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Benevento, 09-03-2026 17:44 ____
La Federazione del Pd sannita va commissariata. Quel 13% che ha potrebbe ancora calare se continua cosi' ed attestarsi addirittura al 10%
Decise le bacchettate di Italo Palumbo, Angelo Marino e Giuseppe Addabbo, i "sindaci ribelli", "Progressisti riformisti", al Partito Democratico ed alla gestione decariana. Mastella sfidiamolo ma per farlo ci dobbiamo sedere con lui e discutere. Le dimissioni dal partito sono dipese dalla superbia che continua a permeare alcuni dirigenti del partito ha detto il sindaco di Molinara
Nostro servizio
  

Non abbiamo voluto danneggiare nessuno ma solo far emergere un nuovo punto di vista nell'ambito del Partito Democratico di cui siamo un'area.
La denominazione accettata è quella di "Progressisti riformisti".
Il ringraziamento va al Psi e ad Avs per averci consentito di fare una bella figura alle ultime elezioni provinciali anche se non abbiamo raggiunto il risultato di eleggere un nostro consigliere per una manciata di voti.
Questo non vuol dire che siamo esistiti ed esistiamo in funzione di ciò, del posto alla Rocca cioè.
A parlare, introducendo la Conferenza Stampa, è stato Italo Palumbo, avvocato, che ha avuto parole molto dure e severe sulla gestione del partito ispirata da Umberto Del Basso De Caro ed ora anche sulla figura del segretario provinciale, Filomena Marcantonio, la fotocopia politica di Giovanni Cacciano, il suo immediato predecessore.
E' indeguata, si deve dimettere, ha ribadito Palumbo.
Noi rappresentiamo la possibilità di un bipolarismo serio atteso che cerchiamo di mettere insieme chi non è di Centriodestra.
Registriamo invece l'anomalia di questo Pd che si pone problemi di identificazione.
Noi ci siamo messi insieme con l'idea di mettere intorno al tavolo varie realtà e non di dividerle come ha fatto la segretaria Marcantonio quando ha parlato del Psi.
Qui Mastella esercita un ruolo, quello di invitare a stare insieme, un invito che dovrebbe essere del Pd che lo propone a livello regionale e nazionale ma che qui non si manifesta.
Anche le dichiarazioni di Carmine Valentino, ha proseguito Palumbo, sono state rese come se si trattasse di fatti personali: Se mi chiamate, vengo.
Ma non è così che si agisce.
Filomena Marcantonio, ha proseguito Palumbo, agisce con il linguaggio di Cacciano e con un pregiudizio, no a Mastella, che non so quanti passi in avanti ci possa far fare.
Ci sono critiche all'operato politico-amministrativo di Mastella?
Benissimo, le posso anche condividere ma non è questo il modo per battere Mastella. Non saremo mai una forza contrastante se continuiamo così.
Ricordiamo, ha ancora detto Palumbo, che l'antimastellismo ha prodotto per lunghi anni un governo di Destra in questa città ed i segnali che si rilevano sul territorio sono preoccupanti.
Una segretaria che non capisce le ragioni di una scelta fatta da sindaci che hanno abbandonato il partito, non è adeguata a quel ruolo.
Il dato politico nel Pd è che nessun sindaco ha fatto il sacrificio di entrare in lista.
I nostri invece sì, si sono messi in discussione.
Palumbo ha avuto parole decise anche nei confronti del segretario regionale Piero De Luca che non può rimanere silente rispetto alle ripetute sconfitte subite dal Partito Democratico del Sannio.
Dalle politiche, alle regionali, alle provinciali.
Il segretario politico che ha gestito tutte queste fasi, Giovanni Cacciano, disse di essere disponibile a dimettersi se al suo posto fosse stata eletta Marcantonio.
E così è stato.
Ma di che parliamo, di quale Congresso, ha detto Palumbo, questa è solo una successione.
A questo punto abbiamo fatto notare a Palumbo che anche il Congresso regionale non è stato un esempio di genuinità da porre ad esempio.
Anche lì la scelta è stata tutt'altro che frutto di un confronto tra idee ma solo una risposta alla imposizione di un padre che ha voluto il figlio a quel posto come contropartita per sbloccare le liste del Pd alle elezioni regionali.
E' tutto vero, ci ha risposto Palumbo, è andata proprio così sia a livello regionale che locale ed allora di quali Congressi parliamo?
Ed ancora, se mi voglio alleare con qualcuno, come nel caso di Mastella, non lo cito indicandolo beffardamente come marchese del Grillo, anche perché questo potrebbe essere detto anche nei confronti del Pd del Sannio.
Se c'è un vero Congresso che decide qualcosa, come è possibile che un suo esponente (il riferimento è ad Umberto Del Basso De Caro ndr) il giorno dopo la celebrazione affermi il contrario di quanto dichiarato nell'immediato dal segretario provinciale appena eletto?
Ed allora, ha veramente avuto un senso quel Congresso?
Noi non siamo contro questo Pd che sa farsi male da solo, ma diciamo che la segretaria deve dimettersi  perché è inadeguata a quel ruolo, ha concluso Palumbo.
A prendere la parola è stato quindi Angelo Marino, sindaco di San Marco dei Cavoti, il quale ha detto che questo incontro è stato chiesto per chiudere il capitolo elezioni provinciali.
Noi siamo identificati pubblicamente, in privato ancora peggio, come "i sindaci ribelli" ma noi in queste elezioni ci abbiamo messo la faccia.
Noi contestiamo il metodo della elezione del segretario provinciale, una cosa che va avanti da tempo.
Per questa occasione è nato il nostro movimento.
Avevamo i numeri per avere il consigliere e per poco non ci siamo riusciti.
Sono state solo chiacchiere quelle che hanno parlato di un appoggio di Mastella ai nostri candidati, un appoggio non richiesto anche perché non necessari visto che ne sono mancati solo 84 di voti.
Giuseppe Addabbo, sindaco di Molinara, ha detto subito che il grande Pd si è tirato indietro a livello provinciale ed ha preferito l'ambiguità ed il tatticismo sfrenato.
Le mie dimissioni dal partito sono dipese dalla superbia che continua a permeare alcuni dirigenti del partito.
Non perderemo certamente il sonno per quanto sta avvenendo, ha proseguito Addabbo, ma penso ci sia bisogno di riflettere.
Il campo largo non può essere una sommatoria di forze.
Ci vuole anche la mentalità e l'anima senza la quale quella coalizione non esiste.
Bisogna essere forti e dire no agli ammiccamenti e difendere insieme lo scranno di un uomo del centrosinistra come Lombardi.
Addabbo ha poi criticato il fatto che in Consiglio non ci sia nessun rappresentante del Fortore.
Questa è una sconfitta ed è uno sconcio che l'analisi di tutto questo la faccia proprio chi non dovrebbe visto che ha lavorato al contrario.
Nel Fortore vince il nanismo politico che strade però non ne fa, ha concluso Addabbo.
Abbiamo chiesto il perché dell'assenza di Antonio Iavarone, sindasco di Pannarano, a questa conferenza stampa.
Palumbo ha parlato di libertà di scelta. Ha altre idee che non sono in sintonia con noi.
Voleva che fossero invitati a questo incontro anche i socialisti ed i componenti di Avs ma per noi non si poteva fare perché non volevamo coinvolgere altre forze politiche in un ragionamento che coinvolge solo il Pd.
Parliamo di un patto scellerato che non ha nulla a che vedere con il partito.
Se c'è bisogno, ha concluso Palumbo, bisogna commissariare la Federazione del Pd sannita.
Non è escluso che anche quel 13% di consensi che ha ora, potrebbe ancora scendere ed attestarsi addirittura intorno al 10%.
Io Mastella lo sfido sui contenuti ma mi devo sedere con lui per farlo anche a proposito del candidato presidente della Provincia ed al sindaco di Benevento.

  

comunicato n.176604




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