Importante attivita' didattica nata dalla sinergia tra l'Ordine degli Architetti ed il Convitto Nazionale "Pietro Giannone"
L'evento si e' svolto all'Hortus Conclusus con il coinvolgimento dei docenti Rossana Poppa e Carmine Calzone
Redazione
Si è svolta all'Hortus Conclusus, un'importante attività didattica nata dalla sinergia tra l'Ordine degli Architetti di Benevento e la scuola secondaria di primo grado del Convitto Nazionale "Pietro Giannone", nell'ambito del progetto nazionale "Abitare il Paese - La cultura della domanda" VIII edizione, promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti in collaborazione con la Fondazione Reggio Children.
L'iniziativa si è tenuta con la partecipazione della comunità scolastica del Convitto Nazionale "Pietro Giannone", guidato dal rettore, Angela Fato e con il coinvolgimento dei docenti architetti Rossana Poppa e Carmine Calzone.
Protagonisti gli alunni delle classi prime, seconde e terze (sezioni A, B, C).
Per l'Ordine degli Architetti, il progetto è stato seguito dal consigliere Elena Aragosa, referente delegata al progetto "Abitare il Paese", con il supporto del consigliere Pasquale Palmieri.
Entrambi hanno interagito direttamente con gli studenti, guidandoli nella lettura e interpretazione dello spazio e stimolando riflessioni sui temi dell'architettura, arte e paesaggio.
Significativo il ruolo di Rosanna Lorusso, tutor del progetto, che ha accompagnato gli alunni durante le attività, contribuendo alla riuscita dell'esperienza.
L'Ordine degli Architetti di Benevento conferma così il proprio ruolo attivo non solo nella rappresentanza della professione, ma anche nella promozione culturale e nella formazione delle nuove generazioni, attraverso iniziative che mettono al centro il territorio come spazio educativo, in collaborazione con il mondo della scuola.
L'Hortus Conclusus si è trasformato in una vera e propria aula a cielo aperto, dove i ragazzi hanno potuto osservare, interpretare e vivere lo spazio urbano in maniera attiva.
Tra le opere dell'artista Mimmo Paladino, gli studenti non sono stati semplici visitatori, ma "abitanti consapevoli" del luogo, sperimentando un approccio diretto e creativo.
L'iniziativa punta a sviluppare nei giovani consapevolezza e senso di appartenenza, dimostrando come anche un luogo artistico possa diventare un importante strumento educativo.
Il progetto "Abitare il Paese" promuove percorsi educativi innovativi fondati sulla co-progettazione territoriale, coinvolgendo bambini e ragazzi (3-18 anni) insieme agli architetti, con l'obiettivo di educare alla qualità dell’architettura, alla rigenerazione urbana e alla consapevolezza del paesaggio.
"L'iniziativa - si legge nella nota inviata alla Stampa - si inserisce in una visione più ampia: la scuola non è più confinata tra le mura dell'edificio, ma si apre al territorio, diventando parte di un sistema educativo diffuso.
La città si trasforma così in palestra civica, luogo di apprendimento e crescita collettiva.
Scuola, territorio e paesaggio diventano elementi di un unico ecosistema formativo, in cui l'architettura assume un ruolo centrale come strumento capace di connettere persone, spazi e visioni condivise.
L'esperienza ha rappresentato un momento significativo di crescita per gli studenti, contribuendo a sviluppare senso critico, consapevolezza e appartenenza, dimostrando come anche un luogo artistico possa diventare un potente dispositivo educativo".
comunicato n.177419
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