Benevento, 29-04-2019 21:26 |
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Il VI volume della sua monumentale enciclopedia sportiva dal titolo "Il Benevento e la sua storia. 1999-2010" Nicola Russo lo aveva quasi completato
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Nostro servizio |
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Il sesto volume della sua monumentale enciclopedia sportiva dal titolo "Il Benevento e la sua storia. 1999-2010" Nicola Russo lo aveva quasi completato ma il destino aveva riservato altro per lui e così è stata la moglie, Immacolata Fiscarelli, a darlo alle stampe e stasera a presentarlo ai giornalisti, ad amici ed estimatori del suo adorato marito.
La serata è stata introdotta da un filmato che ha ripercorso solo un po' della lunga vita giornalistica di Nicola Russo.
La parola è quindi passata a Mario Collarile, delegato provinciale del Coni, che ha esordito dicendo: Nicola ci ha voluto riunire tutti e lo ha comunicato ad Immacolata che ha immediatamente eseguito quanto richiestole.
Collarile ha anche tratteggiato lo spiccato senso dell'humor del giornalista che in trasmissione parlava spesso con una gallina impagliata, proprio per far capire che il suo linguaggio era semplice ed immediato e che poteva raggiungere tutti.
Antonio Di Maria, presidente della Provincia, ha ricordato di aver conosciuto Nicola Russo nella sua Santa Croce del Sannio quando il giornalista si dedicava a proporre in una rubrica tutti i comuni del Sannio a dimostrazione che egli non si occupava solo di calcio ma anche del territorio, del Sannio che egli raccontava con estrema naturalezza.
Clemente Mastella, sindaco del capoluogo, ha sottolineato che la memoria di Nicola Russo è ricordata con l'intitolazione a lui della Tribuna Stampa dello Stadio assieme all'altro giornalista recentemente scomparso, Antonio Buratto.
La passione sportiva, ha detto Mastella, non va mai esasperata, proprio come andava predicando Nicola Russo che in definitiva era un giornalista atipico con iniziative create da lui.
Giovanni Fuccio, presidente dell'Assostampa, ha sottolineato come Nicola Russo avesse forte il senso delle istituzioni e l'attaccamento alla categoria ed io, ha detto Fuccio, sono orgoglioso di averlo avuto tra noi.
Col passare degli anni si guardano le cose in modo diverso ed anche Nicola Russo ci accorgiamo che va messo tra quelli che hanno fatto grande la Stampa sannita. Tutta la sua vita giornalistica è stata improntata al sacrificio quotidiano per produrre una informazione corretta e sana, rispettosa delle istituzioni ma mai prona ad esse.
Mario Collarile riprendendo la parola ha detto che di Nicola Russo va ricordata anche l'iniziativa del Premio "Ciro" ed anche i due volumi scritti sui protagonisti sanniti, 50 personaggi per ogni libro.
Bruno Marra, giornalista sportivo, ha sottolineato di ricordarlo, invece, soprattutto come fotografo che negli anni ha accumulato una quantità enorme di immagini che assumono oggi un valore inestimabile per lo Sport sannita anche perché in quegli scatti non c'è solo il Benevento Calcio.
A prescindere dal ruolo marginale di ciascuno, egli faceva apparire tutti protagonisti.
Questo è un libro di ricordi ma anche uno spaccato della società beneventana ha concluso Marra.
Mario Pedicini, scrittore e giornalista, ha detto di essere stato inseguito fin dal primo momento da Nicola Russo che lo voleva con una rubrica fissa nel suo "Sannio Sport", ma non ho potuto accontentarlo. ha detto l'ex provveditore agli studi.
Poi mi ha fregato qualche anno fa quando mi chiese di scrivere un ricordo di Domenica Zanin.
Da quella volta mi richiamò chiedendomi altro...
Con Nicola ne abbiamo fatte di tutti i colori, ha proseguito Pedicini e non tutti sanno che egli fu anche un manager del calcio essendo a capo della Stella Sannita.
Il nome di questa squadra rifletteva le sue idee politiche che erano monarchiche.
Con questa squadra facevamo allenamento in quello che stava per divenire il nuovo Cimitero di Benevento ed ognuno di noi per spogliatoio aveva quindi la possibilità di utilizzare un loculo...
Il suo libro, ha ancora detto Pedicini, è un momentio di cultura e di sapienza organizzativa.
Nicola Russo non ha mai partecipato, al contrario di noi, a gesti di goliardia giornalistica.
Antonio De Lucia, addetto Stampa della Provincia, ha ricordato che Nicola Russo lo ha chiamato a colmare la casella lasciata vuota da Gianni Vergineo alla sua morte ed è stato per me un grande onore, ha detto De Lucia. Lo sforzo di Nicola Russo era quello di poter conciliare l'ansia di una prestazione calcistica con quella di altre e più importanti questioni del territorio.
Avevamo peraltro una visione condivisa del nostro Sannio sostenendo l'incedere della società sannita e dei suoi giacimenti culturali a cominciare dal suo dialetto.
Mario Coletta, architetto, cugino di Nicola Russo, ha parlato di una vita gemellata e con un grande modo di comunicarci le esperienze andando avanti ancorché con un qualcosa che ci differenziasse.
Avevamo la forza della fantasia e della immaginazione.
Elio Galasso ha ricordato invece un episodio importante della vita cittadina.
Antonio Pietrantonio gli disse che dal Ministero giungevano sempre più numerose richieste di conoscere quali fossero effettivamente i colori della città di Benevento visto che ogni tanto giungevano a Roma missive su carte intestate diverse.
Allora Pietrantonio, nel 1987, all'epoca sindaco della città, mi incaricò di fare una ricerca per stabilire esattamente quali fossero i colori dell'Arme cittadino.
Così andando molto indietro nel tempo mi accorsi che il giallo ed il rosso non erano i colori di Benevento ma della Spagna che aveva lasciato a Napoli e che erano stati in qualche modo imposti a Benevento per segnalare che stava con il capoluogo partenopeo e non con la Chiesa i cui colori sono bianco e giallo.
La nostra città aveva invece come colore il bianco, che vuol dire argento ed il rosso.
Il Comune accettò questo dato storico ed adottò quei colori.
Lo stesso fece la squadra del Benevento Calcio ma successe il finimondo perché i tifosi erano legati ai colori giallo rossi.
E così pregai Nicola Russo, ha ancora detto Galasso, di far capire ai tifosi che una cosa sono i colori della città ed altro sono quelli che si adottano per la squadra di calcio.
Fummo compresi grazie all'azione persuasiva di Nicola Russo e la squadra di calcio ritornò giallo rossa e noi facemmo pace con la città.
Galasso ha, infine, sfatato la disposizione che Nicola Russo dava ai suoi collaboratori: Articoli non più lunghi di venti righe: A me questo non lo ha mai detto ma mi sono contenuto lo stesso.
A chiudere la lista degli intervenuti è stato Giuseppe Iannicelli, giornalista di peso, come lo ha definito Collarile.
Sento molta emozione ed energia positiva in questa sala, ha detto Iannicelli e provo gratitudine nei confronti di Immacolata che ci ha voluto riunire tutti qui.
Ha raccontato Iannicelli il primo approccio di Nicola Russo per convincerlo a scrivere per "Sannio Sport".
Non ho soldi per pagarti, aveva subito esordito Russo, ma posso compensarti con i prodotti enogastronomici del Sannio: Accettai in un nano baleno, ha detto divertito Iannicelli.
La forza di Nicola Russo stava nella frase Forza Benevento e Forza Sannio.
Poi aveva una mania che era quela della certosina verifica delle fonti.
Era una sua caratteristica. Siate anche voi rigorosi su questo, ha detto rivolto ai giovani presenti in sala e che fanno giornalismo.
Iannicelli ha concluso chiedendo a tutti un impegno: Il prossimo anno dobbiamo ritrovarci qui con il settimo volume della raccolta che arrivi almeno fino alla serie A del Benevento.
Collarile ha chiusio la serata ricordando che Nicola Russo è stato anche un grande tifoso di padre Pio.
Quando circa 13 anni fa ebbi uno scontro con un avversario difficile, la lotta contro un tumore, ricordo che Nicola Russo mi chiamò e mi disse: Tranquillo, già parlato, tutto a posto...
Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.
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