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Benevento, 21-03-2024 15:41 ____
A ricordare l'iniziativa e' solo il cartello posto sull'area per l'occasione. Delle due piantine di magnolia non v'e' piu' traccia
Non hanno attecchito e... amen! Il riferimento e' all'iniziativa annunciata da Gesesa "Diamo Ossigeno al Futuro" per la messa a dimora di circa duemila alberi
di Giacomo De Angelis
  

"Diamo Ossigeno al Futuro", così è denominato il progetto che dal 2021 Gesesa sta realizzando con la collaborazione della Regione Campania per la messa a dimora di circa duemila alberi, piante e arbusti autoctoni nei Comuni in cui è gestore del servizio idrico e fognario.
L'11 novembre del 2021 furono messi a dimora i primi due alberi a Ponte.
Per l'evento, fu scelto un luogo molto significativo per la comunità pontese, lo spazio antistante l'Abbazia di Sant'Anastasia.
Lo scopo dell'iniziativa era, ed è, quello di alimentare nelle nostre coscienze, in particolare in quella delle giovani generazioni, attenzione e rispetto per la natura e per il proprio territorio.
L'infuocato anno 2023 ha confermato la necessità di azioni che possano contrastare cambiamenti climatici drastici e senza precedenti, riconducibili alle emissioni di gas climalteranti prodotte dall'uomo e alla trasformazione radicale degli habitat naturali.
Rispolverando anche uno degli argomenti delle lezioni di scienze alle scuole, quello del processo della fotosintesi clorofilliana, una delle soluzioni proposte per aiutare il clima è anche quella di... "piantare alberi".
Ben vengano, dunque, iniziative come quella di cui in premessa attivata dalla Gesesa.
Intanto, però, sono svariati mesi che a ricordare iniziativa ed evento è solo il cartello posto sull'area per l'occasione.
Delle due piantine di magnolia non v'è più traccia. Non hanno attecchito e... amen!
Vanno, pertanto, sostituite, anche con qualche aggiunta visto che anche due preesistenti alberelli dell'area mostrano segnali di essiccamento; uno è oramai rinsecchito e l'altro sta per fargli compagnia.
Potrebbe essere anche l'occasione per coinvolgere le scuole, la comunità e ribadire che ognuno di noi può dare il proprio contributo, piccolo ma ugualmente significante per la causa; anche evitando d'imbrattare l'ambiente con rifiuti di ogni genere, soprattutto, non biodegradabili.
A tal proposito, basta dare un'occhiata intorno all'area dell'Abbazia e sulla sponda del torrente Alenta per avere contezza di tale incivile atteggiamento.
Qualche giorno fa, in occasione della pulizia periodica dell'area, sono stati rimossi addirittura due bidoni in plastica e numerose bottigliette di plastica smaltiti nell’area. Un vero schifo!
Ad ogni modo, riprendendo il tema di questo servizio, ovverosia la messa a dimora di piante, si ritiene di richiamare un precedente e simile progetto, praticamente dimenticato e archiviato da numerosi Comuni.
Ci riferiamo alla posa a dimora di "un albero per ogni neonato", prevista dalla Legge numero 113/1992, avente ad oggetto "Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica".
Tale previsione normativa fu recepita dal Comune di Ponte con deliberazione consiliare numero 60 del 4 ottobre 1996.
Allo scopo, s'individuarono anche i siti idonei per la messa a dimora degli alberi; furono infatti indicate le aree del bocciodromo e dell’adiacente stadio comunale, dei due campi tennis (ora, uno), di via Campo Sportivo e di via Ripagallo.
Secondo procedura, l'ufficio anagrafico doveva registrare sui certificati di nascita anche il luogo esatto dove l'albero relativo a ciascun neonato era piantato.
All'albero, poi, era attribuito lo stesso nome del neonato che, oltretutto, avrebbe ricevuto una sorta di carta d'identità della pianta con annotati i dati relativi alla specie e al luogo della messa a dimora.
Dal canto suo, anche la pianta sarebbe stata etichettata con targhetta su cui era annotato il nome del neonato.
Una previsione normativa davvero stimolante quanto coinvolgente che purtroppo non sembra abbia... "attecchito".
Perché non... reinnestarla nelle procedure anagrafiche?

 

comunicato n.163008



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