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Benevento, 27-04-2026 13:15 ____
Peppino De Lorenzo interviene in merito alle condizioni in cui versa il Pronto Soccorso del "Rummo" dove e' stata ricoverata la sua mitica segretaria
E' stata oggetto di un severo incidente domestico. Si', e' vero la condizione logistica e' da inferno, come, a ragione, sostiene Ambner De Iapinis, ma dissento da lui rispetto quanto asserisce in merito al comportamento del personale medico ed infermieristico
Nostro servizio
  

Peppino De Lorenzo interviene in merito alle condizioni in cui versa il Pronto Soccorso del "Rummo", dopo la nota che Ambner De Iapinis ha diffuso alla stampa.
Un recente ricovero, in quella struttura, della sua mitica segretaria lo induce ad intervenire.
"Non è affatto mia intenzione - scrive De Lorenzo - essere critico leggendo quanto Ambner De Iapinis ha scritto sulla situazione logistica in cui, da tempo, versa il Pronto Soccorso del "Rummo".
Ad Ambner mi lega un fraterno rapporto di amicizia, ma, tuttavia, dal mio modesto angolo visuale, ritengo che delle considerazioni siano oltremodo doverose.
E', infatti, una mia esperienza vissuta in queste ore che, quale obbligo morale, mi impone ad intervenire.
Il "Rummo", continuo, per consolidata abitudine, a chiamarlo così (diciamo a De Lorenzo che al contrario di quanto si pensi è questa, quella che lui usa, la dizione esatta e corretta perché l'Ospedale "San Pio", giuridicamente, non esiste bensì esiste l'Azienda Ospedaliera "San Pio" che ha competenza sul Presidio Ospedaliero "Rummo" e sul "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" ndr), ove ho trascorso la vita intera, per me è come un figlio.
Per questo, è giusto precisarlo, da subito, non sono, di certo, i tanti ricordi che mi legano a quelle mura che mi spingono ad una difesa, ma solo il rispetto della verità che mi impone ad esternare il mio pensiero.
Lì arrivai, tanti anni fa, fresco di laurea, lì ho conosciuto mia moglie, fu il cappellano dell'epoca, Alessandro Massaro, a celebrare il nostro matrimonio, lì ho intessuto rapporti meravigliosi con tanti colleghi che la domenica spesso ricordo su "Gazzetta di Benevento".
Bene. Giorni fa, la mia segretaria (nella foto di apertura) è stata costretta ad un ricovero d'urgenza in Pronto Soccorso, dopo un severo incidente domestico.
Sì, è vero ed alcuno può negarlo, la condizione logistica è da inferno, come, a ragione, sostiene Ambner De Iapinis, ma dissento da lui rispetto a quanto asserisce in merito al comportamento del personale medico ed infermieristico.
In queste ore, dopo il ricovero della mia segretaria, fors'anche sbagliando, non sono intervenuto trovando difficoltà a ritornare in un luogo frequentato per una vita intera.
Malgrado abbia vissuto ore difficili, non ho varcato la soglia del Pronto Soccorso.
Monica non è la comune segretaria. Fa parte della mia famiglia.
Io e mia moglie, iniziando la professione, l'accogliemmo, aveva solo 17 anni, nel nostro studio.
Lei, oggi, dopo più di 40 anni, continua ad occupare il posto di sempre, alla stessa scrivania, ed è, come molti sanno, la mia ombra.
In Pronto Soccorso ha incontrato, a suo dire, medici ed infermieri meravigliosi, dal momento in cui ha lasciato l'autoambulanza.
Tutti, senza distinzione, le sono stati, affettuosamente vicini.
E quando ha avuto la possibilità di ritornare a parlare, al telefono mi ha sempre ripetuto: "Dottore, state tranquillo, mi trovo tra persone stupende".
Di volta in volta, mitigando la mia ansia, mi riferiva alcuni nomi.
La sentivo tranquilla, malgrado le sofferenze. E questo comportamento fa onore a quanti lì, quotidianamente, operano.
Nel corso di una telefonata mi ha parlato del dottore Riccardo Derna (nella prima foto in basso), dirigente del Pronto Soccorso e della sua umanità.
Quindi, non bisogna affatto discreditare operatori che dedicano la propria vita ad alleviare la quotidiana sofferenza umana con alto spirito di servizio e di umanità.
Parlare, quindi, di "personale non sempre educato" e "dell'agire in modo autocratico" e giù di lì appare oltremodo ingiusto, generalizzando.
Bisogna solo provvedere, impegnando tutte le risorse possibili, a rinnovare logisticamente il Pronto Soccorso.
Ed è questo l'appello che rivolgo al direttore generale, Maria Morgante (nella seconda foto in basso).
E' doveroso chiudere al più presto questa situazione logistica che, di certo, non fa onore al nostro territorio.
Negli anni addietro non ho mai visto il Pronto Soccorso, appunto, in simili condizioni.
Così come è da potenziare il personale, subito e senza indugio, non sostituendo quello attuale che merita un plauso doveroso.
Colgo, intanto, l'occasione per chiedere proprio al collega Riccardo Derna, che non conosco, dopo l'autorizzazione della direttrice generale, ad invitarmi per un caffè.
Gradirei ritornare tra quelle mura e ringraziare tutti per l'esempio di buona sanità che hanno offerto pur se lavorando in condizioni terrificanti.
Oggi, sì, sono disposto a ritornare. I giorni scorsi sono stato, volutamente, in silenzio, al fine che non vi fossero privilegi.
La correttezza rimane sempre una eccezione nel mondo difficile che viviamo".

  

comunicato n.177625




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