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Benevento, 08-02-2024 11:44 ____
Ancora una giornata da dimenticare per la Polizia Penitenziaria di Airola con l'ennesima giornata di violenza choc e di rabbia nell'Istituto Penale
Due detenuti nordafricani hanno completamente distrutto una cella e aggredito tre unita' di Polizia Penitenziaria. A denunciare l'accaduto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria
Redazione
  

Ancora una giornata da dimenticare per la Polizia Penitenziaria di Airola con l'ennesima giornata di violenza choc e di rabbia nell'Istituto Penale per Minorenni.
A denunciare l'accaduto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).
"Si è vissuta - ha spiegato il vicecoordinatore regionale per il settore minorile della Campania del Sappe, Sabatino De Rosa - una vera e propria giornata di follia all'interno del carcere minorile.
Oramai non si conoscono più le parole per definire lo sbando a cui sono destinati i poliziotti penitenziari di Airola.
Due detenuti nordafricani hanno completamente distrutto una cella e aggredito tre unità di Polizia Penitenziaria.
I due erano in isolamento sanitario perché affetti da scabbia: uno dei due, dopo la visita di controllo, è stato giudicato guarito e, quindi, è potuto rientrare in comunità, ma questi è andato in escandescenza perché non voleva lasciare il compagno.
Così entrambi hanno iniziato a sfasciare tavolo e sedie presenti in cella ed hanno provveduto a procurarsi autonomamente dei tagli sulle braccia in segno di protesta.
Successivamente, servendosi di un comodino, hanno iniziato a colpire violentemente la blindo della loro cella, causando anche la caduta di calcinacci.
Subito è stato allertato tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio che, insiene al comandante di Reparto, ha raggiunto la cella oggetto dei disordini.
I due detenuti però non hanno placato la propria furia ed hanno iniziato a lanciare contro i poliziotti intervenuti tutto ciò che si trovavano tra le mani, al punto da colpire, con un pezzo di legno, alcuni agenti e, con cocci di porcellana recuperati dalla rottura dei servizi igienici, hanno tentato di colpire e quindi ferire tutti i presenti sul posto.
Durante le concitate fasi di ripristino dell'ordine e della sicurezza interna dell'Ipm, uno dei due detenuti si è autolesionato procurandosi tagli sul braccio con l'utilizzo proprio di alcuni cocci di porcellana e si è reso necessario allertare i medici del 118 i quali, giunti sul posto, hanno provveduto a prestare le dovute e necessarie cure mediche sia ai detenuti che ai poliziotti feriti che sono stati poi successivamente accompagnati al nosocomio più vicino ottenendo diversi giorni di prognosi".
"Il Sappe - ha aggiunto Donato Capece, segretario generale del Sappe - esprime vicinanza ai poliziotti feriti, rivolge un plauso a tutti quelli intervenuti e dice basta a queste continue assegnazioni di detenuti presso il carcere minorile sannita, ormai prossimo alla chiusura per i lavori di ristrutturazione prevista per il prossimo mese di marzo.
Non passa giorno che non si verificano aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria che presta servizio nelle carceri per adulti e minori della Campania: siamo sconcertati dall'assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti.
Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno.
Va fatta, inevitabilmente, un'attenta analisi di quanto sta accadendo, nella giustizia minorile.
Da molto, troppo tempo arrivano segnali preoccupanti dall'universo penitenziario minorile: Catania, Acireale, Beccaria, Torino, Treviso, Bologna, Casal del Marmo a Roma, Nisida, Bologna, Airola... abbiamo registrato e continuiamo a registrare, con preoccupante frequenza e cadenza, il ripetersi di gravi eventi critici negli istituti penitenziari per minori d'Italia.
Da anni, specie da quando la politica ha deciso che anche i maggiorenni fino a 25 anni possono essere ristretti nelle carceri minorili, abbiamo chiesto inutilmente ai vertici del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità che le politiche di gestione e di trattamento siano adeguate al cambiamento della popolazione detenuta minorile, che è sempre maggiormente caratterizzata da profili criminali di rilievo già dai 15-16 anni di età e contestualmente da adulti fino a 25 anni che continuano ad essere ristretti.
La realtà detentiva minorile italiana, come denuncia sistematicamente il Sappe, è più complessa e problematica di quello che si immagina".

comunicato n.162163



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