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Benevento, 23-07-2025 23:11 ____
Katia Ricciarelli magnifica interprete dell'Anteprima della Stagione Lirica racconta il suo passato fatto di successi e di grandi interpretazioni
La Lirica alle nuove generazioni potrebbe parlare di piu'. Bisogna lavorare ancora per fare in modo che alla gioventu' venga offerta una piu' efficace trasmissione della cultura artistica
di Maria Anna Principe
  

La Stagione Lirica al Teatro Romano ha avuto inizio con un evento di eccezionale rilevanza: Il magnifico soprano Katia Ricciarelli (nella foto di apertura è con Leonardo Quadrini a sinistra e Ferdinando Creta a destra) protagonista della tanto attesa "Anteprima", dando il via ad un programma operistico che vedrà portate in scena opere immortali come "Aida" di Giuseppe Verdi e "Turandot" di Giacomo Puccini.
Accompagnata dal maestro Leonardo Quadrini al pianoforte e dal Quintetto Internazionale della Campania, Ricciarelli porta a Benevento "Altro di me non saprei narrare", in uno spettacolo fatto di aneddoti, racconti e storie della lirica, condotto da Silvia Bianculli ed accompagnato dalla performance del Centro di Studi di Danza Classica di Saveria Cotroneo (dalla undicesima alla sedicesima foto in basso).
Katia Ricciarelli, nella eleganza che la contraddistingue, nella intervista che ci ha rilasciato prima dell'inizio dello spettacolo (nella prima foto in basso), si è detta molto felice di aver potuto aprire la Stagione Lirica della città.
Ci ha dichiarato, infatti, il suo innamoramento per la città e la sua storia, sottolineandone la bellezza e le sue pregevoli tradizioni.
Ricciarelli ha inoltre uno splendido rapporto con l'ambiente culturale e artistico del capoluogo, in particolare l'amicizia di lunga data con il maestro Leonardo Quadrini, concretizzatasi in un sodalizio artistico di altissimo livello.
Alla nostra domanda se l'opera lirica sia ancora in grado di parlare o meno alle nuove generazioni, la diva ha sottolineato, non senza una nota amara, che essa potrebbe parlare di più.
C'è un grande buco generazionale, ci ha dichiarato, ma non solo sul palcoscenico, anche in platea.
Ha evidenziato la necessità di fare qualcosa per incitare la gioventù a prendere parte attiva per una efficace trasmissione della cultura artistica, in particolare per quanto riguarda il canto italiano lirico, dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 2023.
Il soprano ha più volte invitato ad un avvicinamento delle generazioni attuali ad uno studio approfondito della lirica, incitando anche una maggiore collaborazione della scuola e delle istituzioni, le quali attualmente dedicano troppo poco dei loro programmi alla cultura musicale.
Ricciarelli ha invitato a coltivare il talento, non senza una buona dose di impegno e sacrificio personale.
Ha rimarcato ancora quanto la passione giochi un ruolo fondamentale e di quanto molto lo facciano costanza ed impegno senza ridursi a sole due semplici ore a settimana.
Anche il contesto familiare può e deve avere un ruolo fondamentale nell'educazione musicale.
Questa deve estendersi al contesto genitoriale, per implementare una maggiore consapevolezza e un sano incentivo a coltivare l'arte in ogni sua forma.
Sin qui la nostra breve intervista mentre il pubblico l'acclamava già sul palco.
Il saluto ai presenti è stato portato da Ferdinando Creta (nella quarta foto in basso), già direttore del Teatro Romano.
Simpatico poi il siparietto iniziale quando Ricciarelli si è accorta di un cagnolino che "assisteva" allo spettacolo dalla prima fila.
Era simile al suo amato Pippo di cui portava anche lo stesso nome (nella settima ed ottava foto in basso).
Poi è cominciato lo spettacolo fatto di interviste, video anche del suo grande passato e del suo canto accompagnato al pianoforte da Leonardo Quadrini e con il tenore Aldo Galloni (nella terza foto in basso è con Silvia Bianculli).
Dopodomani andrà in scena la prima delle due opere liriche in Cartellone, "Aida" di Giuseppe Verdi.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.172219



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