Portale multimediale d'informazione di Gazzetta di Benevento

 

stampa

letto 1239 volte

Benevento, 31-07-2025 11:33 ____
I lavoratori industriali giustamente godono di diritti e riconoscimenti di notevole attenzione politica. Non cosi' i forestali
Essi vengono considerati non sempre fondamentali, con un salario che a volte fa pensare al reddito di cittadinanza. Nel Sannio raggiungevano il numero di 1.500 nel secolo scorso, mentre oggi non superano le 500 unita'. Perche' negli ultimi anni i salari non sono pagati nei tempi dovuti? E perche' il numero degli operai occupati si e' ridotto ad un terzo? Che fanno al riguardo i consiglieri regionali?
di Roberto Costanzo
  

Quando scioperano gli operai metalmeccanici vi sono sempre tanti che se ne preoccupano, mentre se protestano i lavoratori forestali quasi nessuno se ne avvede.
Negli ultimi giorni, sono rimasto particolarmente attratto da due articoli, uno dal titolo "Rinnovo metalmeccanici, è muro contro muro", ed un altro dal titolo "Lavoratori forestali, inaccettabili ritardi nei pagamenti".
E' fuor di di dubbio che l'attività dei metalmeccanici è importante ed essenziale all'economia del Paese e di conseguenza i lavoratori di quel settore sono meritevoli di adeguati compensi salariali ma forse non altrettanto dovremmo dire dell'attività di silvicoltura e dei lavori idrogeologici, vista la scarsa attenzione che suscitano le ripetute proteste degli operai forestali che non solo vengono pagati poco ma quasi mai puntualmente.
Evidentemente nella pubblica opinione, ed ancor più nelle stanze politiche che contano, si ritiene che la tutela ambientale e l'agibilità idrogeologica non servano più di tanto all’economia del Paese ed alla vita dei cittadini.
Da una parte l'influente industria metalmeccanica e siderurgica e dall'altra la timida industria del territorio.
Chi può affermare che l'una serve molto e l'altra serve poco?
Difatti da una parte i lavoratori industriali, giustamente, godono di diritti e riconoscimenti di notevole attenzione politica; dall’altra parte, invece, i lavoratori forestali vengono considerati non sempre fondamentali, con un salario che a volte fa pensare al reddito di cittadinanza (certamente sto esagerando, ma se volgiamo lo sguardo al secolo scorso ci viene da dire che l'industria del territorio oggi sta perdendo credibilità).
Basterebbe rilevare, come ci ricorda il coordinatore territoriale del Sindacato Fai-Cisl, Alfonso Iannace, che gli operai forestali occupati nel Sannio raggiungevano il numero di 1.500 nel secolo scorso, mentre oggi non superano il numero di 500; e fatto ancora più grave, non in tutte le Comunità Montane vengono pagati regolarmente, visto che in molti casi gli operai debbono attendere sei mesi ed oltre per riscuotere il salario, e non per colpa delle Comunità Montane…
A questo punto, potrebbe venirci la voglia di andare a leggere la Legge regionale numero 28 del 1974, avente ad oggetto: "Piano regionale di forestazione e di bonifica montana", in cui tra l'altro si stabiliva un preventivo finanziamento regionale delle opere e dei lavori da farsi e quindi si garantivano a tempo debito i fondi per pagare puntualmente il salario dei lavoratori occupati.
Perché negli ultimi anni i salari non sono pagati nei tempi dovuti? E perché il numero degli operai occupati si è ridotto ad un terzo di quello in vigore nel secolo scorso?
Mi verrebbe la voglia di richiamare l'attenzione degli attuali consiglieri regionali, di ogni gruppo politico, eletti con i voti dei cittadini residenti nei Comuni appenninici delle province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno.
Saranno certamente più di quindici consiglieri, ai quali vorrei proporre di andarsi a leggere la legge numero 28 del 1974 e quindi farne una nuova, adatta ai tempi attuali, con la primaria preoccupazione di pianificare, con i tempi e i modi dovuti, le opere ed i lavori silvoforestali ed idrogeologici, con il criterio di "Industria del territorio" ma soprattutto con la convinzione che questa grande e bella regione, si salva e si sviluppa se sa usare il suo primario territorio, che è quello sito sulla dorsale appenninica, che rappresenta circa l'80% della superficie regionale, e che dispone di tutte le fondamentali ed essenziali risorse naturali: ambiente, acqua, energia rinnovabili; risorse primarie ed indispensabili, che sono ricavate per l'80% dai territori appenninici.
Ci sarà qualche consigliere regionale in carica, convinto che è la fascia costiera che dipende dalla dorsale appenninica e non viceversa: e pertanto dobbiamo essere certi tutti che le aree interne non sono i parenti poveri da assistere, ma i principali soggetti produttivi da valorizzare e compensare.
Sono necessari, pertanto, adeguati piani strategici fondati sulla "industria del territorio", che soltanto nel Sannio può assicurare oltre 1.500 posti di lavoro nei cantieri forestali ed almeno il doppio nei parchi eolici e nel resto della produzione di energie rinnovabili.
Produzione che deve essere controllata e corretta rispetto al territorio ed al paesaggio; produzione che deve essere programmata e gestita con il dovuto compenso alle comunità locali, secondo la logica Mattei.
Oggi si parla ovunque, ed in ogni momento, di "Aree Interne", senza alcun richiamo ai lavori idraulico-forestali, né alle energie rinnovabili, né all'inevitabile ribaltamento e riequilibrio territoriale.
E non si parla degli operai forestali che hanno la stessa importanza e gli stessi diritti degli operai metalmeccanici e siderurgici.

comunicato n.172374



Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it - partita Iva 01051510624
Pagine visitate 700918765 / Informativa Privacy