Rosetta De Stasio precisa che la parola "gentaglia" e' stata male interpretata
Senza regole si rischia di avere uno spazio incontrollato con la concreta possibilita' che sia invaso da gentaglia, afferma
Redazione
Rosetta De Stasio, consigliere comunale di "Prima Benevento", ritorna su alcune sue affermazioni in merito alla vicenda della Pasquetta al Parco De Mita.
"Considerate le affermazioni rese dal presidente Alessandro Pepe - scrive - ritengo opportuno chiarire la questione.
Nel corso del mio intervento di replica all'assessore Cappa durante la seduta di question time, ho precisato che il Comune doveva necessariamente procedere con la stipula della convenzione, ancora non esistente, con la società che ha in gestione provvisoria il parco (nella foto la folla il giorno di Pasquetta).
Ciò al fine di garantire la regolarità di un parco che, per detta di tutti, è e deve rimanere "pubblico".
La regolamentazione è necessaria e serve onde evitare che il parco invece che pubblico diventi un "parco di gentaglia".
Questo è l'esatto contenuto del mio intervento", questo è quanto scrive De Stasio ma ovviamente per chi vuole approfondire c'è la registrazione dell'intero Consiglio comunale disponibile on-line.
"Nessuna accusa né agli ospiti, che anzi ho ritenuto di dover tutelare denunziando il fatto che all'ingresso venivano fatti aprire zaini e borse per togliere anche le bottiglie di acqua (tutte poi accantonate all'ingresso del parco stesso), né agli organizzatori che, non avendo una convenzione (non per colpa loro) si trovano in una situazione d'incertezza nell'organizzare eventi.
Una convenzione precisa e dettagliata risulta necessaria proprio per evitare situazioni non chiare o equivoci interpretativi (del tipo "si possono portare bibite o non si possono portare", si deve pagare un biglietto o l'entrata deve essere gratuita", "si possono sistemare tavoli e sedie o non è possibile" e via dicendo.
Una regolamentazione serve per evitare anche interventi di controllo, come avvenuto in passato.
Solo in tal modo il parco può essere ritenuto e considerato un vantaggio per la città e i cittadini, che finalmente potranno sapere come e in quali limiti ne è previsto l’utilizzo.
Senza regole si rischia di avere uno spazio incontrollato con la concreta possibilità che sia invaso da gentaglia.
Ho accusato l'assessore di "incapacità" proprio perché, a distanza di circa due anni da una sorta di gestione provvisoria, ancora non si decide a regolamentare con una convenzione, un contratto, o quant'altro, la gestione di un importante bene pubblico.
Ho accusato l'assessore alle Attività Produttive di essere assente poiché non ha ritenuto dovere rispondere alla mia interrogazione, già per la seconda volta.
Questo è il senso del mio intervento e delle mie parole.
Poi ciascuno è libero d'interpretare come vuole, sempre a condizione che non si allontani dalla realtà delle cose".