Giacomo Savoia un grande artista che uni' alla passione per la pietra una venma artistica non comune, ricorda Carmine Meoli
Si aggiunge a questo ricordo quello del nostro direttore che a Giacomino commissiono' una statua per ricordare Nuvola, una femmina di maremmano, anche dopo la morte giunta dopo 13 anni di vita insieme
Redazione
Gentile direttore, ci scrive Carmine Meoli, dalla scuola elementare alla età adulta, Giacomo Savoia, era rimasto per tutti Giacomino (nella foto nelle sue amate cave).
Giustifica il diminutivo la figura fisica e la statura ridotta in altezza ma moralmente gigantesca.
Un gigante di onestà oltre che di impegno civico e di senso di appartenenza.
Aveva migrato a Milano con la licenza elementare in cerca di miglior fortuna. Dei suoi compagni di classe solo quattro erano andati alle scuole superiori e la laurea aveva coronato il sogno di solo tre maschietti.
Nessuna delle femminucce aveva potuto fare altri studi.
Erano trascorsi oltre dieci anni dalla Repubblica con molti progressi eppure la scuola media mancava ed era difficile oltre che costosa raggiungerla dovendo andare al capoluogo.
A Milano, Giacomino aveva svolto cento lavori e imparato un mestiere raro per i tempi di gestione del bagno di cromarura e doratura oltre a quello di meccanico per piccoli montaggi.
Nel capoluogo lombardo generosamente sempre in testa ai cortei pèr rivendicazioni sindacali o battaglie per la giustizia e la libertà. Era il primo a prendere manganellate dai tutori dell’ordine o bastonate dai sanbabilini che presidiavano il centro città con intento di creare disordini.
Giacomo manifesta con coraggio anche quando la piazza sanbabilina causava la morte dell’agente di polizia Marino, terrone come lui.
Ritornato alle origini aveva continuato la sua attività artigianale e il suo impegno civico.
Non poteva poi resitere alla idea che tesori ora nascosti avevano in passato dato pane e lavoro ai paesani.
Dette cosi inizio a piccole lavorazioni con il marmo rosso delle cave poste nel Comune di Cautano.
Unendo la passione per la pietra e una vena aritistca, produceva in marmo oggetti di uso, come mortai, bomboniere, piccole colonne, portavasi e ceneriere come anche oggetti di decoro che esponeva nelle manifestazioni che si tenevano nei vicoli di Cautano ed altrove.
Alla dipartita prematura Giacomino non lasciò denari o proprieta ma un patrimonio civile e morale di lotta sempre generosa per la giustizia e la libertà, senza fuggire anche quando c’era da prendere botte.
Sarà ricordato per dare esempio alla nuove generazioni con la intitolaziône di una strada?
Sembra che occorra attendere per una procedura che possa essere approvata dalla Prefettura!
ap - Sul racconto della vita di Giacomino fatta da Meoli, debbo aggiungere anche io qualcosa.
Ero stato colti da non molto dalla morte, molto dolorosa per me, del mio cane con il quale in campagna, avevo trascorso 13 anni di vita insieme.
Si chiamava Nuvola, era una femmina maremmana di 32 chili.
Ad un mio amico, oramai di vecchia data, uno scalpellino di grande pregio, titolare di una impresa che lavora e posa in opera la pietra (retaggio della professionalità del suo grande papà), anch'egli di Cautano, Mariano Tedino, espressi il desiderio di poter far realizzare un ricordo, una statua, per il mio cane che non c'era più in modo da metterla nei pressi dell'abitazione e proseguire così a fare la "guardia" ed io a non dimenticarmela mai avendola sempre sotto gli occhi.
Mariano mi accompagnò lungo sentieri di montagna, alle falde del Taburno, fino ad arrivare al laboratorio di Giacomo dove erano anche esposti i suoi lavori in marmo tra cui un Cristo che era veramente stupendo.
Chiudemmo subito il contratto, che non mi costò poco in verità e dopo qualche mese, da un pezzo di marmo bianco che mi disse si chiamasse statuario, dal costo importante ma utile proprio allo scopo, Giacomo trasse, da una foto che gli avevo consegnato, la figura di Nuvola che ancora oggi, dopo 13 anni, dal 2013, è lì a fare la guardia alla mia abitazione di campagna.
Io le ho dedicato questo monumento per ringraziarla delle tante gioie che mi ha regalato negli oltre dieci anni che siamo stati insieme.
Anche questo era Giacomino.
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