Portale multimediale d'informazione di Gazzetta di Benevento

 

stampa

letto 778 volte

Benevento, 28-03-2026 12:27 ____
Al Teatro Comunale una notte in cui i classici smettono di essere pagine e diventano voce, corpo, presenza
Il "Giannone" ha celebrato la XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico "Humanitas", trasformando il teatro in uno spazio vivo di parola, musica e riflessione. Gli studenti sono stati chiamati a interrogarsi sul significato dell'essere umano, riscoprendo nei classici una chiave di lettura del presente
di Maria Carolina Russo
  

Il sipario del Teatro Comunale "Vittorio Emmanuele" si è aperto su una delle serate più attese dell'anno, restituendo alla città di Benevento tutta la forza e l'attualità della cultura classica.
Una notte in cui i classici smettono di essere pagine e diventano voce, corpo, presenza.
Il Liceo Classico "Pietro Giannone" ha infatti celebrato la XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, trasformando il teatro in uno spazio vivo di parola, musica e riflessione.
Come sottolineato dal dirigente scolastico, Teresa De Vito, "la Notte Nazionale del Liceo Classico costituisce un momento di elevato valore educativo e formativo, in quanto promuove una concezione della scuola come comunità culturale aperta e partecipata.
Attraverso attività di carattere espressivo, artistico e laboratoriale, gli studenti hanno l'opportunità di tradurre in esperienza concreta le conoscenze acquisite, consolidando competenze trasversali quali la capacità di collaborazione, il senso di responsabilità e la partecipazione attiva.
L'iniziativa contribuisce inoltre a valorizzare il patrimonio della tradizione classica, rendendolo attuale e pienamente fruibile".
Il tema scelto per l'edizione 2026, "Humanitas", ha guidato l'intera serata, offrendo spunti di riflessione profondi e attuali. In un tempo segnato da conflitti e trasformazioni, gli studenti sono stati chiamati a interrogarsi sul significato dell’essere umano, riscoprendo nei classici una chiave di lettura del presente.
"I classici continuano a rivestire un ruolo centrale - ha aggiunto il dirigente - in quanto offrono strumenti imprescindibili per l'interpretazione della realtà contemporanea.
Essi affrontano tematiche universali e sempre attuali, favorendo lo sviluppo di un pensiero critico, autonomo e consapevole.
In una società caratterizzata da rapidi mutamenti, rappresentano un solido riferimento culturale ed etico, fondamentale per la formazione integrale della persona".
Ad aprire la serata, sono stati i saluti istituzionali, del dirigente scolastico De Vito, dell'assessore alla Cultura del Comune di Benevento, Antonella Tartaglia Polcini, e del consigliere comunale delegato all'Istruzione, Marcello Palladino.
Hanno fatto seguito la proiezione dell’inno ufficiale e una serie di performance che hanno visto protagonisti gli studenti del liceo, tra danza, teatro, musica e videoproiezioni. 
Il percorso artistico ha attraversato linguaggi diversi, mettendo in scena un'idea di humanitas lontana da ogni retorica.
Come evidenziato da Annalisa Cervone, docente che ha curato l'evento assieme al suo collega Giuseppe Pellino, "l'edizione di quest’anno ha interpretato l'humanitas come tensione viva tra eredità e trasformazione.
Le performance hanno messo in scena un umano fragile ma creativo, attraversato dalla memoria classica e confrontato con le fratture del presente.
Lontana da una celebrazione retorica, l'humanitas è emersa come pratica critica, capacità di formarsi deformandosi. Un esercizio, in fondo, di lucidità e responsabilità".
Fondamentale, come sempre, il ruolo degli studenti, veri protagonisti della manifestazione.
A sottolinearlo è stato Giuseppe Pellino, che da anni segue e coordina il progetto: "La Notte Nazionale del Liceo Classico rappresenta oggi un presidio culturale vivo, capace di restituire attualità a una tradizione che non è mai stata mera memoria, ma esercizio continuo di pensiero critico e consapevolezza.
Per il "Giannone", essa è insieme identità e apertura: un momento in cui la scuola si fa comunità e dialogo con il presente.
In questi anni, ho visto gli studenti trasformarsi, passando da una partecipazione talvolta timida a una presenza autenticamente creativa e responsabile; portano via con sé non solo conoscenze, ma il senso profondo di appartenere a una storia che li chiama a interpretarla e rinnovarla".
La manifestazione si è articolata in diversi momenti, dalla prima parte dedicata alle performance teatrali e culturali, fino alla sezione coreutica, musica classica, musica etno-folkorica e pop-rock, che hanno coinvolto numerosi studenti in esibizioni di grande intensità artistica.
C'è stata anche la partecipazione dei "Sancto Ianne", che hanno animato il palco con la loro musica folklorica, facendo ballare e cantare e coinvolgendo tutti in un clima di grande festa.
"Non è soltanto un evento, ma un rito civile - ha aggiunto Pellino - "in cui la parola, il teatro, la musica e il pensiero tornano a essere strumenti di incontro e di costruzione del senso.
In un tempo frammentato, essa ricompone, anche solo per una sera, l'unità del sapere e restituisce ai giovani la percezione che la cultura non sia un ornamento, ma una forma di libertà.
Nel percorso che conduce a questa esperienza, gli studenti imparano a misurarsi con la fatica del creare, con la responsabilità del dire, con il valore del lavoro condiviso: ed è proprio in questa tensione che maturano, scoprendo risorse inattese e una più profonda fiducia in sé e negli altri.
Ciò che resta, al di là della riuscita dell’evento, è una consapevolezza nuova: che la bellezza può essere generata insieme e che il sapere, quando è vissuto, diventa presenza viva e trasformativa".
A chiudere la serata, come da tradizione, una performance finale capace di unire parola e gesto, simbolo dell'incontro tra passato e presente.
Parlo della lettura drammatizzata in lingua greca e italiana, quest'anno, dagli Inni Orfici, Inno alla No§.
Quando le luci del teatro si sono spente, è rimasta nell'aria una sensazione difficile da raccontare: quella di aver partecipato a qualcosa di autentico.
Non solo una serata di spettacolo, ma un momento di incontro, di crescita, di umanità condivisa.
Perché, in fondo, è proprio questo che i classici continuano a insegnarci: riconoscerci negli altri e non sentirci mai soli.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.177016




Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it - partita Iva 01051510624
Pagine visitate 748581066 / Informativa Privacy