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Benevento, 10-03-2026 14:15 ____
Si riaccendono le luci della ribalta sul fossile di dinosauro di 113 milioni di anni fa con Ciro 4.0. Un viaggio nel tempo in realta' virtuale
L'iniziativa tende a valorizzare la figura di questo personaggio della preistoria che e' molto spesso dimenticato e comunque poco proposto all'attenzione dei turisti e degli appassionati della materia. E' conservato nella sede della Soprintendenza al viale degli Atlantici. Non siamo bravi e questo e' un fatto, a trasformare in oro cio' che tocchiamo e che la natura e la storia ci hanno consegnato. Fusse che fusse la vorta bbona...
Nostro servizio
  

Fusse che fusse la vorta bbona, era il ritornello del personaggio del barista di Ceccano interpretato da Nino Manfredi.
Noi questo detto, divenuto ampiamente popolare, lo usiamo stavolta come auspicio rispetto alla divulgazione, per l'ammirazione, di un reperto archeologico di milioni di anni fa, il fossile di dinosauro chiamato "Ciro" che è conservato qui a Benevento, nella sede della Soprintendenza al viale degli Atlantici.
Da quando venne scoperto da Giovanni Todesco, Scipionyx samniticus, questo il nome scientifico del reperto, nel 1980 a Pietraroja, non è stato sostenuto da adeguata fortuna, di quella che fanno gli uomini con la loro capacità di gestione di un bene prezioso.
Ciro è vissuto circa 110-113 milioni di anni fa (Cretacico Inferiore) e questo cucciolo di teropode è eccezionale perché conserva organi interni, muscoli e cartilagini fossilizzati.
Insomma, nel mondo, non c'è pari ma noi sanniti e beneventani, baciati in fronte dalla natura e dalla storia che ci hanno ricoperti di beni dal valore incommensurabile, non siamo bravi a trasformare in oro ciò che tocchiamo.
E quindi Ciro, costantemente, cade in lunghissimi periodi di "letargo" senza che nessuno se ne curi e senza che si faccia adeguata pubblicità circa la sua presenza qui a Benevento.
Si dice che siano le scolaresche a fargli visita molto spesso. Sarà. Ma è ben poca cosa.
Ci piacerebbe sapere, ad esempio, se le tante guide turistiche che conducono i visitatori della città ad ammirare i reperti monumentali ed archeologici, hanno per esempio, nel loro programma, la visita a Ciro.
Ne dubitiamo fortemente.
Diamo comunque il giusto credito all'iniziativa svoltasi stamane nella sede della Soprintendenza al viale degli Atlantici, proprio nella casa contemporanea di "Ciro", dove è stato presentato il progetto "Ciro 4.0 - Scipionyx Samniticus. Un viaggio nel tempo in realtà aumentata e virtuale", realizzato nell'ambito del programma di Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi (Tocc) promosso dal Ministero della Cultura e del Merito e gestito da Invitalia, a valere sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Prima che la manifestazione avesse inizio, ne abbiamo parlato con Augusto Ozzella (nella quinta foto in basso), dirigente di "Cyclopes", una startup innovativa che si è occupata proprio di "Ciro 4.0".
E' un progetto, questo, che tende a valorizzare la figura di questo personaggio della preistoria che è molto spesso dimenticato e comunque poco proposto all'attenzione dei turisti e degli appassionati della materia.
Assolutamente sì, ci ha risposto Ozzella.
Noi come "Cyclopes" ci siamo fatti carico di relizzare l'intervento che presentiamo stamane.
Potevamo farlo in qualsiasi altro posto in Italia, ma abbiamo deciso di farlo qui a Benevento e su "Ciro" proprio perché riteniamo opportuno che questo fossile, tra i più famosi al mondo, vada valorizzato il più possibile.
Abbiamo parimenti deciso di farlo attraverso la tecnologia con un approccio moderno ed innovativo, che abbiamo visto suscitare interesse in molti
Oggi le persone quando visitano un Museo vogliono e cercano una esperienza diversa e dunque attraverso la tecnologia abbiamo messo in risalto alcuni aspetti del fossile "Ciro".
Da domani, quale può essere la differenza nella proposizione di questi reperto all'attenzione della nazione e del mondo? abbiamo infine chiesto ad Ozzella.
Sicuramente ci sarà maggiore visibilità, ci ha risposto ed oggi ci sarà anche una dimostrazione pratica di quello che abbiamo fatto.
L'intervento è stato racchiuso all'interno di tre macroaree tecnologiche.
Quella della virtualizzazione, attraverso i visori e quindi attraverso la realtà aumentata e virtuale; attraverso la tecnologia olografica ed attraverso delle installazioni interattive grazie al supporto scientifico di Cristiano Dal Sasso, che è uno dei massimi esperti su "Ciro" e che è stato il nostro consulente scientifico che ci ha consigliato e supportato su quali sono gli aspetti d mattere in risalto per far conoscere questo fossile, ha concluso Ozzella.
Il progetto che presentiamo oggi, ci ha invece detto il soprintendente Mariano Nuzzo (nella foto di apertura è a sinistra con il sindaco Mastella), accompagna il nostro percorso di tutela e di valorizzazione.
Questo nuovo progetto "Ciro 4.0" aiuterà proprio nella comunicazione e nella diffusione delle notizie di carattere scientifico.
In questo contesto si vedrà che c'è una nuova ambientazione, un tentativo complesso. Quello che noi diamo per scontato, è diventato in realtà una attività molto complessa.
Ogni passo ipotizzato di "Ciro" è stato studiato con cura e con attenzione.
Si vedrà quindi questa rappresentazione di oggi che spinge un po' anche riflettere su quanto avvenuto 113 milioni di anni fa.
Quello che noi oggi diamo per scontato, ha avuto bisogno di una forte riflessione sopratutto sul piano scientifico
Ci stiamo dunque aprendo anche a raccogliere nuovi stimoli dall'esterno e speriamo che anche queste interazioni con i diversi pubblici, possa aiutarci a promuovere questo progetto nella nostra sede ed anche all'esterno.
"Ciro 4.0" va proprio in questa direzione, ha detto ancora Nuzzo.
Aprirci al territorio ed al'esterno.
Intanto, digitalmente, ci sarà una diffusione e quindi "Ciro" avrà un percorso, quello ipotizzato nei video, nelle rappresentazioni che saranno esposte e poi stiamo valutando anche la possibilità di un percorso concreto.
Sapete che "Ciro" è già stato negli Stati Uniti, in Giappone, ha avuto insomma già una strada estera.
Ipotizzeremo, assieme al direttore del Centro Operativo, anche un percorso per il territorio per garantire la presenza di "Ciro" e dare la possobilità a tutti di poterlo osservare
Intanto, ha concluso Nuzzo, c'è anche un percorso tattile che consente ai non vedenti di poter accedere a questi contenuti.
Infine, sulla iniziativa ha preso la parola il sindaco Clemente Mastella che ha rimarcato come "Ciro" sia già oggetto di visita da parte di tanti studenti.
Bisogna però allargare il quadro di riferimento creando occasione ed opportunità utilizzando anche le tante iniziative che facciamo.
Tutto questo deve incentivare a portare gente nella nostra città.
Speriamo anche che in questo modo possa crescere il turismo.
Abbiamo un ottimo rapporto con la Soprintendenza, con Mariano Nuzzo e con Simone Foresta (nella settima foto in basso è a sinistra ed a destra è il presidente della Provincia, Nino Lombardi) e mi auguro che questa rivalutazione di "Ciro" sia considerata.
La digitalizzazione, ha concluso Mastella, è un elemento che accresce questa idea essendo innovativa e dà la possibilità di essere riconosciuto nel mondo a questo nostro "Ciruzzo", così è anche affettuosamente chiamato, che compendia un po' la storia, la cultura ed il dato archeologico e paleontologico della vicenda sannita.
Alla presentazione di stamane ha preso parte, tra gli altri, anche Clelia De Falco (nella sesta foto in basso), presidente provinciale dell'Unione Italiana Ciechi Ipovedenti.

  

  

  

  

  

comunicato n.176617




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