Le prescrizioni dell'Asl sono state superate e l'Ufficio Istruzione ha provveduto, nella giornata di ieri ad effettuare un sopralluogo
La situazione e' stata rilevata conforme e regolare, afferma il consigliere comunale delegato all'Istruzione, Marcello Palladino. Il dirigente Verdicchio ribadisce che e' vietato portarsi il pasto da casa
Redazione
Da oltre un anno e mezzo, scrive in una nota inviata alla Stampa il consigliere comunale delegato all'Istruzione, Marcello Palladino (foto), il rapporto tra la Commissione Mensa e l’Amministrazione comunale è stato improntato a una piena collaborazione, nell’interesse esclusivo dei bambini e nel rispetto dei reciproci ruoli.
Per questo motivo sorprende che tale clima si sia improvvisamente ribaltato lasciando spazio ad un’atmosfera di sospetto.
Pertanto, con l’obiettivo di riportare serenità nelle famiglie, si precisa che le prescrizioni dell’Asl sono state superate e che l’Ufficio Istruzione con i suoi responsabili, ha provveduto, nella giornata di ieri, 25 febbraio, ad effettuare un sopralluogo presso il centro cottura, rilevando una situazione conforme e regolare, prosegue Palladino.
Per quanto concerne il divieto di accesso ai refettori ai bambini che consumano il pasto da casa si specifica quanto comunicatomi dal dirigente all'istruzione, Alessandro Verdicchio:
“Il servizio di refezione scolastica è un servizio pubblico locale di competenza esclusiva del Comune, come stabilito dall’art. 139 del D.Lgs. 112/1998 e dall’art. 3, comma 2, del D.Lgs. 267/2000. L’istituzione scolastica non può introdurre modalità alternative di fruizione del servizio, né alterare le condizioni dell’appalto.
Ogni deroga unilaterale costituisce violazione delle prerogative dell’ente titolare del servizio.
L’accesso ai refettori da parte di alunni con pasto domestico è giuridicamente e igienicamente vietato.
Il Regolamento (Ce) 852/2004 impone all’Osa la piena tracciabilità degli alimenti e il controllo dell’intera filiera; l’ingresso di cibi non controllati integra una violazione diretta del sistema Haccp e del D.Lgs. 193/2007.
Dopo le recenti ispezioni Asl, tali violazioni non sono più tollerabili e comporterebbero responsabilità personali per chi le autorizzasse.
La sentenza della Corte d’Appello di Torino n.1049/2016 non riconosce alcun diritto al pasto domestico in mensa. La Suprema Corte di Cassazione n. 20504/2019 lo ribadisce chiaramente, affermando che l’organizzazione degli spazi della refezione spetta all’amministrazione competente e non può essere imposta dalle famiglie né dalle scuole.
Le famiglie che non intendono aderire al servizio comunale dispongono già delle alternative previste dall’ordinamento: Uscita per il pasto domestico o scelta di un modello orario privo di mensa.
Nessuna norma consente alla scuola di imporre al Comune la coesistenza tra refezione appaltata e pasto domestico nei medesimi locali.”
Il consigliere Varricchio, dirigente amministrativo al Liceo Classico “Giannone”, riprende Palladino, dovrebbe essere a conoscenza di quanto sopra. Ogni ulteriore deroga, costituirebbe violazione del capitolato, delle norme igienico-sanitarie e delle competenze istituzionali, con conseguenti responsabilità amministrative e contabili di cui risponderebbe esclusivamente il dirigente scolastico.
Pertanto, nel rispetto di quanto stabilito dal legislatore, applicando quanto sopra indicato, non sarebbero necessari effettuare il terzo ed il quarto turno per il servizio di refezione scolastica in presenza di ambienti sicuri occuparti dai soli bambini che usufruiscono del servizio di mensa scolastica.
Per quanto riguarda i controlli nei refettori, come stabilito dal Regolamento, lo stesso potrà avvenire solo a seguito di preavviso di almeno tre giorni al dirigente scolastico.
Con riferimento alla presunta “convocazione trappola”, si precisa che il dirigente, per motivi di salute e senza secondi fini, aveva rappresentato l’opportunità di fissare la riunione nella prima decade di marzo.
La convocazione è stata tuttavia richiesta con insistenza dalla stessa Commissione mensa entro il 27 febbraio e, nel rispetto dei tempi indicati, si è provveduto alla sua formale indizione.
D'altro canto le precedenti convocazioni avevano sempre tenuto conto delle esigenze lavorative dei rappresentanti dei genitori e dei bambini per poter loro consentire la libera partecipazione.
Ovviamente chi si è sacrificatto alle predette esigenze e richieste, sono stati sempre tutti gli altri partecipanti al tavolo come docenti, rappresentanti del centro di cottura, dirigente comunale, parte poilitica sempre presente al tavolo. Nel momento in cui la data non è stata concordata ed è capitato solo questa volta per motivi di salute del dirigente comunale, si è verificata la polemica anche sui quotidiani on line.
S'invitano ancora una volta i rappresentanti tutti nonché le forze di opposizione a collaborare e lavorare affinché possa essere finalmente recuperato un clima di serenità e fiducia e non alimentare la cultura del sospetto, la paura o i dubbi, tutti sentimenti che generano nelle famiglie e in tutta la popolazione scolastica, compresi i genitori e docenti, allarmismi e sfiducia nelle stesse Istituzioni pubbliche, conclude Palladino.
comunicato n.176390
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