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Benevento, 02-05-2024 20:05 ____
Di poesia se ne scrive tanto ma se ne legge poco. Scrivendone vivo piu' consapevolmente e leggendole a voce alta le testo
Nicola Sguera con formula innovativa, senza la tavolata di relatori, ha presentato il suo ultimo libro "Spes contra spem" dedicato, malgrado tutto, al padre Puccio, come pegno di riconciliazione. Ti voglio bene lo stesso nonostante cio' che mi hai fatto. Nel foyer le foto di Annalisa Cervone
Nostro servizio
  

Al Teatro Comunale "Vittorio Emmanuele" si è svolta la presentazione del volume di poesie di Nicola Sguera, "Spes contra spem", ultimo della trilogia che si completa inoltre con "Per aspera" e "Nel chiaro mondo".
E' stata per noi innovativa la organizzazione della serata.
Niente tavolata di relatori che scoraggiano il pubblico a partecipare già alla lettura della locandina di annuncio dell'evento e soprattutto niente saluti istituzionali che, non in assoluto ma nella larghissima parte dei casi, servono solo ad appesantire, inutilmente, l'impianto della organizzazione e che il più delle volte di tutto parlano tranne che dell'argomento dell'evento e quindi sono completamente inutili allo scopo.
E dunque il palco è stato solo per lui, per l'autore, Nicola Sguera, che ha gestito l'evento secondo la sua personale visione. Solo una sedia sul tavolato del palcoscenico ma che è servita più per la gestione di semplici azioni sceniche che di altro.
C'è stato stasera anche un breve intervento di saluto istituzionale, ma parliamo dell'assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini, un personaggio della nostra comunità che sfugge però alla critica della inutilità.
Dimenticavamo: Non c'era sulle poltrone del Teatro nessun cartello con la scritta: Riservato. Che bello, che gioia, che correttezza.
Detto dell'ambientazione passiamo alla cronaca della serata.
Sguera ha parlato della emozione che comunque lo ha colto ritornando su questo palco che egli ha già calcato 20 anni prima alla presentazione della rivista "La rosa necessaria".
Di poesia se ne scrive tanto ma se ne legge poco.
Scrivendo poesie vivo più consapevolmente anche se questa pratica non è molto frequente.
Spesso, ha proseguito Sguera, leggo ad alta voce ciò che ho vergato, testandone così i versi composti.
L'autore ha quindi informato il pubblico che la serata, non lunga e così sarà, sarà caratterizzata da una conduzione spartana e solo con la sua presenza sul palco.
Prima di parlare del suo libro l'autore ha sottolineato l'arricchimento della serata fatto dalle immagini di Annalisa Cervone, sua collega docente al Liceo "Giannone", foto stampate da Lello Campanelli, disposte in originale nel foyer del Teatro e poi fatte scorrere in successione in un filmato dal titolo "Fotografismi" la cui regia è stata di Caterina Sguera, figlia di Nicola.
Ultimata la proiezione Sguera ha detto che il titolo del libro "Spes contra spem", De Ferrari editore, è tratto dalla lettera ai romani di Paolo di Tarso, un titolo che esprime la volontà di dare al volume una cadenza quasi liturgica.
Poi l'autore ha spiegato la dedica che figura nelle prime pagine del libro: a mio padre (malgrado tutto...) , come pegno di riconciliazione.
Quello di oggi, ha detto Sguera, è anche un giorno come di una festa in onore di defunti e come pegno per far sì che non mi venga più in sogno, come ha fatto fino a qualche gorno fa, per reclamare qualcosa.
Vai papà (il cui nome è Giuseppe detto Puccio ndr), ti voglio bene lo stesso, nonostante ciò che mi hai fatto.
Chiusa questa citazione che ha certamente dato dolore a Nicola Sguera nel ricordarla, ha sottolineato come il libro si componga di sei sezioni, un libro che è lievito dell'agire quotidiano.
Sguera ha detto infine che avrebbe dovuto essere presente alla presentazione del suo libro di poesie anche l'arcivesovo Felice Accrocca di cui non molti sanno che è nipote peraltro del grande poeta, scrittore e traduttore,  Elio Filippo Accrocca, laureatosi a Roma con Giuseppe Ungaretti.
A questo punto ha preso la parola Antonella Tartaglia Polcini che ha voluto preliminarmente ringraziare l'uomo, il professore, il poeta che dà inizio, con la presentazione del suo libro, al "Maggio d'autore" nell'ambito di una comunità in cui fioriscono i nostri germogli più importanti.
Si può fare cultura sprofondando nel fondo dell'anima e guardandosi allo specchio con versi che sono una carezza dello spirito.
Dietro e dentro tutto questo, ha detto Tartaglia Polcini, c'è una cultura profonda ma con una proposta di versi che arrivano però a tutti.
Son parole, quelle di Sguera, che egli destina alla comunità intera.
La poesia, ha concluso la docente universitaria, è l'arte delle arti e la manifestazione delle corde più sensibili dell'animo umano.
Nicola Sguera, concludiamo noi, nel 2022 ha ricevuto il Premio Speciale del Circolo Anastasiano di Nola e nel 2023 si è classificato secondo per la poesia inedita al Premio "Marco Di Meola".

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.163770



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