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Benevento, 09-03-2026 12:09 ____
Un velo di tristezza ha permeato la celebrazione della memoria liturgica di San Giovanni di Dio, fondatore dell'Ordine religioso "Fatebenefratelli"
Per la prima volta essa si e' svolta senza don Pompilio Cristino, il parroco di Santa Maria di Costantinopoli. Assente l'arcivescovo Felice Accrocca, in Umbria per i suoi doveri oramai di vescovo di Assisi ed infine c'e' stato l'annuncio del trasferimento a Roma di fra' Lorenzo Antonio Gamos, il priore. Il sindaco Mastella: Non rincorriamo ma applichiamo il Vangelo
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La celebrazione della memoria liturgica di San Giovanni di Dio, fondatore dell'Ordine religioso, co-patrono di Benevento e protettore degli ospedali, dei malati e degli operatori sanitari (1696-2026), Ordine noto come "Fatebenefratelli" che a Benevento ha posto le sue radici dal 1614, è stata contraddistinta da assenze passate, presenti e future.
Un velo di tristezza ha permeato la celebrazione religiosa in quanto per la prima volta essa si è svolta senza don Pompilio Cristino, il parroco di Santa Maria di Costantinopoli, che ci ha lasciati l'8 settembre dello scorso anno; c'è stata poi l'assenza dell'arcivescovo Felice Accrocca, in Umbria per i suoi doveri oramai di vescovo di Assisi ed infine l'annuncio del trasferimento a Roma di fra' Lorenzo Antonio Gamos, priore dell'Ospedale "Fatebenefratelli" qui nominato nel 2022, quattro anni fa.
A celebrare la Santa Messa è stato il vicario foraneo, don Maurizio Sperandeo (nella terza foto in basso).
Con lui che ha presieduto l'Eucarestia, il parroco don Biagio Corleone (nella quarta foto in basso) e monsignor Mario Iadanza (nella quinta foto in basso è a sinistra).
Le parti salienti della Messa sono state sottolineate dal “Coro Animae Vox" (nelle foto in basso dalla settima alla undicesima).
Ci auguriamo di uscire da qui, ha detto all'Omelia don Maurizio Sperandeo, pregni del carisma di San Giovanni di Dio che era rappresentato dall'accoglienza.
La sua vita è stata avventurosa fino ad essere egli stesso un malato non compreso.
E' vissuto in tempi difficili attraversati peraltro da diversi conflitti.
Potremmo dire: Niente di nuovo sotto il sole, visto che ogni giorno si apre un nuovo conflitto che viene giustificato come azione preventiva.
San Giovanni di Dio è vissuto tra il XV ed il XVI secolo in un periodo certamente non migliore del nostro, ha proseguito don Maurizio.
Cercò però di essere un buon samaritano e coniò il motto di fare del bene a noi stessi facendo del bene ai fratelli.
Noi però siamo maestri nell'arte dello scricabarile, ha detto don Maurizio, ma non dimentichiamo che alla fine siamo noi a plasmare il mondo in cui viviamo.
In Ospedale invece è come se si stesse in una casa aperta dove tutti possono trovare ascolto ed accoglienza.
Ed a proposito di sanità nei nostri giorni, don Maurizio ha ripercorso brevemente le tappe del tormento che hanno portato alla morte del piccolo Domenico, bimbo di 2 anni e 4 mesi, che dopo tanta attesa stava per ricevere un cuoricino nuovo che gli avrebbe consentito di vivere a lungo.
Purtroppo però quest'organo è stato danneggiato irrimediabilmente in quel ghiaccio che lo ha contenuto in un contenitore non adatto e che ha poi causato la morte del piccolo.
C'è stato sdegno per quanto accaduto ma non è questo il rischio che, diversamente, posso correre anche io?
L'egoismo non comprenda il mio cuore fino a smettere di battere.
Per questo la Provvidenza crea i Santi e crea ospitalità.
La festa di oggi sia dunque occasione per calibrare la nostra vita, ha concluso don Maurizio, sulla ospitalità.
A questo punto ha preso la parola fra' Lorenzo Antonio Gamos il quale ha voluto ringraziare tutti per la vicinanza sempre dimostrata alla comunità ospedaliera.
Ha chiesto ed ottenuto un caloroso applauso a tutto il personale dell'Ospedale "Fatebenefratelli" che nel 2026 da 330 anni opera a Benevento.
Oggi l'Ospedale Fatebenefratelli ha registrato nell'anno circa 16mila ricoveri e 25mila accessi al Pronto Soccorso.
Mi sono impegnato comunque per tenere desta l'attenzione del nosocomio al bene comune ed a renderlo sempre protagonista dell'innovazione.
Dal prossimo 13 marzo, ha concluso il priore, vado al San Pietro di Roma dopo 4 anni di collaborazione e crescita in questa Ospedale.
A concludere ha preso la parola il sindaco Clemente Mastella che ha detto, con una battuta, che stamane il vescovo è ad Assisi, il priore va via ma noi restiamo qua.
Ha invitato quindi ad essere buoni nel rapporto con gli altri proprio come fece il buon samaritano, citando il passo del Vangelo di oggi.
Furono proprio i sacerdoti che non si fermarono a dargli aiuto e soccorso mentre il laico fu mosso a compassione.
Dare corpo a voci di umanità e di rispetto è quello che occorre dare a chi sta peggio.
E' il nostro compito.
La sanità italiana è in difficoltà anche perché la vecchiaia nella popolazione avanza ed occorre dunque un intervento massiccio per essa.
Quando la Chiesa si genuflette, diciamo e chiediamo che venga conservato lo stile del vostro fondatore e dunque non rincorrete l'aspetto commerciale della vostra missione.
Ci dovrebbero stare tante persone operanti come San Giovanni di Dio.
Anche le guerre, se riconoscessimo gli altri, il prossimo, sarebbero automaticamente estinte o mai nate.
Mastella ha chiesto, concludendo, di ascoltare i pazienti e di essere con essi solidali.
Non rincorriamo ma applichiamo il Vangelo, ha concluso il sindaco.
Nel corso della Messa è stato anche rinnovato il dono dei "Ceri al Santo" da parte del sindaco del capoluogo Mastella, a testimonianza del consolidato legame tra i Fatebenefratelli e la città di Benevento.
Nel corso delle celebrazioni del novenario, c'è stata anche la testimonianza di Mariodomenico Rossi, da più anni volontario, che svolge tale funzione attreverso l'Avo, Associazione Volontari Ospedalieri costituita a Benevento nel 1982 proprio nell'Ospedale "Fatebenefratelli" per iniziativa delle Dame della Carità vincenziane e come testimoniato nel libro di Francesco De Castro (1582) c'è solo da concludere dicendo: Andiamo, i malati ci aspettano.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

     

   

comunicato n.176595




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