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Benevento, 11-04-2026 17:40 ____
Quella che doveva essere una tranquilla giornata al Parco De Mita si e' trasformata, per molti cittadini, in una esperienza umiliante
Tra perquisizioni arbitrarie e divieti ingiustificati, l'episodio accende i riflettori sul sottile confine tra sicurezza sussidiaria e abuso di potere, ponendo seri interrogativi sulla gestione degli spazi pubblici nella nostra citta', commenta Silvio Baccari di "Civico22"
Redazione
  

Silvio Baccari di "Civico 22" commenta quanto accaduto in Consiglio comunale in versione Question Time a proposito della fallita "Pasquetta Land" al Parco De Mita.
"Quella che doveva essere una tranquilla giornata al Parco De Mita - scrive - si è trasformata, per molti cittadini, in un'esperienza umiliante.
Tra perquisizioni arbitrarie (foto) e divieti ingiustificati, l'episodio accende i riflettori sul sottile confine tra sicurezza sussidiaria e abuso di potere, ponendo seri interrogativi sulla gestione degli spazi pubblici nella nostra città.
Numerose segnalazioni descrivono scene di tensione all'ingresso dell'area verde.
Addetti alla vigilanza privata e "buttafuori" avrebbero sottoposto i cittadini a vere e proprie perquisizioni personali e dei bagagli.
Al minimo cenno di dissenso, la risposta sarebbe stata "muscolare": spintoni e allontanamenti coatti.
Io stesso ho subito questo trattamento, ma ho anche assistito, nel corso della giornata, all'obbligo di gettare bottiglie d'acqua e all'intervento di una pattuglia dei Carabinieri chiamata da un cittadino esasperato.
Il divieto di introdurre acqua, un bene essenziale, ha trasformato di fatto un parco pubblico in una zona franca regolata da norme arbitrarie.
E' necessario ribadire un principio cardine: in Italia, la perquisizione personale è un atto di polizia.
Secondo il Codice di Procedura Penale, solo le autorità di Pubblica Sicurezza possono limitare la libertà personale attraverso un'ispezione coattiva.
Il personale privato ha poteri limitati.
Controlli solo visivi: E' consentito esclusivamente un "controllo sommario visivo".
Il primato del consenso: Non possono ispezionare borse o persone senza consenso. In caso di rifiuto, possono solo vietare l'accesso, non usare la forza.
Divieto di coercizione: Non dispongono di poteri di fermo o arresto (salvo flagranza di reati gravi ex articolo 383 Codice Penale). L'uso della forza integra i reati di violenza privata (articolo 610 Codice Penale), percosse o lesioni.
Un parco pubblico non è un club privato. La libertà di circolazione è garantita dall'articolo 16 della Costituzione.
L'accesso può essere limitato solo tramite atti formali.
Ordinanze Sindacali (art. 50 e 54 Testo Unico Enti Locali): Per motivi contingibili e urgenti (sicurezza, incolumità, igiene).
Regolamenti Comunali: Per orari di apertura o norme di decoro.
In assenza di un'ordinanza esposta, impedire l'ingresso o subordinarlo alla consegna di acqua è un'anomalia giuridica.
Anche in caso di eventi privati in aree pubbliche, gli organizzatori devono garantire l'accesso all'acqua per motivi di salute.
L'episodio non può passare sotto silenzio. La rassegnazione dei cittadini è il sintomo di una fragile consapevolezza dei propri diritti ma è compito delle istituzioni garantire lo Stato di Diritto.
Il sindaco Clemente Mastella, massima autorità locale di pubblica sicurezza, è chiamato a verificare con urgenza l’operato della ditta incaricata, accertando se siano state impartite direttive illegittime e se il personale fosse in possesso dei requisiti previsti dal Testo Unico Legge di Pubblica Sicurezza.
Uno Stato di Diritto si misura dalla capacità di tutelare il cittadino nei momenti di socialità.
Il Parco De Mita deve tornare a essere un luogo di libertà, non un perimetro dove la legalità viene sospesa al varco d'ingresso".

comunicato n.177309




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