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Benevento, 28-04-2024 09:21 ____
Il mio personale ricordo di Benito Peluso e' quello di un uomo di carattere e di grande disponibilita' che esercitava la sua professione di medico
Condizioni climatiche avverse non costituivano motivo di scoraggiamento quando c'era qualcuno da visitare, a cui salvare la vita. E' stata una persona di spessore morale, civile e culturale indiscutibile che, senza dubbio, merita di essere onorato e ricordato, afferma De Lorenzo
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Questa domenica, Peppino De Lorenzo ricorda un altro medico del nostro territorio.
Si tratta di Benito Peluso, per anni, neuropsichiatra al "Rummo".
De Lorenzo, nel rinverdire le doti professionali ed umane del collega, rivolge un accorato appello al sindaco del Comune di Chianche, Carlo Grillo, al fine che questi si renda disponibile ad avviare l'iter previsto per intitolare una strada all'illustre conterraneo del paesello avellinese.
"Il personale ricordo che ho di Benito Peluso (foto di apertura), classe 1939, rimane intimamente legato al mio primo ingresso in Ospedale in qualità di tirocinante, prima, e medico volontario, poi, ove lui svolgeva il ruolo di assistente ordinario nella divisione di Neurologia con annesso pronto soccorso psichiatrico.
Tendenzialmente buono per natura, ma dal carattere, in determinate cicostanze, fermo e deciso, che non accettava compromessi.
Con me, da subito, stabilì un buon rapporto proseguito per sempre anche quando, con l'avvento della legge Basaglia, che sancì la definitiva chiusura dei manicomi, le nostre strade si divisero.
Lui, infatti, rimane in Neurologia, mentre io approdai in Psichiatria.
In questo momento, ritornano alla mia mente una infinità di ricordi. Tra i tanti, la partecipazione con lui a congressi ed incontri scientifici, nonchè le domeniche in cui, con la sua famiglia, erano miei ospiti, durante l'estate, nella mia residenza marina di allora a Baia Domizia (nella prima foto in basso, Benito Peluso il giorno del matrimonio).
Nella storia del "Rummo", saranno ancora in molti a ricordarlo, la gestione dell'epoca della neuropsichiatria era discutibile, molto discutibile, da diverse angolazioni. Il tutto nel silenzio generale.
Chi ha vissuto con me la criticità di quegli anni della conduzione di quel reparto non può che fermarsi al giudizio dell'attuale realtà del "Rummo" che, al confronto, è ben poca cosa.
Con Benito (nella seconda e terza foto in basso, ancora Peluso), però, sono stato sempre legato.
Il ricordo odierno mi spinge a rivolgere un pubblico appello al sindaco di Chianche, Carlo Grillo.
Sinceramente, ritengo che sia difficile motivare nei dettagli siffatta richiesta, che, a breve, esporrò, per chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscere l'uomo, oltre che il professionista, in quanto Benito Peluso non fu solo uno stimato e competente medico, ma, prima di tutto, una persona onesta che scelse, volontariamente, di trascorrere la sua intera esistenza nel suo piccolo paese natio, Chianche, in provincia di Avellino, insieme a tutta la sua famiglia, riuscendo, da solo e senza aiuti politici, a realizzare lì una bella e confortevole struttura per anziani, una delle più grandi del nostro territorio.
Ricordo le lunghe ore in cui insieme parlavamo di questo suo progetto al quale, inizialmente, a seguito di un suo pressante invito, dovevo partecipare anche io.
Rivedo quella mattina in cui, nella zona ove sorge la struttura, allo stato in piena funzionalità ed egregiamente gestita dal figlio Marcello, giunsero le ruspe che dettero l'avvio ai lavori.
Non nego, in tutta sincerità, che l'impresa mi apparve di difficile realizzazione ed ebbi tema nel proseguire. Benito, invece, dimostrò un coraggio incredibile e non si fermò.
Oggi, Chianche, un piccolo paese di provincia, per suo merito, dispone di una efficiente struttura, frutto della incarnata passione per la medicina, un fuoco mai spento, che, da giovane, aveva spinto Benito a tanti sacrifici, percorrendo, ogni giorno, chilometri a piedi per raggiungere la stazione di Chianche Scalo per arrivare a Napoli, ove frequentava la facoltà di medicina (nella quarta foto in basso Peluso giovane).
Raggiunto il suo sogno, per anni lavorò instancabilmente al servizio dei suoi pazienti e concittadini per garantire loro la migliore assistenza possibile.
Dopo avere lavorato per un breve periodo, quale medico di famiglia, si specializzò, intanto, in malattie nervose e mentali, divenendo responsabile del Dipartimento di Psichiatria, in provincia di Venezia.
Trasferitosi a Benevento, lavorò, fino al pensionamento, appunto, al "Rummo".
Realizzò così nel suo paese la grande clinica privata per l'assistenza agli anziani.
Gli ospiti qui allocati avevano sempre il piacere di stringere un legame profondo con il loro dottore. 
A sera, attendevano il suo rientro per un saluto, un ringraziamento, prima di ritirarsi nelle proprie stanze per il riposo notturno.
Nonostante l'avanzare degli anni, piuttosto che godere di una meritata spensieratezza legata al pensionamento, continuava a documentarsi, leggere, ad approfondire ed aggiornare le sue conoscenze in tema di psichiatria, neurologia, medicina in generale ed a lavorare per i suoi pazienti.
Il mio personale ricordo di Benito Peluso è quello di un uomo di carattere e di grande disponibilità che esercitava la sua professione di medico con senso di responsabilità e dedizione.
Condizioni climatiche avverse non costituivano motivo di scoraggiamento quando c'era qualcuno da visitare, a cui salvare la vita.
La sua, come lui stesso la definiva, era sì una professione, ma sopratutto una "missione".
Di qui, oggi, la mia richiesta al sindaco di Chianche, quella che gli venga intitolata una strada del "suo"paese in modo da onorare il ricordo di un medico che ha dimostrato un legame indissolubile con il piccolo territorio che gli aveva dato i natali.
Lo scopo, quindi, di questa iniziativa è quello di dare la dovuta risonanza ad un professionista che, per i suoi pazienti, sia anziani che giovani, era un insostituibile punto di riferimento che ha lasciato lì una struttura che, oggi, rimane un fiore all'occhiello che arricchisce, con la sua presenza, quella piccola comunità.
Benito Peluso è stata una persona di spessore morale, civile e culturale indiscutibile che, senza dubbio, merita di essere onorato e ricordato.
Dalle testimonianze raccolte tra gli abitanti, anche dei paesi limitrofi si evince il ricordo di un professionista superiore che lavorò fino al giorno della morte avvenuta in un ospedale di Ravenna il 17 dicembre 2020.
Sono convinto che tale richiesta non possa lasciare indifferente il sindaco Grillo che, quale rappresentante della comunità cittadina, si renderebbe interprete di un comune sentimento.
Spero, per questo, che si dia un celere impulso, con concretezza, ad un gesto semplice, ma significativo".

 

 

comunicato n.163668



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