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Benevento, 10-05-2024 10:04 ____
Le zone interne abbiano la pazienza di attendere, ancora una volta, perche' le grandi costosissime opere risolveranno tutto... Ma come e quando?
Il quinto Forum delle Aree Interne e' stato dirompente. Tuttavia in avvenire ci vorra' maggiore interesse per i progetti e le iniziative piu' strettamente legate alla vitalita' delle comunita' del territorio
di Roberto Costanzo
  

Si è appena concluso il quinto Forum sulle Aree Interne (nella foto Roberto Costanto è con l'arcivescovo Felice Accrocca nei momenti che precedono all'avvio dei lavori), indetto dalla Curia Arcivescovile di Benevento, nel corso del quale, come nei quattro precedenti, sono state dette cose significative che comunque lasceranno il segno.
Certamente altrettanto affascinante è lo slogan del Forum di quest'anno "Partire, tornare... restare".
A tal proposito, però, non mi è sembrata confortante la risposta-proposta dell'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, secondo il quale risolverà tutto "l'imponente linea di Alta Capacità-Alta Velocità, che sarebbe il simbolo della grande propulsione che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) sta dando all'Italia con i suoi 24 miliardi di euro".
Le zone interne abbiano la pazienza di attendere, ancora una volta, perché le grandi costosissime opere risolveranno tutto… Ma come e quando?
Non vorrei che fosse rimasto deluso chi, come me, ha prestato la dovuta attenzione a quanto è scritto nell'ultimo scorrevole libro di Nico De Vincentiis, in cui a tal proposito si parla di "un dialogo costruttivo tra le istituzioni affinché si favoriscano interventi più rispettosi dei territori e utili al loro percorso".
Interventi "rispettosi" e "utili": bastano le grandissime opere come l'Alta Capacità, in materia di infrastrutture varie?
"Dialogo costruttivo": Con chi? Sembrano disponibili soltanto gli studenti, viste le scarse presenze di sindaci, politici e rappresentanti di categoria.
Mi consentirà monsignor Accrocca di dire che ho trovato molto stimolanti, oltre che confortanti, i quattro progetti predisposti dagli studenti: appunto più stimolanti di quello che è venuto a dirci l'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi).
Ritornando ai costi e ricavi dal progetto Alta Capacità, va subito detto che il Sannio sta già pagando in termini agro-produttivi e geoambientali, così come la stazione di Benevento sta per cedere il suo storico epicentrismo alla costosissima costruenda stazione Hirpinia.
Nessuno ne parla…
Si muoveranno nella tomba Appio Claudio e l'Imperatore Traiano che duemila anni fa riconobbero un ruolo fondamentale alla città di Benevento al centro della viabilità Roma-Brindisi.
Altrettanto farà dall'altro mondo l'allora primo ministro del Regno d'Italia, Ricasoli, che nel 1862 dette l'avvio alla ferrovia statale Caserta-Benevento-Foggia, facendo, appunto, di Benevento un importante snodo interregionale.
Né possiamo dimenticarci dei meriti di Umberto Perrotta, che un secolo fa partecipò attivamente alla realizzazione della primaria metropolitana Benevento-Cancello-Napoli.
Le grandi infrastrutture sono certamente utili, e non solo alla viabilità nazionale, se non mancano, però, di adeguati ristori e rispetto per i territori attraversati, nel senso che "contestualmente" vanno eseguite anche opere medio-piccole, utili alla vita ed alle attività produttive di quelle aree attraversate ed occupate.
Settant'anni fa eravamo tutti affascinati dalla costruenda "Autostrada del Sole", a cura della Cassa per il Mezzogiorno, autostrada che in gran parte occupava e penetrava, non senza costi geoambientali, la dorsale appenninica; ma va ricordato che nei nostri piccoli paesi delle aree interne, la stessa Cassa per il Mezzogiorno, contestualmente, finanziava anche la costruzione di opere provinciali e comunali importanti ed essenziali, come le strade intercomunali e interpoderali, così pure gli elettrodotti, acquedotti e scuole rurali.
Cioè contemporaneamente e non dopo aver completato l'Autostrada del Sole.
Per fortuna al recente Forum sulle Aree Interne si è parlato di altre infrastrutture, non solo di Alta Capacità.
Con particolare attenzione dei ragazzi e non solo, si è discusso della comunicazione immateriale, delle interconnessioni e quindi della diffusione senza limiti della fibra ottica.
Quando finirà il divario in questo campo le aree interne faranno un grandissimo passo lungo la strada del riscatto e delle parità con il resto del Paese. Ma non è solo un problema di infrastrutture.
Forse in questo quinto Forum sulle aree interne avremmo dovuto chiederci, in un confronto con i competenti responsabili istituzionali, perché tanti ritardi nella realizzazione del raddoppio della superstrada Benevento-Caianello (il cui primo progetto di raddoppio fu approvato nel 1993, e oggi ancora non iniziano i lavori…).
Lo stesso potremmo dire del completamento della Fortorina; del raddoppio della Strada Statale Benevento-Valle Caudina-Caserta Sud; della fondamentale storica metropolitana Benevento-Cancello (la cosiddetta “Cartone”: chiediamoci a quanti sanniti interessa più questa ferrovia che non l'Alta Capacità…).
Certamente le aree interne non possono rifiutarsi di subire i costi di varia natura, causati dalla realizzazione e gestione di grandi infrastrutture, tuttavia non va dimenticato che in alcune parti d’Italia i territori che subiscono tali costi vengono adeguatamente compensati anche con i cosiddetti ristori e royalty.
Va ricordato che la Regione Basilicata ha approvato un'apposita legge per risarcire le popolazioni residenti nei comuni in cui vengono estratti il gas e il petrolio, con il sistema della bolletta dimezzata.
Forse anche i nostri consiglieri regionali potrebbero promuovere una legge per consentire ai cittadini della Valle del Tammaro di avere un consistente sconto sulle bollette dell'acqua, a fronte dei costi che subiscono a causa della diga di Campolattaro.
Ed altrettanto per le bollette di luce elettrica nei comuni in cui viene estratta l'energia eolica.
In conclusione, mi permetterei di confermare che anche questo quinto Forum, in un certo senso, è stato dirompente; tuttavia in avvenire ci vorrà maggiore interesse per i progetti e le iniziative più strettamente legati alla vitalità delle comunità del territorio e quindi al superamento dei vari isolamenti, riservando più attenzione al modo di fare comunione per rianimare il senso di comunità che, come opportunamente dice De Vincentiis, "è l'unico vero prodotto interno lordo (Pil) dei piccoli Comuni".

comunicato n.163904



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