Enzo Del Basso aveva in carico un numero consistente di pazienti. La sua vita non fu priva di avversita'. Rimase vedovo in valida eta'
Peppino De Lorenzo ricorda poi i medici Gaetano Coretti, Iolando Martone, Ernesto De Gregorio, Gaetano Amato e Francesco Raffio
Nostro servizio
Questa domenica, Peppino De Lorenzo ricorda altri medici di famiglia che hanno operato qui da noi e, con precisione, Enzo Del Basso, Gaetano Coretti, Iolando Martone, Ernesto De Gregorio, Gaetano Amato e Francesco Raffio.
"Negli anni addietro, come si è avuto modo più volte di ribadire, la funzione del medico di famiglia era molto diversa da quella odierna.
I sanitari del settore che, di seguito, vengono ricordati, rappresentavano una parte importante del mondo sanitario di allora.
Enzo Del Basso (nella foto di apertura)
Il suo studio era ubicato in via San Gaetano, nel centro storico. Anche lui aveva in carico un numero consistente di pazienti.
La sua vita non fu priva di avversità. Rimase, infatti, vedovo ancora in valida età riuscendo, comunque, con saggezza, a seguire i suoi figli.
In seconde nozze sposò Carmelina Fonzo, nota ed apprezzata insegnante di lingue.
Gaetano Coretti
Oltre ad essere noto medico di famiglia, finché la normativa sanitaria del tempo lo permise, svolse anche l'attività di neuropsichiatra al "Rummo".
Poi, con l'entrata in vigore della nuova legge, lasciò i suoi mutuati restando in Ospedale fino al pensionamento.
Personalmente, ho avuto la ventura di lavorare con lui nello stesso reparto ospedaliero in anni difficili, veramente difficili.
Iolando Martone
Medico di famiglia per lunghi anni. Aveva il suo studio in via San Gaetano, al civico 10.
Iolando Martone svolgeva anche una delicata specialità, quella delle terapie antalgiche, segnatamente, per debellare la sintomatologia dolorosa dei sofferenti affetti da gravi patologie artrosiche ed altro.
Poiché il suo ambulatorio era ubicato in un edificio confinante con quello della mia abitazione, ricordo che, da ragazzo, nonché nel periodo in cui ero studente universitario, al mattino, già all'alba, sia d'inverno che d'estate, vedevo lunghe file di auto nei pressi del Duomo di pazienti che aspettavano l'apertura dello studio del dottore Martone.
Molti erano seduti lungo le scale del palazzo.
Nello specifico, si trattava anche di sofferenti provenienti da altre città della Campania e non solo.
Proseguì, ininterrottamente, la sua attività fino alla morte.
Ernesto De Gregorio (nella foto in basso)
Avendo, questi, il suo studio professionale al rione Ferrovia la maggiore clientela era rappresentata dagli abitanti delle zone agricole che circondavano il plesso ferroviario.
Anche ad Ernesto De Gregorio i pazienti erano molto legati ed a lui si affidavano sicuri di trovare non solo un medico preparato, ma colui che, al momento opportuno, sapesse aiutarli onde risolvere i tanti problemi di ogni famiglia.
Un riscontro che il medico di allora svolgesse i più svariati compiti sanitari, oggi impensabili, lo si ha in un recente scritto di Carmine Nardone, già parlamentare e presidente della provincia di Benevento.
Nel racconto, infatti, dal titolo "Il parto delle contadine", ad un tratto, Nardone scrive: "...Mia madre Luisa ha partorito tutti i sette figli in casa con la differenza che per i primi veniva assistita dalle donne anziane ed in particolare da zi Carmela mentre, a partire da Franco, l'assistenza al parto fu garantita dal dottore Ernesto De Gregorio. E fu questi a scegliere il nome Franco e non Francesco...".
Nardone, comunque, nel suo racconto, non si limita solo a questi ricordi strettamente personali, ma fa una bella ed articolata disamina pubblicando, nel contempo, anche una foto dell'epoca di un giovane Ernesto De Gregorio che noi, oggi, riportiamo.
"...Ancora nel dopoguerra - scrive Nardone - il servizio medico nelle campagne era affidato al medico della città. La viabilità rurale malridotta, i mezzi di trasporto ancora con il calesse, l'assenza dei telefoni rendevano difficile nelle campagne chiamare il medico...
Tutto cambiò con la laurea in medicina di Ernesto De Gregorio, il primo medico rurale che viveva in contrada La Badessa. Figlio di Gabriele e di Antinuetta Vesce, nato il 3 marzo 1924, era un medico a portata di mano.
Alle molteplici qualità professionali aggiungeva una straordinaria sensibilità e disponibilità umane.
Disponibile a tutte le ore, non si scoraggiava nell'intransibilità delle strade spesso percorse a piedi per raggiungere le masserie più remote. Con un sorrisio bonario ed a volte ironico contribuiva a rimuovere vecchie credenze ed a sostituirle con più attenzione alle cure...".
Gaetano Amato
L'attività di medico Gaetano Amato la esercitò sempre al rione Libertà ove era conosciutissimo.
Seppe dare alla professione una impronta molto particolare.
Infatti, mentre gli altri suoi colleghi dello stesso periodo rimasero i classici medici di famiglia, Amato era ritenuto un medico superiore cui si faceva ricorso, particolarmente, nelle situazioni serie e delicate onde dirimere un dubbio diagnostico.
E lui, per la vita intera, non disdegnò questo ruolo che, anzi, fors'anche involontariamente, rimarcava.
Oggi, riposa accanto ai suoi cari, non era coniugato, nella cappella, all'ingresso del cimitero, che fece costruire dopo la morte della mamma, cui era legatissimo.
Francesco Raffio
Con il suo studio in via Polcari, al civico 7, degnamente, fece parte del gruppo di medici di famiglia del suo tempo.Gli ero molto legato e tanti ricordi, anche dolorosi, mi legano alla sua memoria.
Cordiale, aperto, ci si poteva rivolgere ed affidarsi con tranquillità.
Quale suo dono che, oggi, mi resta, vi è la gratitudine a seguito di eventi particolari.
Raramente nella vita ho incontrato un uomo che abbia saputo, con affetto, onorare una dote spesso dimenticata, quella della gratitudine, appunto. Fino al giorno in cui, non molti anni fa, si spense a Roma.
Vi sono episodi dell'esistenza di ognuno di noi che, per forza, debbano essere custoditi, gelosamente, in se stessi. E solo nostri devono rimanere".
comunicato n.176434
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