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Benevento, 02-07-2024 13:52 ____
Restiamo prostrati dinanzi al simulacro della Vergine, il nostro sicuro approdo disse il cardinale Orsini trecento anni fa
E cosi' e' stato stamane nella Basilica della Madonna delle Grazie affollata di fedeli. Fra due settimane saranno al Centro "La Pace" ben 14 vescovi provenienti da altrettante regioni d'Italia con il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi. Per due giorni, ha detto l'arcivescovo Accrocca, la collina della Pace di don Emilio Matarazzo, diventera' il centro della Chiesa italiana
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La Basilica della Madonna delle Grazie ha accolto fedeli ed autorità nel giorno della festa della co-patrona della città di Benevento e del Sannio, la Madonna delle Grazie.
Il popolo sannita è stato sempre molto attento e devozionalmente presente a questa ricorrenza al punto che una volta si diceva che per evitare i grandi assembramenti (niente a che vedere con quelli di oggi che potrebbero essere definiti poca cosa) c'era un giorno, dei tre, particolarmente dedicato ai "forestieri", ai "cafoni", intendendo per essi tutti quelli residenti fuori dal centro abitato del capoluogo, e poi c'era quello che era ad appannaggio dei locali, dei beneventani residenti.
Oggi tutto questo non c'è più ma resta la forte devozione per un simulacro, quello della Madonna delle Grazie, che, lo ricordiamo, ha riscosso un'attenzione ed una devozione grandissima nel corso della sua peregrinatio in tutta la Diocesi.
Ad aprire la celebrazione eucaristica, è stato il ministro provinciale dei Frati Minori del Sannio e dell'Irpinia, fra' Antonio Tremigliozzi che peraltro, con gesto estremamente cortese, ha accolto i suoi ospiti sul sagrato della Basilica.
Padre Antonio, citando il cardinale Orsini, poi papa Benedetto XIII, particolarmente devoto alla nostra Madonna delle Grazie, ha ricordato che restiamo prostrati dinanzi al simulacro della Vergine, il nostro sicuro approdo.
Queste parole sono state recentemente ricordate da padre Davide Panella nel trecentesimo anniversario dalla imposizione della corona, donata da papa Orsini, sul capo della statua della Vergine.
Non viene meno la devozione per la nostra Madonna delle Grazie, ha ancora detto padre Antonio, nonostante il passare degli anni.
Poi è passato ai ringraziamenti e tra questi particolarmente sentito è stato quello rivolto a Daniela Polito ed al suo Coro diocesano che ha sostenuto con possenti interpretazioni, tutta la santa Messa fino ad arrivare alla fine con la esecuzione del "Magnificat" di Marco Frisina eseguito magistralmente dal soprano Ninfa De Masi.
La Madonna, ha infine concluso fra' Antionio Tremigliozzi, è co-protettrice, assieme a San Bartolomeo, del Comune di Benevento ed è per questo che come segno di affidamento e di riferimento a Lei viene donato dal sindaco della città il cero votivo che arderà per tutto l'anno.
Mons. Felice Accrocca, all'omelia ha parlato di un Vangelo, quello di oggi, di Luca, radicalmente sovversivo in quanto i criteri di Dio non sono quelli umani.
Questo progetto di vita è radicalmente alternativo ed è pronunciato dall'evangelista Luca.
Anche Elisabetta, moglie del sacerdote ebreo, Zaccaria, compie già un atto sovversivo dando il nome a suo figlio Giovanni Battista, cosa questa che era prerogativa del padre.
Il mondo al rovescio che è profetizzatio da una donna.
Dio ama tutti, ha proseguito l'arcivescovo, ma non tutti allo stesso modo e predilige i deboli, quelli che restano schiacciati dal contesto.
Ed allora il manifesto del Vangelo è quello di una società alta e diversa.
L'acqua va la mare inevitabilmente e dunque chi ha forza riceve ulteriore energia.
Poi mons. Accrocca, sempre a proposito delle differenze, ha parlato delle regioni ricche che lasciano indietro i più deboli. E così avviene anche nella nostra regione dove anche qui c'è già l'autonomia ma tra la zona interna e quella costiera.
Dio è con noi e dobbiamo unire le nostre forze ma non per dire: Ora tocca a noi, ma per fare eguaglianza e giustizia.
Dio non vuole che quello che sta sotto salga in alto per fare quello che si è contestato sin lì a chi stava in cima.
Un padre che ha un figlio che stenta a realizzarsi mentre ne ha un altro che ha raggiunto la sua meta anche lavorativa che fa? Fa parti uguali del suo patrimonio da distribuire? Certamente no. E' un criterio giusto quello che applica?
Forse sì perché Cristo si mette sempre dalla parte del più debole e dunque non è una ingiustizia quella che compie quel genitore.
Sta a noi ora raccogliere la lezione del Vangelo.
Nessun vittimismo, dunque, ma alziamoci in piedi per elaborare idee e progetti per un mondo migliore, ha concluso l'arcivescovo.
A questo punto ultimata la cerimonia della deposizione del cero sull'altare, cero portato, come da tradizione, dal comandante della Polizia Municipale, Pasquale Pugliese, con accanto il vice sindaco Francesco De Pierro in rappresntanza del sindaco Mastella, assente, ha preso la parola proprio De Pierro che ha letto la preghiera del cero votivo, simbolo della fede del popolo beneventano.
Il vice sindaco ha portato il saluto alla città ed ai fedeli accorsi numerosi.
Si rinnova quest'oggi la tradizione dell'accensione della lampada votiva.
E' questo un atto d'amore assoluto.
Noi tutti siamo molto legati alla Madonna delle Grazie.
In noi c'è un sentimento che ci appartiene ed è sostenuto da una forza immensa che ci trasmette la Vergine e quando siamo in difficoltà sappiamo dove trovarla.
Il decadimento valoriale dei nostri tempi, ha proseguito De Pierro, porta ad una devianza giovanile molto forte.
Omicidi ed atti di violenza sono all'ordine del giorno oramai.
Penso che la preghiera da rivolgere alla Madonna sia quella di aiutarci nelle fragilità.
Ci aiuti nell'imbastire un dialogo per evitare che ci sia un esasperato individualismo.
Non è una vergogna far partecipe il prossimo delle proprie problematiche.
Anche io oggi sono qui per un grande atto di preghiera per un mio familiare in difficoltà
C'è bisogno dello sforzo di ciascuno di noi a cominciare dalla istituzione scolastica.
Bisogna cementificare le fondamenta delle Istituzioni con un grande sforzo quotidiano di umiltà.
Educheremo in questo modo molto meglio i nostri bambini e noi stessi, ha concluso De Pierro.
L'arcivescovo Accrocca a fine celebrazione ha ricordato che fra due settimane saranno a Benevento, al Centro "La Pace", ben 14 vescovi provenienti da altrettante regioni d'Italia con il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi.
Prelati dal nord al sud del Paese per offrire un contributo alla vita della Chiesa per poi affidarlo alla Madonna delle Grazie.
Per due giorni, ha concluso l'arcivescovo, la collina della Pace di don Emilio Matarazzo, diventerà il centro della Chiesa italiana.

Le foto sono di Antonio Caporaso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.164843



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