Benevento, 21-07-2025 13:15 |
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Per riattivare tutta la tratta ferroviaria Benevento-Cancello devastata dai bombardamenti, Umberto Perrotta impiego' meno di un anno...
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di Roberto Costanzo |
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La storia, la geografia ed il funzionamento della Ferrovia Benevento-Valle Caudina-Cancello-Napoli sono legati al pensiero e all'azione del più grande e geniale imprenditore sannita, Umberto Perrotta (nella foto è con la sua Mercedes 300 S.L. Carrera), che fu il principale partner della società belga "Cartoun", che all'inizio del secolo scorso venne a costruire quella linea ferroviaria privata, che allora qualcuno chiamava "ferrovia di cartone"...
Allora, quell'infrastruttura rappresentava una delle più importanti strade ferrate della nostra regione.
Basterebbe andare a vedere quello che riuscì a fare Perrotta nel 1944 per rimetterla in attività dopo le distruzioni dei bombardamenti bellici.
Il nostro Perrotta impiegò meno di un anno, all'epoca, per riattivare tutta la linea Benevento-Cancello.
Eravamo nel 1945, mentre attualmente, nel 2025, siamo costretti a rilevare la differenza tra la strategia di allora e quella di oggi.
Ma perché tanti ritardi? Forse allora una tale strada ferrata era di vitale importanza, mentre oggi non più?
A sentire i lamenti degli amministratori locali e le proteste dei cittadini, oggi come allora e forse più di allora, quella infrastruttura è di vitale importanza.
O forse, secondo qualcuno ai vertici della Regione ed anche nelle stanze del Governo, oggi vi sarebbero altre infrastrutture viarie che meglio di quella linea potrebbero collegare Benevento a Napoli?
Oppure il collegamento Benevento-Napoli non è più importante e se ne può fare a meno?
O evidentemente il territorio sannita ormai serve solo come spazio di attraversamento per collegare velocemente Napoli con Bari e Roma con Bari?
Peraltro qualche anno fa non solo i responsabili di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), ma in primis taluni esponenti politici e amministratori sanniti, anche quelli che oggi protestano, battevano le mani, assieme al presidente della Regione, per la "grande nuova linea ferroviaria veloce" che comunque avrebbe sbancato la parte più fertile della Valle Telesina.
Quello sbancamento sarebbe stato il prezzo da pagare a beneficio del collegamento interregionale, un prezzo certamente dovuto, ma che sarebbe stato pagato in primis e maggiormente dal territorio sannita, che pure avrebbe avuto diritto a qualche compensazione, come poteva essere il rinnovamento della linea ferroviaria della Valle Caudina.
Ma oltre a battere le mani per la Tav, chi si preoccupò di fare accelerare i lavori della Benevento-Valle Caudina-Cancello?
Chiediamoci cosa fecero tre anni fa coloro che oggi protestano. Cosa fecero, sebbene vi fosse stato qualche articolo sulla stampa locale, a cominciare da "Gazzetta di Benevento", che denunciava l’eccessiva attenzione per la nuova ferrovia che avrebbe attraversato la Valle Telesina e lo scarso interesse verso la vecchia linea della Valle Caudina, che pure richiedeva interventi urgenti...
Oggi lamentiamo i ritardi, gli eccessivi ritardi, dei lavori iniziati due anni fa, che forse termineranno fra due anni.
Perché tanti ritardi?
Finalmente si rilevano le proteste dei sindaci dei Comuni caudini.
Un po' tutti ci rendiamo conto che non basta fare nuove linee ferroviarie interregionali, mentre, soprattutto per le aree interne, serve prioritariamente l’ammodernamento delle linee interprovinciali.
Umberto Perrotta si rivolterà nella tomba nel notare tutta l’indifferenza di oggi verso la ferrovia "Cartoun" che lui contribuì a costruire oltre cent’anni fa e che fece riattivare nell’immediato dopoguerra.
In quei tempi era una ferrovia privata, che funzionava alla pari delle ferrovie statali; oggi, che anch'essa è diventata una ferrovia pubblica, sembra che non abbia più importanza, eppure i cittadini si lamentano, mentre le Amministrazioni locali, che tre anni fa battevano le mani alla Tav, in questo momento anch’esse protestano per la mancata conclusione dei lavori di restauro lungo la Valle Caudina.
Sarebbe facile osservare che non solo le proposte ma anche le proteste vanno fatte a tempo debito.
Per noi sanniti la storica linea ferroviaria Benevento-Valle Caudina-Cancello-Napoli riveste la stessa importanza della nuova linea Napoli-Cancello-Valle Telesina-Benevento-Bari.
Qualcuno potrebbe dire che questa nostra linea interprovinciale funzionava meglio quando era una "ferrovia privata", rispetto ad oggi che è diventata anch'essa una "ferrovia pubblica".
Ed infine bisognerebbe fare attenzione alle grandi opere di attraversamento che spesso lasciano al territorio solo i costi.
Questo potrebbe capitare anche con i costruendi impianti idraulici a valle della Diga di Campolattaro.
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