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Benevento, 25-02-2026 12:40 ____
Posa della prima pietra per la realizzazione della struttura che ospitera' la Medicina Nucleare. Presentato anche il nuovo reparto di Neurologia
Il direttore generale Maria Morgante ha parlato di due momenti che pongono l'Azienda Ospedaliera "San Pio" all'avanguardia nella sanita' di primissimo livello. Il direttore del reparto, Rosaria Renna ha sottolineato che la differenza la fanno le attrezzature ma sopratutto il personale sanitario che accoglie e si prende cura dei pazienti. Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco Mastella che ha invocato l'etica della delicatezza
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Maratona stamane all'Azienda Ospedaliera "San Pio" che ha richiesto spostamenti in lungo ed in largo per partecipare alla inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia situato al padiglione Santa Teresa, per poi passare alla posa della pima pietra nella parte finale dello spazio dell'Ospedale "Rummo" dinanzi alla sala mortuaria dove sorgerà la Medicina Nucleare e poi ritorno all'ingresso, nell'edificio degli uffici amministrativi, per la conferenza stampa riassuntiva degli eventi.
Il primo appuntamento è stato con il restaurato reparto di Neurologia diretto da Rosaria Renna e qui i giornalisti hanno avuto la possibilità di intervistare sia il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, Maria Morgante che il direttore Renna.
E' un reparto rifatto nella sua interezza, ci ha detto Morgante e che risponde ai requisiti di legge con una ristrutturazione che si è concretizzata a livello impiantistico, tecnologico e strutturale.
Un reparto all'avanguardia che prevede la realizzazione di 20 posti letto che ci consentono di passare dai 10 attuali ai 20 posti letto e con la presenza 4 posti letto di Stroke Unit, Unità Ictus o Unità di Terapia Neurovascolare, dedicati alla gestione dell’ictus cerebrale acuto, tutti dotati di sistemi di monitoraggio multiparametrico di ultima generazione, che permettono il controllo continuo e costante dei parametri vitali.
Una struttura all'avanguardia e che ci permetterà finalmente di poter dire di avere una unità nell'ambito di quelle che sono le linee guida previste dalla rete e di far entrare in essa i pazienti che fanno parte della rete tempodipendenti, ha proseguito Morgante.
E' una evoluzione che ci permetterà, anche con i nuovi posti letto, di avere la possibilità di decongestionare il Pronto Soccorso perché aumentiamo i posti letto dai 10 di ieri ai 20 di oggi e nello stesso tempo con i passaggi delle varie strutture, come Malattie Infettive che passa nel reparto attuale di Neurologia, c'è un incremento anche di posti letto per la Medicina e quindi al servizio anche questa del Pronto Soccorso.
Una ulteriore caratteristica di questo reparto, ci ha detto ancora Morgante, è la presenza anche di una palestra riabilitativa che ne permetterà l'utilizzo da parte dei pazienti neurologici già nella fase di degenza e quindi servirà anche per accelerare i tempi di una ripresa dignitosa per coloro che entrano nei nostri reparti.
Abbiamo quindi chiesto al direttore generale Morgante maggiori dettagli anche sulla struttura della Medicina Nucleare di cui oggi viene posata la prima pietra.
E' un gesto simbolico, ci ha risposto Morgante, ma in maniera forte esso rappresenta la messa a dimora di un primo pilastro per la realizzazione della Medicina Nucleare che rappresenta il futuro in quanto esso è un reparto che era già previso nel 2018 e che doveva essere ospitato dall'Ospedale "Rummo".
Esso si estenderà su due piani di cui uno interrato, delle dimensioni di circa mille metri quadri cadauno. Saranno presenti tutte le tecnologie previste dalla Medicina Nucleare per la presa in carico del paziente.
Il nostro obiettivo è che attraverso la Medicina Nucleare ci sia la presa in carico globale del paziente in quanto essa è a servizio, in maniera funzionale, della Neurologia, della Cardiologia, della Oncologia e quindi completa il percorso del paziente che entra nella nostra struttura e dove troverà tutti i servizi che servono per la sanità a livello globale.
Si tenga conto che qui è già presente la Radioterapia che non è sostitutiva ma che si integra con la Medicina Nucleare con la quale va a completare il tipo di assistenza che diamo ai pazienti facendo crescere la qualità dell'offerta sanitaria.
L'investimento previsto, ha concluso Morgante, è intorno ai 12milioni di euro ed i tempi stimati per la conclusione dell'opera è di 26 mesi a partire da oggi.
Al direttore Rosaria Renna è stato invece chiesto che cosa consentirà di ottenere da parte dell'utenza questo nuovo reparto di Neurologia.
Esso rappresenta l'inizio di una nuova era, ci ha risposto Renna, in cui tutto sarà improntato su una filosofia doppia, quella basata sulla tecnologia e quella sull'umanità in quanto noi riserveremo un trattamento ed un monitoraggio continuo sopratutto per i pazienti critici e con un ictus in fase acuta. Questo grazie a tecnologie innovative e di ultima generazione.
Sostengo sempre, ha proseguito Renna, che la differenza la fanno certamente le tecnologie, le apparecchiature, la strumentazione, ma sopratutto la fanno le persone, i medici, gli infermieri, il personale sanitario che accoglie e che si prende cura dei pazienti.
La filosofia è dunque quella di una accoglienza basata sull'umanità e sul rispetto della persona, sul'accoglienza dei pazienti e delle loro famiglie in un rapporto in cui la comunicazione è fondamentale così come la chiarezza comunicativa.
Ci auguriamo che questo nuovo reparto possa offrire all'utenza della provincia di Benevento, uno standard qualitativo elevato anche in considerazione dell'incremento dei numeri di posti letto.
Una unità di operativa che incluide i 16 posti di Neurologia, ha concluso Renna, di cui due sono dedicati al day hospital ed una stroke unit con 4 posti letto monitorati e riservati ai pazienti con ictus in fase acuta.
Dopo la benedizione da parte di mons. Franco Iampietro ed il taglio del nastro, si è passati alla visita del reparto.
Da qui si è poi giunti all'area dove sorgerà la Medicina Nucleare e c'è stata la cerimonia diella posa della prima pietra con il gesto tradizionale della cazzuola che sparge la calce e poi lo scoprimento del tabellone che riporta la visione di quello che sarà il reparto una volta ultimati i lavori. L'importo previsto è di 3.191.635,07 euro ed i tempi per la realizzazione sono di 810 giorni
Qui il sindaco Clemente Mastella ha voluto ricordare l'inizio del corso di Medicina all'Università di Benevento, una Facoltà che ha possibilità di crescita se l'Ospedale a cui fa riferimento, questo, cresce a sua volta.
La mia idea è quella per la quale occorre allestire un Ospedale dove arrivino gli studenti che possano fare utilmente tirocinio ma dove vengano anche dato risposte alla richiesta sanitaria rispetto a chi prova disagio ed è costretto a giungere sin qui.
Questa è una congiunzione astrale, ha proseguito Mastella, di grande importanza e per la quale plaudo al direttore generale Morgante ed a tutti i suoi collaboratori.
Il compito del medico assai spesso non è facile se pensiamo solo a ciò che è capitato recentemente in Campania e dobbiamo eliminare le angosce esistenziali che toccano sopratutto i bambini e gli altri.
Dobbiamo poterli assistere qua senza mandarli altrove.
Abbiamo le capacità necessarie.
Al personale chiedo però di rimanere qui perché se si vince un concorso e poi si va via, dopo un po' si creano problemi sia alla struttura che a tutti gli utenti.
Bisogna trovare il modo e vincere queste resistenze.
Per quanto ci riguarda abbiamo il dovere di essere solidali e di essere appetibili come città.
Lo sforzo che qui viene fatto è grande e me ne rendo conto.
Certo, i tempi di realizzazione sono sempre molto ampi e questo suscita perplessità perché si vorrebbe tutto e subito ma non se ne può fare a meno.
Utilizzate, ha concluso Mastella rivolto a tutto il personale presente, quella che è l'etica della delicatezza rispetto a chi arriva e che è già sofferente ed ha angosce particolari.
Siate delicati con tutti.
Ultimata anche la posa della prima pietra ci si è spostati nella sala conferenze del padiglione degli uffici amministrativi, nella Sala Convegni del Padiglione Santa Maria delle Grazie.
Qui era in programma una conferenza stampa che avrebbe ribadito i concetti già espressi nelle interviste e dichiarazioni rilasciate.
Ma qui dobbiamo fare un appunto.
Non ce ne vogliano i lettori se spesso ci hanno letto invocare rispetto e dignità per questa nostra professione. Non se ne dolgano.
Siano invece contenti e soddisfatti del fatto che ci sia ancora qualcuno, razza in via di estinzione purtroppo, che tiene affinché alla Stampa venga riconosciuto un ruolo istituzionale e pubblico che in molti, in tanti, dimenticano molto spesso.
E veniamo al dunque.
La sala è stata allestita con la solita pletora di cartelli con la scritta: Riservato a Tizio, a Caio, a Sempronio, dimenticando, o fingendo di dimenticare, che si trattava, come annunciato, di una conferenza stampa che, a rigore, non ha bisogno di pubblico ma solo degli addetti ai lavori e cioè chi fa le domande e chi ad esse risponde.
Ed invece non c'era un solo posto riservato alla Stampa, ai giornalisti, e tutto è stato occupato in un baleno.
A questo punto, visto che non siamo stati messi nelle condizioni di lavorare, abbiamo lasciato la sala.
Chissà se questo gesto sarà finalmente compreso.
Non lo sappiamo, ma non per questo ci asterremo dal riproporlo all'occorrenza.

comunicato n.176359




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