Calcio: Negli spogliatoi dello Stadio "Arechi" tra gioia e commozione c'e' tempo anche per trarre alcuni bilanci
Oreste Vigorito: Festeggiamo oggi l'arrivo di un percorso che abbiamo tracciato quando abbiamo subito le due retrocessioni che sono state amare. Siamo usciti dalla Serie C ora vediamo di non tornarci. A chi lo dedico questo successo? A me stesso. Dovevo andare via, sono rimasto ed ho vinto. Antonio Floro Flores: Non ho parole per descrivere quello che sto provando
Nostro servizio
Il Benevento Calcio, vincendo per 1-0 a Salerno, ha ottenuto la promozione matematica, con tre d'anticipo, in Serie B.
Negli spogliatoi dello Stadio "Arechi", alla comprensibile gioia ed emozione, hanno fatto seguito anche i primi bilanci di una stagione, quella che si sta per concludere, davvero esaltante e ricca di soddisfazioni.
Ad intervenire è stato il patron, Oreste Vigorito.
"Quello che sanciamo quest'oggi è l'arrivo di un percorso che abbiamo tracciato quando abbiamo subito le due retrocessioni dalla Serie A alla C che sono state amare e che hanno fatto male a tutti.
Come ho avuto modo di dire nel corso di una conferenza stampa, ci sarebbero voluti tre anni per poter tornare e così è stato.
Siamo contenti non solo perché abbiamo vinto un campionato ma anche perché lo abbiamo fatto per la prima volta fuori casa e con molto garbo.
La nostra è stata una squadra costruita con il contributo di Auteri e Carli, dai macth-analyst dello scorso anno, con misure severe prese in una società dove pare che sempre sia tutto lecito.
Crediamo di aver messo uno zoccolo duro, in un posto ci arrivi per caso ma poi decidi tu di rimanerci.
Nella programmazione c'è il bastone delle streghe e del diavolo ma noi non molliamo.
Ero a conoscenza del fatto che il Catania stesse vincendo ma poi ho saputo che il Picerno aveva rimontato.
In campo, intanto, ho visto due squadre che avevano paura a scoprirsi, è stata una brutta partita da parte di entrambe le squadre e spesso gare come queste si risolvono, come accaduto, su degli episodi.
Il Picerno, a noi, ci ha tolto quattro punti tra andata e ritorno, il girone C è indecifrabile.
Uscire da questo inferno della Lega Pro non è semplice, ora dobbiamo provare a non tornarci più.
Mio fratello Ciro è stato molto importante per noi perché ci ha dato un'amore e un'organizzazione che stiamo ancora stiamo sfruttando.
Era più bravo degli altri e ancora oggi continuiamo a seguire quello che era lui.
Nella stagione 2015-2016 non ero io formalmente il presidente della squadra quindi è la prima volta che vinco il campionato di Serie C.
Eravamo protesi a vincere, abbiamo chiamato dei ragazzi che avevano abbandonato la B perchè vincere con il Benevento sarebbe stato un loro sogno.
Come diceva mio fratello noi siamo spettatori inermi che si divertono a vedere le loro evoluzioni sul campo.
Devo ringraziare tutti, anche i ragazzini che stanno in panchina.
Infine abbiamo trovato Floro Flores che ha avuto la fortuna del principiante ma ora dovrà farci vedere quanto vale.
Su Pierozzi ho sempre il dubbio che sia l'altro che viene a giocare e che si scambia con il fratello gemello.
Gli è spesso capitato di andare in squadre, di vincere il campionato e poi di essere lasciato libero, ora non so se è sul pullman oppure l'hanno già lasciato libero.
La campagna acquisti che abbiamo compiuto in estate ha sollecitato e solleticato la curiosità dei nostri tifosi e così abbiamo battuto tutti i record di abbonamenti.
E' stata un'annata bella, si sono incrociati tutti gli astri, ci sono stati una serie di fattori, la figura del direttore, del team manager e la gente che ha dimenticato i dissapori.
A chi lo dedico questo successo? A me, non vedo perché dovrei dedicarlo agli altri.
Dovevo andare via, sono rimasto ed ho vinto".
Molto contento e non poteva essere da meno anche il tecnico sannita, Antonio Floro Flores.
"Davvero non ho parole per descrivere quello che sto provando.
Pur avendo una lunga esperienza come atleta, non credevo che nel calcio si potessero provare delle emozioni come queste.
La nostra forza è stata il gruppo poiché anche nei momenti difficili, anche nelle sconfitte non abbiamo perso quella che era la nostra armonia.
Abbiamo tutti compiuto dei sacrifici, compresa la mia famiglia a cui ho sottratto del tempo ma l'obiettivo da raggiungere era molto importante.
Abbiamo compiuto qualcosa di unico e importante.
Quando abbiamo segnato, mi hanno detto quello che era il risultato del Catania così da allora ogni secondo mi giravo per conoscere gli aggiornamenti.
Abbiamo meritato la vittoria, abbiamo fatto qualcosa di straordinario e, per questo, siamo felici e contenti.
Ai tifosi dico di venirci a trovare per festeggiare tutti insieme al nostro ritorno.
Vedere, però, il nostro presidente felice è, però, la gioia più importante.
Nel calcio si è perso un po' di amore, di rispetto per chi investe.
Farò realizzare una statua nel mio giardino, quando ci siamo visti la prima volta mi ha detto "Te la senti?" e non ho esitato un attimo, rispondendo "Sì".
Mi è sempre stato vicino, mi ha dato tranquillità capendo, forse, quello che è il mio umore da genitore che è.
Mi ha dato la forza giusta per affrontare ogni settimana. Spero di regalargli ancora tante soddisfazioni.
Le mie lacrime sono spontanee e del rinnovo del contratto non ne abbiamo proprio parlato ma io sono pronto a mettere la firma anche a scatola chiusa
Quello che mi interessa solo il progetto.
Con Vigorito ci siamo abbracciati e lui mi ha ringraziato, ma sono io che devo farlo con lui, perché mi ha regalato un sogno e solo un folle come lui poteva farlo.
Sto vivendo a Benevento tutto quello che non ho vissuto in carriera, che posso chiedere di più?
Si vive di emozioni e dobbiamo goderci queste emozioni.
Quando ho perso a Cosenza ero felicissimo, così potevo cambiare modulo e fare quello che mi piace.
Avevo le mie idee ed è giusto portarle avanti.
Vincere per 5-1 con la Salernitana all'andata è stato un segnale importante che abbiamo dato al campionato.
Ho proposto di stare bene insieme dal primo giorno, andare in campo col sorriso.
Non ho mai avuto dubbi sui ragazzi.
Il contributo che gli "immortali" (De Falco e Padella ndr) hanno dato è stato molto importante e la prima cosa che ho fatto è stata quella di ringraziarli, abbiamo pianto insieme.
Dopo un percorso difficile è ancora più bello, regalare una felicità a questo ambiente è qualcosa di straordinario.
Con Padella ci sentivamo quasi tutti i giorni mentre De Falco mi ha fatto conoscere Benevento.
Abbiamo creato uno staff fantastico, si sta bene insieme ed è la cosa più importante.
Ho diverse dediche per questo successo, principalmente per i miei figli che mi hanno supportato e sopportato anche perché li ho messo un po' da parte.
La dedico a loro perché se lo merito, perché mi fanno sentire un padre eccezionale.
Aver scritto in parte la storia di questa squadra è, per me, un onore e me lo voglio godere tutto, non so se mi ricapiterà una cosa così straordinaria.
Con il direttore Marcello Carli ho avuto delle discussioni ma esse fanno parte del progetto di crescita, con lui ho sempre avuto un confronto franco.
Mi è sempre stato accanto, poi è ovvio che un allenatore viene valutato dai risultati".
comunicato n.177202
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