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Benevento, 09-11-2023 20:02 ____
Avviato il restauro della muratura e del mosaico dei reperti di piazza S. Maria. Saranno poi ricoperti da teli in plastica prima di essere interrati
Su di essi un tappeto erboso ed un pavimento a secco per i pedoni. La variante progettuale esposta nella Commissione Pics con poche presenze e molti "remoti". Fine lavori entro dicembre ma rendiconto entro il 31 marzo
Nostro servizio
  

La Commissione Pics, desolatamente poco partecipata da componenti in presenza ma "affollata" da consiglieri collegati da remoto, come previsto dalla tollerante e permissiva normativa vigente, nata nel periodo della pandemia finita da tempo, meglio ricordarlo, ha preso atto della variante progettuale ai lavori a farsi a piazza Santa Maria per portare ultima l'opera entro la fine dell'anno.
E' bene precisare che i lavori vanno completati, come è noto ed abbiamo scritto più volte, entro il 31 dicembre prossimo ed entro la stessa data devono essere fatturati per modo da far divenire rendicontabile quella spesa.
Tutto ciò che viene eseguito e quindi fatturato dopo la fine dell'anno è possibile farlo, ovviamente, ma la spesa non sarà più a carico del programma Pics ma delle casse comunali.
Il rendiconto va fatto invece entro il successivo 31 marzo.
Tornando alla Commissione diciamo anche che le sue riunioni sull'argomento non portano affatto alla espressione, dovuta per legge per tutte le altre attività delle Commissioni permanenti, di un parere, obbligatorio ma non vincolante.
Dunque, si è trattato solo della valutazione, della conoscenza, di un fatto atteso anche che, peraltro, la variante progettuale, che non è variante urbanistica, non deve passare in Consiglio comunale.
E ora vediamo che prevede questa variante che è stata predisposta dal Comune ed esposta in Commissione da Antonella Moretti, architetto comunale.
In seguito ai ritrovamenti archeologici il Comune è stato obbligato dalla Soprintendenza a fare una variante progettuale che ha considerato i maggiori lavori necessari agli scavi archeologici che erano stati previsti dal Comune nell'ordine di circa 60mila euro, ma che poi si sono invece rivelati molto più importanti.
In base a tutto ciò e ad una riduzione del font office, l'ufficio informazione (che non è di 40 metri quadri, come pure si è detto, ma di circa 100 metri quadri) si è giunti ad una variante progettuale.
Questa variante prevede anche un progetto di restauro dei reperti ritrovati ed il consolidamento di quelle parti degli scavi che la Soprintendenza ha indicato e dunque alcune parti delle murature ed il cosiddetto mosaico (è un pavimento in cotto).
Il progetto di restauro è stato parimenti approvato dalla Soprintendenza.
L'impresa che sta curando i lavori ha dato a sua volta incarico ad una ditta che si occupa di restauri e che sta già operando.
Una volta ultimati e prima del reinterro, le murature importanti vengono rivestite con un particolare tessuto in plastica. Poi su di esse viene allocato uno strato di sabbia di 20 centimetri e successivamente viene compattata con del terreno di riporto su cui poi va steso del terreno vegetale su cui andrà posizionato un tappeto erboso.
Tutto questo tranne che in alcune parti del prato riservate a percorso pedonale che saranno pavimentate con procedimento a secco.
Poi ci sarà il prefabbricato leggero che poggerà su di una soletta di fondazione posizionata sullo strato superficiale e in alcun modo andrà a coinvolgere le strutture sottostanti che peraltro in quella zona individuata dalla Soprintendenza non ci sono, a parte quel settore dove a suo tempo vennero rinvenute due tombe medievali che, forse anche a seguito dei bombardamenti del 1943, erano già state portate alla luce e depredate.

comunicato n.160383



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