta proclamata dalle comunita' scolastiche degli Istituti Comprensivi Sant'Angelo a Sasso e Giuseppe Moscati
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Redazione |
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Si terrà domani, 31 gennaio, alle 10.30, la manifestazione di protesta proclamata dalle comunità scolastiche degli Istituti Comprensivi "Sant'Angelo a Sasso" e "Giuseppe Moscati" di Benevento.
L'appuntamento è alla Rocca dei Rettori, con la partecipazione di docenti, personale Ata, alunni e famiglie.
Il corteo partirà da piazza Castello e si tratterrà nell'area della Prefettura, lungo corso Garibaldi.
La protesta, insieme allo stato di agitazione e alla richiesta di immediata revisione della delibera regionale, è stata formalmente comunicata agli enti competenti, alle amministrazioni locali, agli uffici scolastici e al Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Immediate le adesioni delle organizzazioni sindacali alla mobilitazione.
"La mobilitazione - si legge nella nota inviata alla Stampa - nasce dalla decisione di accorpare i due istituti, deliberata dalla Giunta regionale senza alcuna interlocuzione con le scuole, senza confronto sindacale e in assenza di una proposta della Provincia.
Un'operazione che colpisce paradossalmente quello che è già l'istituto comprensivo più numeroso della città, in aperto contrasto con le Linee Guida regionali, che prevedono il dimensionamento delle scuole sottodimensionate.
L’accorpamento determinerebbe la nascita di una scuola-gigante ingestibile, con circa 1.700 alunni e centinaia di dipendenti, articolata su sei plessi dislocati a macchia di leopardo sul territorio urbano, con gravissime criticità didattiche, organizzative e procedurali.
A rendere la scelta ancora più grave è la tempistica: La decisione interviene a iscrizioni già aperte, imponendo una modifica sostanziale del Piano Triennale Offerta Formativa (Ptof) in corso d’anno e generando incertezza per famiglie, studenti e personale".
La manifestazione avrà carattere civile e non violento e sarà finalizzata a chiedere con forza l'immediata revisione della delibera regionale e l'apertura di un confronto istituzionale reale con l’Ufficio Scolastico Regionale, gli enti territoriali, le organizzazioni sindacali e le comunità scolastiche coinvolte.
Difendere scuole che funzionano, il lavoro di chi le manda avanti ogni giorno e il diritto degli studenti a un'istruzione di qualità non è una battaglia ideologica ma una questione di responsabilità verso il futuro della scuola pubblica".
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