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Benevento, 01-03-2026 11:18 ____
Lucio Dalla, l'uomo che e' riuscito a tessere e dipingere tante tele. Nelle sue canzoni racconto' della terra e dell'acqua, dell'aria e del fuoco
Narro' che tutte le cose cambiano, restando eternamente le stesse, parlava nella lingua del poeta e del mago, scrive Andrea Massaro nel giorno della commemorazione della morte del cantante, 14 anni fa
Redazione
  

Ci scrive Andrea Massaro nel giorno in cui si commemora la morte di Lucio Dalla avvenuta il 1° marzo 2012.
Massaro è stato un suo vicino e collaboratore ed oggi lo ricorda con questo componimento.
"Gentile direttore - si legge- l'impegno di Dalla verso la città di Benevento è stato importante allorquando, come direttore artistico, diresse una edizione della rassegna, quella del 2009, di "Quattro notti e... più di luna piena".
Nelle sue canzoni raccontò della terra e dell’acqua, dell’aria e del fuoco, raccontò che tutte le cose cambiano, restando eternamente le stesse, parlava nella lingua del poeta e del mago.
Sostenne di essere stato bambino e una ragazza, un cespuglio e un uccello.
Fu così eccentrico che assicurava di essere stato anche un muto pesce. Navigò a vela da marinaio avventuroso nel perfetto silenzio nella musica perfetta e da illusionista riusciva nei suoi trucchi ad accendere le stelle.
Fu di una bellezza rara compiacendosi della sua unicità da parlare con Dio, e quando andò a trovarlo non fu ricevuto perché era giorno di bucato e con leggerezza, che solo a lui riusciva, magari ora è nascosto in un tubetto del dentifricio.
E' stato molti altri: Intrepido aviatore, ballerino e seduttore infallibile (troppe donne, cioè nessuna) uomo di mondo e bugiardo diplomatico, miseria e nobiltà, attore, regista, scrittore con laurea Honoris Causa.
I suoi capolavori sono di un prodigio assoluto, mettendoli al mondo insieme alla sua bizzarra famiglia che l’accompagnava sempre: Sax e clarinetto.
Andò di fretta, sfidando gli infermieri e gli orologi a cucù, forse per deridere l'idiozia della perfezione, fallendo immancabilmente la puntualità.
Ebbe in sorte di morire con talento senza invecchiare celebre e felice tre giorni prima di nascere, come i bivi del cruciverba, a Montreaux, dopo una replica perfetta fu visitato da un colpo apoplettico in una casetta straniera con l'eco di una nobiltà silenziosa e senza specchi.
Gli sembrava di vedere il mare in quel lago con la statua di Freddie Mercury come compagnia della loro musica.
Dice di rinascere napoletano come idea fissa, e confondersi senza grandi disturbi in mezzo alla decadenza dei suoni le voci e alle centinaia di antenne televisive sui tetti delle case, sognando su una terrazza con occhi increduli da bambino quel mare che luccica così vicino: in lontananza una radio trasmette la più bella melodia per chi non ha più udito, cantata da Caruso.
Il palcoscenico della sua arte ora è innalzato su una dotta statua che troneggia divina, perché si sapesse che Lucio era un genio intramontabile.
Che cosa ne pensate di un uomo pescatore di perle che morì davvero?
Si può pensare anche della storia".

comunicato n.176437




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