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Benevento, 30-03-2024 12:49 ____
Nella primavera del 1944, giusto ottant'anni fa anche a Benevento inizia un nuovo modo di fare politica: Ritorna la democrazia
Vi erano molti che speravano di non doversi mai piu' trovare in guerra, oggi non vi sono molte persone convinte che questa pace possa continuare a lungo. Chi per due generazioni ha visto crescere questa liberta', questa democrazia e quindi questo status di pace, vorrebbe continuare a credere che non e' possibile tornare indietro...
di Roberto Costanzo
  

Nella primavera del 1944, giusto ottant'anni fa, a metà strada tra la caduta del fascismo, il 25 luglio del 1943, e la fine dell'occupazione tedesca, il 25 aprile del 1945, anche a Benevento iniziò un nuovo modo di fare politica: Ritornava la democrazia.
Un ragazzo, quindicenne come me, non sapeva nulla del sistema democratico, tuttavia cominciava a sentirne parlare e ad incuriosirsene.
Difatti aveva la fortuna di frequentare la terza media al Collegio de la Salle, in cui sia gli insegnanti che gli ospiti di passaggio attiravano l'attenzione e la curiosità dei ragazzi sulla politica, sul nuovo modo di fare politica anche in Italia.
Capitava, anche a noi, di ascoltare qualche discorso di Gianbattista Bosco Lucarelli al teatro del Collegio, dove di solito si riunivano i primi sostenitori della politica di ispirazione cristiana.
Insieme a Bosco Lucarelli, si vedevano Antonio Lepore, avvocato, che era stato, negli anni venti, l'ultimo segretario provinciale del Partito Popolare Italiano, e diversi altri sostenitori della nascente Democrazia Cristiana, ossia: Pasquale Centore, Mario Vetrone, Mario Verrusio, Giovanni Parente, Giovanni Perlingieri, Salvatore Pennella, Andrea Gerardino ed altri.
I democristiani si incontravano quasi sempre nel teatro de la Salle, mentre i sostenitori del Partito Democratico Liberale, fondato da Raffaele De Caro, avvocato, si riunivano presso lo studio di questi. I più impegnati erano Antonio Cifaldi che sarà nominato sindaco di Benevento, Ettore Parziale, Vincenzo Cardone ed altri.
Sull'altra riva i principali promotori dei partiti di sinistra erano, per i comunisti, Umberto Musco, Newton Bozzi, Giovanni Tremigliozzi; e, per i socialisti, Enrico Rossi, Antonio Basile, Antonio Infantino.
Nella primavera del '44 iniziò anche la rinascita delle organizzazioni sociali e di categorie, a cominciare dalla Cgil e quindi le Acli che non erano un sindacato ma un’associazione cristiana di lavoratori; e fu costituita anche la Federazione Provinciale Coltivatori Diretti.
A fine ottobre del '43, immediatamente dopo la ritirata delle truppe tedesche, giunsero a Benevento  i soldati della V Armata Alleata che erano sbarcati a Salerno.
La popolazione beneventana socializzò facilmente con i soldati statunitensi che peraltro erano molto generosi di doni soprattutto alimentari: farina, scatolette di carne, chewing gum, cioccolata ed altro.
Quei militari li vedevamo spesso in giro nel Collegio de la Salle, sia al teatro che nel campo sportivo, dove, mi è rimasto impresso, tra l'altro ci fecero assistere ad una bella partita di calcio in cui giocò anche uno studente sannita, ottimo centravanti, che in seguito diventerà un noto parlamentare, Gennaro Papa, che raccoglierà l'eredità di De Caro.
La vita, benchè la guerra non fosse ancora terminata, a Benevento riprendeva sia pure lentamente con la preoccupazione verso i nostri soldati che ancora non tornavano dalla guerra.
Roma era in attesa della liberazione e noi a Benevento non ancora sapevamo di quella terribile strage delle Fosse Ardeatine dove aveva perso la vita anche un militare sannita, il maresciallo dei Carabinieri, Franco Pepicelli.
In quella primavera del 1944, assistendo agli incontri di Bosco Lucarelli nel teatro de la Salle, iniziò la mia incontenibile passione politica e non soltanto la mia convinzione cristiano-democratica.
Difatti, qualcuno di noi studenti, cominciò ad incuriosirsi del nuovo modo di fare politica, diverso da quello che intravedevamo quando indossavamo (in verità io mi rifiutavo) la divisa da balilla, con “libro e moschetto, balilla perfetto” e ci facevano marciare il “sabato fascista”.
In quella primavera del ‘44 ormai tutti parlavano male di Mussolini e della guerra, sebbene non sempre riuscissimo a capire tutta la differenza esistente tra regime fascista e sistema democratico.
Comunque ne restavamo incuriositi e coinvolti; cominciavamo a sentire gli stimoli della dialettica e le provocazioni del dissenso.
Chissà come si esprimerebbero gli insegnanti di oggi parlando agli studenti di scuola media, a proposito delle differenze politiche e filosofiche dei partiti di destra e di sinistra, e su cosa significhi attualmente il “centro”: forse ottant’anni fa era più facile; o meno rischioso.
Sono passati ottant'anni, più di due generazioni, da quella primavera del 1944, e sono passati anche settantanove anni senza guerre...
Nel 1944 vi erano molti che speravano di non doversi mai più trovare in guerra, oggi non vi sono molte persone convinte che questa pace possa continuare a lungo.
Allora, a Roma, vi erano De Gasperi (nella foto una cartolina del costo di 100 lire per sostenere le attività della Democrazia Cristiana nello sforzo elettorale delle prime elezioni libere del 1948 ed il monito dello statista: Fate il vostro dovere, a qualunque costo!), Nenni e Togliatti, avversari ma non nemici; a Benevento vi erano Bosco Lucarelli, De Caro e Musco, anch'essi avversari ma non nemici.
Oggi, chi per due generazioni ha visto crescere questa libertà, questa democrazia e quindi questo status di pace, vorrebbe continuare a credere che non è possibile tornare indietro, ma neanche fermarsi.
Libertà. Democrazia. Pace.

comunicato n.163176



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