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Benevento, 27-04-2026 17:26 ____
La scelta gia' in essere, di natura strettamente strumentale, e' finalizzata al rafforzamento della capacita' progettuale dell'Istituzione
L'adesione a Confindustria consente di operare con maggiore efficacia nella partecipazione a bandi competitivi nazionali ed europei, nella costruzione di partenariati qualificati e nello sviluppo di progettualita' interdisciplinari che integrano musica, tecnologia, ricerca e innovazione, risponde il Conservatorio alle forti critiche della Cgil
Redazione
  

In relazione all’articolo pubblicato da testate giornalistiche, contenente osservazioni da parte dell’organizzazione sindacale Cgil in merito all’adesione del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” a Confindustria, si ritiene opportuno offrire un chiarimento complessivo, in forma istituzionale e nel rispetto del necessario confronto pubblico, scrive in una nota inviata alla Stampa il Conservatorio medesimo.
Il Conservatorio ribadisce, in via preliminare, il pieno riconoscimento del ruolo delle organizzazioni sindacali quali interlocutori qualificati del sistema pubblico. Le posizioni espresse costituiscono un contributo legittimo al dibattito, che l’Istituzione accoglie con senso di responsabilità e trasparenza.
Il Conservatorio è e rimane un’istituzione pubblica di alta formazione, ai sensi della Legge 21 dicembre 1999, n. 508 e del D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132, dotata di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa e finanziaria. In tale quadro, l’attivazione di relazioni con soggetti pubblici e privati rappresenta una facoltà espressamente connessa all’autonomia riconosciuta dall’ordinamento, purché orientata al perseguimento dell’interesse pubblico, nel rispetto dei principi di cui all’art. 97 della Costituzione.
L’adesione a sistemi associativi rappresentativi del mondo produttivo non assume carattere identitario, né comporta alcuna assimilazione alla natura imprenditoriale, ma costituisce una scelta già in essere, di natura strettamente strumentale, finalizzata al rafforzamento della capacità progettuale dell’Istituzione. Essa consente, in concreto, di operare con maggiore efficacia nella partecipazione a bandi competitivi nazionali ed europei, nella costruzione di partenariati qualificati e nello sviluppo di progettualità interdisciplinari che integrano musica, tecnologia, ricerca e innovazione.
In tale prospettiva si inserisce anche la qualificazione del Conservatorio quale soggetto attivo nel campo della ricerca, attestata dall’iscrizione all’Albo dei soggetti qualificati, con relativo codice identificativo. Tale riconoscimento non è meramente formale, ma riflette una realtà operativa che vede l’Istituzione impegnata nella produzione di conoscenza, nella sperimentazione artistica e nello sviluppo di nuove forme di integrazione tra saperi.
Analoga coerenza si riscontra nei percorsi di Dottorato di Ricerca già attivati e pienamente operativi, con un totale di dodici posizioni nel primo ciclo e ulteriori sei nel secondo. Tali percorsi prevedono, secondo i modelli nazionali ed europei, forme di cofinanziamento anche da parte di imprese e soggetti esterni, nonché lo sviluppo di progetti ad elevato contenuto innovativo. Ne deriva che il rapporto con il sistema produttivo non rappresenta un elemento estraneo o accessorio, ma una componente già strutturale dell’alta formazione e della ricerca contemporanea.
Le perplessità espresse richiamano, per molti aspetti, analoghe posizioni che in passato hanno accompagnato le scelte del Conservatorio in materia di apertura alle nuove tecnologie. Anche in quella fase, l’Istituzione ha operato con una visione anticipatrice, ponendosi tra le realtà più innovative nel panorama nazionale. Scelte che inizialmente hanno suscitato perplessità si sono rivelate, nel tempo, coerenti con l’evoluzione del sistema formativo e con le esigenze delle nuove generazioni.
Ritenere che i Conservatori debbano rimanere confinati entro modelli tradizionali e non dialogare con i processi di innovazione rischia di produrre un effetto opposto rispetto alla tutela della loro funzione: quello di allontanarli dalla contemporaneità, riducendone la capacità di incidere nei contesti culturali, sociali ed economici in cui operano. L’azione posta in essere dal Conservatorio si fonda, invece, su una visione dinamica dell’alta formazione, nella quale tradizione e innovazione convivono e si rafforzano reciprocamente.
L’adesione in oggetto è stata ed è assunta nel rispetto delle competenze degli organi istituzionali, in particolare del Consiglio di Amministrazione, nonché dei principi di economicità, efficacia e trasparenza di cui al D.Lgs. 165/2001 e al D.Lgs. 33/2013. Essa non comporta alcuna modifica della natura pubblica dell’ente, né l’assunzione di finalità lucrative, permanendo integralmente il vincolo di perseguimento dell’interesse pubblico.
Il Conservatorio conferma la propria disponibilità al confronto nelle sedi competenti, ribadendo che ogni scelta è orientata esclusivamente alla valorizzazione della comunità accademica, allo sviluppo della ricerca e della produzione artistica e alla crescita culturale del territorio, in coerenza con il quadro normativo vigente e con il ruolo che l’Istituzione è chiamata a svolgere nel sistema dell’alta formazione, conclude la nota firmata dal direttore Ilario e dal presidente Orlando.

comunicato n.177635




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