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Benevento, 02-06-2024 09:29 ____
Questa domenica Peppino De Lorenzo ricorda altri due medici che hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio terreno
Si tratta di Pietro Rinaldi, sanitario al "Rummo" e Vincenzo Fucci, medico di famiglia. Il primo era anche impegnato in attivita' sindacale Fu rapito alla vita all'eta' di 48 anni. Il secondo fu uno dei piu' conosciuti e frequentati medici di famiglia
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Questa domenica, Peppino De Lorenzo ricorda altri due medici che hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio terreno.
Si tratta di Pietro Rinaldi, sanitario al "Rummo", e Vincenzo Fucci, medico di famiglia.

Pietro Rinaldi
Negli anni Ottanta, Novanta, al "Rummo", la figura di Pietro Rinaldi (nella foto in basso) fu, senza dubbio, di primo piano.
Oltre ad essere un sanitario preparato, si impegnò nell'attività sindacale portando avanti, malgrado i tempi diversi da quelli attuali, importanti rivendicazioni sanitarie.
C'è, doverosamente, da precisare che il sindacalismo che Rinaldi praticava era puro, genuino, disinteressato. Ci credeva e basta. Non, di certo, come si verifica oggi, in cui si assiste a tutto e di più.
Un modello, quello di Pietro Rinaldi, che, malgrado il tempo trascorso, sarebbe, doverosamente, da imitare qualora si voglia uscire dalla palude in cui siamo caduti.
Lo rivedo nelle stanze del "Rummo" sempre insieme all'inseparabile collega Miranda. Forte, infatti, era il legame tra i due.
Quando, poi, inaspettatamente, nel 1993, feci il mio ingresso in politica, negli ultimi anni della sua breve esistenza, vi fu tra di noi una serena e disinteressata collaborazione.
Pietro Rinaldi si spense, giovanissimo, d'improvviso, una mattina mentre si apprestava ad iniziare un'altra giornata di lavoro.
Aveva 48 anni. Era nato nel 1949 e fu carpito dalla morte in agguato nel 1997.

Vincenzo Fucci
Negli anni del dopoguerra, Vincenzo Fucci (nella foto di apertura) rappresentò uno dei più conosciuti e frequentati medici di famiglia.
Svolse la professione nel tempo in cui il medico di famiglia, appunto, aveva un ruolo diverso da quello di oggi.
Era nato nel 1918. Coniugato con Enrica Manna, figura nota nel settore farmaceutico, componente la più conosciuta della famiglia dei farmacisti beneventani.
Da questa unione nacquero due figli, Antonio, chirurgo, per tutti Tonino, e Giovanna, oggi, preside in pensione.
Lo studio di Vincenzo Fucci era ubicato nel centro storico, accanto alla Cattedrale, nel palazzo che, in quel tempo, ospitava l'Upim. Quotidianamente, era frequentato da tanti pazienti.
Fucci ebbe una grande fortuna, oltre ai due figli, in cui, già da bambini si scorgeva l'impronta verso il bene e la saggezza, quella di avere accanto una donna di rara intelligenza, la dottoressa Enrica, che spesso, in vita, mi ripeteva di essere stata compagna di scuola, alle elementari, di mia zia Elena, sorella di mio padre.
Quando ho conosciuto mia moglie sono stati tanti i racconti ascoltati in quanto amica in gioventù di Giovanna.
In definitiva, una bella famiglia quella del dottore Fucci che permise a questi di svolgere la professione di medico in tutta serenità.
Si spense nel 1982.
Nel concludere questo breve ricordo di Vincenzo Fucci mi sia concessa una personale, odierna considerazione.
Due nipoti, figlie di Tonino, perpetuano la tradizione familiare nella farmacia di piazza Orsini.
Enrica, che rinnova il nome della nonna, e Marica esercitano nella stessa ubicazione logistica degli avi.
Due ragazze meravigliose alle quali i pazienti, che a quella farmacia si rivolgono, sono legati.
Poi, per me, solo ascoltare il nome di Enrica mi porta a ricordi lontani, uno più bello dell'altro.

                                       

comunicato n.164304



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