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Benevento, 28-06-2024 23:58 ____
Siparietto di Paolo Bonolis e di Antonio Frascadore sul nome da dare ai cittadini di Benevento: Beneventani? No, beneventini...
E' la prima volta che vengo a Benevento, una bella citta' e ben tenuta ma fa caldo e non poteva essere altrimenti visto che c'e' il fiume... Calore. Riguardo poi ad Alberto Sordi debbo solo dire che per noi romani e' come Mastella per voi, una presenza storica... Al conduttore assegnato il Premio alla carriera
Nostro servizio
  

Una serata gradevole quella che il Festival Benevento Cinema Televisione ci ha fatto vivere a piazza Roma con la partecipazione di Paolo Bonolis intervistato da Martina Riva, una giornalista preparata e professionalmente capace.
Bonolis non ha bisogno di presentazioni perché è comunque nel cuore dei suoi tanti ammiratori che lo hanno seguito e che lo seguono nelle sue costanti avventure televisive, ma Riva ha voluto comunque ricordare che ha vinto la bellezza di 17 telegatti nei 45 anni di carriera, ha cinque figli e due nipoti ed è un ricamatore di battute e un grandissimo fenomeno della televisione.
Bonolis si è presentato alla città salutando i beneventini, termine con cui ci appellerà poi anche andando avanti nel racconto della sua vita artistica.
Solo alla fine dell'intervista, quando sul palco è salito il direttore artistico, Antonio Frascadore per consegnargli il Premio alla Carriera, ha svelato l'arcano.
Lui sa bene che ci chiamiamo beneventani, ne abbiamo parlato stasera a cena, ma ha detto che ci avrebbe comunque chiamati beneventini.
E' falso, ha detto Bonolis con ilarità.
Mi hai teso una trappola, allora. Sei tu che mi hai detto che vi chiamate beneventini e così ho detto.
Finito il siparietto (nella foto di apertura) ci siamo convinti che la cosa fosse stata studiata. O no?
Bonolis ha anche detto di trovarsi per la prima volta a Benevento, una città tenuta bene ma fa caldo. Del resto c'è il fiume... Calore.
Una bellissima città, insomma, e grazie ai beneventini per avermi invitato.
Riva ha quindi detto che lungo questa chiacchierata avremo visionato i 45 anni di carriera e Bonolis di rimando: Tutti?
Comincio ad avere gli anni (ne ha 63 ndr) e con essi il fascino sottile della decomposizione delle carni...
Il mio primo approccio con lo spettacolo fu al cospetto di Leone Mancini che aveva gli occhi come una platessa.
Mi chiese: Sai recitare? Sai ballare? Sai cantare? No ho risposto a tutte le domande ed allora mi hanno preso.
In verità, avrei voluto fare la carriera diplomatica ma prima ancora l'esploratore poi mi sono accorto che avevano già esplorato tutto.
Martina Riva ha presentato anche i due libri di Bonolis, il primo "Perché parlavo da solo" (2019) e "Notte fonda" (2022) quest'ultimo in vendita nella piazza per poi ricevere la firma dell'autore alla fine della intervista.
Quindi sul palco il conduttore televisivo ha ricordato alcuni episodi della sua lunga carriera che ha condotto anche vincendo la balbuzie.
Non ho fatto logopedia (qui c'è una logopedista è stato gridato dal pubblico ndr) perché ora non mi serve.
La mia è una balbuzie da eccesso di pensieri, un ingorgo come quello che abbiamo sofferto a Caianello mentre venivamo qui.
Ma non sono il solo ce ne sono tantissimi che avevano la balbuzie come Sergio Fiorentini, con il quale ti dovevi pigliare le ferie per ascoltare quello che aveva detto.
Se avessi dato attenzione all'uscita del pensiero, mi fu detto, che avrei balbettato meno e così è stato.
Comunque sia, ha detto Bonolis, preoccupatevi di quello che dite e meno di come lo dite.
Poi sono andati in onda filmati riguardanti vecchie trasmissioni tra cui "Bim Bum Bam".
Questi programmi per i bambini oramai non ci sono più, solo cartoni, ha detto Bonolis.
Noi in televisione eravamo i fratelli maggiori di tanti piccoli.
Oggi tutti pensano di essere Gesù Cristo mentre bisogna stare con i piedi a terra.
A seguire si è parlato della cominicità surreale di Cochi e Renato, di Corrado e Vianello con il suo grande umorismo, quello che smussa la vita.
Riguardo poi ad Alberto Sordi debbo solo dire che per noi romani è come Mastella per voi, una presenza storica.
Solo per due persone ho versato lacrime, per Alberto Sordi e per Freddie Mercury.
Non poteva mancare il suo rapporto con Luca Laurenti conosciuto nel 1992, è un mio fratello, ha detto Bonolis ed io sono un figlio unico.
Viviamo spontaneamente ma realmente egli è altrove. Canta benissimo ma quando parla è come se lo facesse al citofono. E' un uomo molto intelligente.
A questo punto, ultimata l'intervista, ci sono state le domande dal pubblico e tra queste il perché dell'uso dei braccialetti. Li uso, ha detto Bonolis, in luogo dei tatuaggi.
Poi un ragazzo gli ha chiesto: Come andavi a scuola? Bene ha risposto Bonolis, ma tu che classe fai?
L'anno prossimo andrò in prima media, ha risposto il beneventino.
E qui Bonolis ha rivolto a lui come a tutti i giovani presenti, una raccomandazione: Andate a scuola per soddisfare le vostre curiosità.
Buttatevi e poi prendete il posto di Mastella (nelle ultime sei foto in basso i protagonisti degli altri appuntamenti della serata).

Le foto sono di Antonio Caporaso

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.164804



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