Benevento, 29-03-2025 15:47 |
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L'Associazione internazionale degli Esorcisti stia tranquilla. Da cattolico sono ben altre le diavolerie che mi preoccupano
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Redazione |
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Il sindaco, Clemente Mastella, risponde all'Associazione Internazionale degli Esorcisti che lo avevano attaccato per "Janara", il Festival delle Streghe.
"La kermesse "Janare" è storia, identità e rievocazione intelligente tra leggenda e radici.
Non è né esoterismo, ancora meno pratiche oscure, tutte cose lontane anni luce dalla mia storia personale, culturale e politica.
Non ce n'è stata la minima traccia in un fine settimana che è stato unanimemente apprezzato come momento di promozione turistica e culturale", ribadisce il primo cittadino, dopo averlo già affermato con forza ieri, e da noi ampiamente riportato, nell'incontro svoltosi a Palazzo Mosti (foto) con gli ideatori dell'evento, Antonio Frascadore e Nico Girolamo.
Tra folklore, spettacolo e riflessione culturale abbiamo raccontato ciò che fa parte del patrimonio materiale e immateriale della città di Benevento con un'eco nazionale.
L'Associazione Internazionale degli Esorcisti stia tranquilla: da cattolico sono ben altre le diavolerie che mi preoccupano e i mercanti che profanano il Tempio: non certo chi aiuta l'immagine e l'economia della città con professionalità e senza alcuna intenzione di offendere o contrastare la sensibilità di nessuno, tantomeno dei cattolici.
Inoltre, questa edizione del Festival ha voluto dedicare una particolare attenzione e riflessione sulla figura della donna, sulla sua emancipazione e sul superamento degli stereotipi che, nel corso della storia, l’hanno vista vittima di pregiudizi e discriminazioni.
Parlare della figura della "strega" nel nostro contesto significa anche raccontare il riscatto e la forza di tante donne ingiustamente perseguitate nei secoli.
Abbiamo scelto di aprire questo evento parlandone con studiosi ed accademici provenienti da rinomati atenei, antropologi, storici del Medioevo e del Cristianesimo tra i più importanti d’Italia proprio per confrontarci anche con le riflessioni cristiane e cattoliche,
Il Festival ha proposto eventi spettacolari e suggestivi che affondano le loro radici nelle tradizioni locali, con spettacoli teatrali, rievocazioni storiche, conferenze e momenti di approfondimento culturale.
Nulla di ciò che è stato messo in scena ha avuto a che fare con il mondo dell’occulto: il nostro obiettivo è stato quello di promuovere la cultura e la storia di Benevento con un approccio aperto e inclusivo.
Evitiamo interpretazioni distorte, fraintendimenti e soprattutto cupi residui integralistici di cui la stessa cultura cattolica si è liberata da tempo".
Questo il testo integrale pubblicato sul sito dell'Associazione Internazionale degli Esorcisti
Con la stagione primaverile tornano i festival all’aperto e le sagre in piazza. Peccato che le amministrazioni locali di mezza Italia promuovano sempre più spesso iniziative legate al tema della stregoneria e dell’occultismo, ritenendole un richiamo che garantisce introiti ai comuni e vantaggi al cosiddetto indotto. Per non parlare della cornice di interesse culturale o sociale (ad es. la stregoneria come antesignana dell’emancipazione femminile) dove i fantasiosi consulenti di sindaci e assessori inseriscono programmi ed eventi.
Dietro a questa narrazione si nasconde spesso il revival neopagano, culminato nella crescente espansione della Wicca, movimento “spirituale” dalla diffusione internazionale che abbina sciamanesimo, culti pagani, credenze popolari e panteismo. La Wicca sostiene di ispirarsi a una presunta antica religione dell’Europa precristiana, ma altro non è che neo-stregoneria. Il tutto si carica di ambientalismo, ecologismo, medicina alternativa o naturopatica con annessi mercatini bio-solidali (e accanto al banco delle erbe fanno “bella mostra” di sé tavolini di cartomanti).
Non si creda che le giunte coinvolte abbiano precisi orientamenti politici o ideologici. Niente di tutto questo. L’esempio più lampante è quello di Benevento, dove il sindaco è Clemente Mastella, con alle spalle una lunga carriera politica iniziata con la Democrazia Cristiana. La sua è sempre stata una militanza segnata dall’appartenenza all’area popolare e centrista. Ebbene, proprio l’amministrazione da lui guidata ha promosso nei giorni scorsi, guarda caso in concomitanza dell’equinozio (21-23 marzo), l’evento “Janara-Le Streghe di Benevento”. Il logo scelto per la manifestazione è stata una trìquetra: simbolo pagano simboleggiante l’aspetto femminile del divino.
La tre-giorni, a detta degli organizzatori, ha rappresentato “un gesto di affetto verso la città”. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, alla presenza del sindaco, è stato precisato che il progetto ha coinvolto “più di 170 persone e tante associazioni di Benevento e provincia”. Il centro storico della città campana ha fatto da palcoscenico: Via Traiano è stata dedicata ai cartomanti e gli esercenti hanno aderito abbellendo il proprio locale sul tema della manifestazione. Questi i titoli di alcuni degli eventi: “Sabba”, “La strada dei tarocchi”, “Le streghe dei bambini”, “Piccole streghe crescono” (laboratorio di disegno per i bimbi), presentazione del libro “Le streghe di Lourdes” …
Ad aprire la rassegna è stato un convegno con tutti i sindaci delle “città delle Streghe” (Rifreddo, Triora, Castel del Monte, Uggiano, persino l’americana Salem) accolti da quello di Benevento. Il primo cittadino Mastella ha così dichiarato alla stampa: “Come amministrazione è giusto che noi appoggiamo anche questa nuova iniziativa (…). Mi auguro che a questa di quest’anno seguiranno altre edizioni e a proposito di Streghe vorrei tanto realizzare nel Parco De Mita qualcosa a riguardo. Siamo una città ricca di eventi culturali ed essi ci portano ad avere un’attrattività sempre più elevata”. Chissà, forse si arriverà a piantare nel parco cittadino un bel noce, al posto di quello celebre che sorgeva anticamente nei pressi del fiume Sabato, magari ripristinando le antiche ritualità e i sabba che in antico si celebravano sotto i suoi rami. Ovviamente, con grande richiamo turistico. Che dire?
La stregoneria è non solo una realtà di per sé oggettivamente contraria al cristianesimo, ma nemica della libertà e della dignità dell’essere umano. Quindi costituisce una prospettiva in sé deviante.
Considerare un fenomeno e trattarlo come un dato culturale o folcloristico non vuol dire necessariamente giustificarlo, ma significa conoscerlo anche per affrancare le persone da atteggiamenti pericolosi per la loro condizione e, quindi, dannosi alla crescita umana, personale e sociale. Questo pericolo si manifesta sia in chi promuove, sia in chi accoglie la stregoneria.
Rispettare un dato culturale prevede l’osservazione del fenomeno cercando di capirne i dati costitutivi e i contenuti, ma per mettere in evidenza tutti i suoi aspetti.
C’è un dato che accomuna oggettivamente tutte le stregonerie, al di là delle loro singole tipologie, in un continente o in un altro: l’operare con le forze demoniache per realizzare cose terribili.
Pensare pertanto di far divertire la popolazione, bambini e adolescenti inclusi, con tematiche appartenenti al mondo del male, dei malefici, dell’orrido e del macabro, qual è appunto la stregoneria, denota un gravissimo malessere interiore e un’assenza di coscienza civica, soprattutto in chi ricopre ruoli politici o istituzionali e che promuove con enfasi simili scellerate iniziative.
Favorire il mondo delle tenebre invece che quello della luce, non può che condurre prima o poi inevitabilmente a conseguenze tragiche, a livello individuale e collettivo.
Chi promuove il male presentandolo in modo affascinante, rischia grandemente. Non si può offrire del veleno alla gente nascosto sotto sapore di miele e pretendere che il primo a pagarne pesantemente le conseguenze non sia chi glielo ha servito.
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