Benevento, 03-08-2025 09:31 |
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I medici che questa settimana Peppino De Lorenzo ricorda sono Vincenzo Antonio Simeone, Italo Porcaro e Giovanni Lombardi
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Nostro servizio |
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I medici che, questa settimana, Peppino De Lorenzo ricorda sono Vincenzo Antonio Simeone, Italo Porcaro e Giovanni Lombardi.
Vincenzo Antonio Simeone (foto di apertura)
E' stato un altro medico di grande professionalità del nostro territorio.
Vincenzo Antonio Simeone era specializzato in medicina manuale ed erano, quotidianamente, tanti a frequentare il suo studio in via Porta Rufina, al civico 14.
Ai suoi pazienti si dedicava con il massimo impegno cercando di alleviare le sofferenze che, in alcuni casi, era difficile calmare.
La vita del collega Simeone, purtroppo, fu breve.
Si spense, infatti, nel mese di novembre 2015, a 64 anni.
Italo Porcaro
Incontrai per la prima volta Italo Porcaro nella divisione di neurologia con annesso pronto soccorso psichiatrico quando arrivai al "Rummo".
Aveva solo qualche anno più di me, del 1946.
Era stato assunto in neurologia nel 1973, periodo del colera, mesi questi in cui, per fronteggiare l'epidemia, con carattere di urgenza, vennero assunti nuovi giovani medici nel nosocomio cittadino.
Tra i sanitari che incontrai, giungendo in neurologia, quella mattina del 1977, c'era anche Italo Porcaro.
Questi rappresentava una delle giovani leve che si affacciavano nel panorama sanitario cittadino.
Preparato, cortese, Italo era bello, molto bello e non passava inosservato allo sguardo del personale medico ed infermieristico di sesso femminile.
Con lui, lavorai per più di dieci anni fino a quando, nel 1990, con l'applicazione, anche qui da noi, della legge Basaglia, che sancì la chiusura dei manicomi, dopo regolare concorso, approdai in psichiatria.
Italo andò via, prematuramente, nel 1999, a 53 anni.
Giovanni Lombardi
Noto ed apprezzato chirurgo, per tutti Nanni, per lungo tempo, svolse la sua attività nella clinica "Moscati", con Francesco Iandoli.
Con la chiusura di quest'ultima, era ubicata in un traversa del corso Garibaldi, approdò al "Rummo", nella divisione di Chirurgia Generale.
Alla preparazione professionale aggiungeva un comportamento che si notava per la signorilità.
Quando giunsi al "Rummo", non fu per me una nuova conoscenza, essendo lui amico di famiglia e, quindi, i contatti pregressi erano stati già tanti.
Mantenni nei suoi confronti sempre il rispetto che si deve al collega più anziano e ne fui ricambiato da un immenso affetto, fino alla morte.
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